Iogo 400beats

A DUE PASSI DA CASA
di Giuseppe Pace


SINOSSI

Un luogo lontano o a due passi da casa. Una minuscola trincea. Duerer, Tarzan, Mimo: tre soldati straccioni di fronte a un nemico fatto di donne che vanno a prendere l'acqua alla sorgente e di altri miseri uomini divenuti di colpo soldati in questa terra di nessuno.













A DUE PASSI DA CASA
di Giuseppe Pace

SCENEGGIATURA

Scena 1. Esterno, giorno. Bosco.

Un bosco di montagna.
La macchina da presa (mdp) descrive il paesaggio con poche e veloci inquadrature: campi lunghi, dettagli sugli alberi, le piante, gli animali; un campo medio su un sentiero.
Sul sentiero tre uomini armati in marcia.
Non sembrano soldati, indossano dei giacconi di taglio e fattura diversi, sotto si intravede un maglione colorato, una camicia, una tuta da ginnastica. Quello in testa alla fila (soprannominato DUERER), sulla manica del giaccone ostenta un paio di galloni rossi, tagliati e cuciti grossolanamente. Lo segue un gigante dal volto inespressivo (TARZAN), chiude la fila un ometto armato di fucile con mirino telescopico (MIMO).

DUERER
Okei, il posto dovrebbe essere questo.

I tre si fermano dietro a un avvallamento, ognuno sa cosa fare. In perfetto silenzio scavano una trincea, riempiono dei sacchetti con la terra, fortificano la posizione con delle grosse pietre, la mimetizzano con delle fronde.


STACCO


Scena 2. Esterno, giorno. Trincea.

I tre hanno preso posizione nella trincea. In lontananza si ode il brontolio dei cannoni.

MIMO
Senti che concerto.

TARZAN
Sono i nostri. Dai ragazzi, macellateli.

DUERER
No, sono i loro.

TARZAN
Sono mortai da 80, non senti?

DUERER
No, sono cannoni da 120, noi non ne abbiamo.

TARZAN
I nostri ti dico, arrivano da est.

DUERER
A est c'è l'enclave di Diomira.

TARZAN
Ma se è caduta una settimana fa!

DUERER
Ce la siamo ripresa.

TARZAN
Ma quando?

DUERER
Dopo l'assedio di Ersilia.

TARZAN
Ancora a Ersilia pensi? Non esiste più, sono tutti sfollati.

MIMO
Allora, di chi è Ersilia?

DUERER
Nostra.

TARZAN
Loro.

MIMO
Quindi potremmo averceli anche dietro?

DUERER
Chi?

MIMO
Loro. Siamo sicuri che sono di là?

Indica oltre la trincea.

DUERER
Certo che sono lì.

Silenzio. Mimo e Tarzan si guardano perplessi.

DUERER
A me hanno detto: "Salite lassù e tenete la posizione", io gli ho detto: "Ma lassù è terra di nessuno". "Se ci siete voi è terra nostra" hanno risposto. Eccoci qua.

Silenzio.


MIMO (sospirando)
E pensare che siamo a due passi da casa.

TARZAN
Ma se te l'hanno bombardata!

Duerer e Tarzan ridono.

MIMO
Coglione.

Il bombardamento continua, in lontananza.

DUERER
Senti il rimbombo? È cupo, non sono mortai. Sono i loro.


STACCO


Scena 3. Esterno, tramonto. Trincea.

La mdp inquadra ancora il paesaggio come nella prima scena. Il sole sta tramontando. Mimo fa scaldare una gamella colma di liquido giallastro su un fornello da campeggio.
Duerer scruta verso il fronte, Tarzan è accoccolato al suo fianco, appoggiato alla parete della trincea. Parlano piano.

TARZAN
...non è che ho paura della morte...

DUERER
Tutti hanno paura della morte.


TARZAN
... ho paura di rimanere mutilato piuttosto.

MIMO (più forte)
O cieco.

DUERER
Parlate piano!

Silenzio.

MIMO
Per me la cosa più terribile sarebbe essere preso.
Si dicono cose...

DUERER
Stronzate.

MIMO
... a Zirma hanno bruciato le case, tutte, e agli abitanti gli hanno strappato la lingua. Hanno risparmiato solo i bambini, quelli sani, ma se li sono portati via...

TARZAN
Anche i nostri fanno 'ste cose. Vero Duerer?

Duerer non risponde.

MIMO
Hanno iniziato loro.

TARZAN
Una guardia dei sotterranei di Ludomi mi ha detto che per fare parlare i prigionieri gli infilano degli spilloni negli occhi. È vero Duerer?

MIMO
Ma che ne sa Duerer?

TARZAN
Era distaccato a Ludomi.

Duerer si volta verso i compagni, la voce tagliente.

DUERER
Credi che a me piaccia questa merda?

TARZAN
Era solo per sapere...

DUERER
E io non ne voglio parlare.

Tarzan non dice più niente.


MIMO
Bisogna solo cercare di uscirne, non importa come. Eppure io ne conoscevo qualcuno prima della guerra, non mi sembravano così figli di puttana.

STACCO


Scena 4. Esterno, alba. Trincea.

Duerer e Tarzan sono gettati dentro la trincea, dormono, o almeno ci provano. Arrivano gli echi di un bombardamento lontano. Tarzan rabbrividisce, ha addosso una coperta marcia di fango, cerca di coprirsi meglio, dice qualche parola sconnessa.
Mimo scruta verso il fronte attraverso il cannocchiale del fucile.
Toglie la sicura.
Guarda ancora attraverso il cannocchiale, perfettamente immobile.
All'improvviso spara.
Gli altri due scattano in piedi, impugnando le armi.

DUERER
Dove sono?

TARZAN (nello stesso momento)
Chi sono?

Duerer prende il binocolo. Scruta il paesaggio.

MIMO
Era una donna.

TARZAN
Come una donna?

MIMO
L'hai mai vista una donna?

TARZAN
Tu non hai mai visto una...

DUERER
Basta! (a Mimo) Perché hai sparato?

MIMO
Come perché? Arrivava da quella parte.

DUERER
E allora?

MIMO
Allora cosa? è una di loro!

DUERER
Come fai a saperlo?

TARZAN (quasi tra sé)
Bisognerebbe andare a sentire se puzza...

MIMO
Arrivava di là (fa un cenno con il capo verso
il fronte
).

TARZAN
... se puzza di aglio non ci sono dubbi, è una di loro.

Duerer non risponde, con il binocolo osserva di nuovo verso il fronte. Tarzan fa lo stesso.

MIMO (con il fucile in grembo, verso Duerer in tono lamentoso)
Questo ce l'hanno dato per sparare no? Se vogliamo finire in fretta bisogna pure farne fuori qualcuno, no?

DUERER (a Tarzan)
Vedi qualcuno?

TARZAN
No.

MIMO
Hai visto? Non c'è nessun altro.

DUERER
Potevano sentirci, bisogna stare attenti. E poi adesso verranno a cercarla. Cazzo.

(La ragazza non si vede, né si vedrà in seguito).

STACCO


Scena 5. Esterno, giorno. Trincea.

Il sole è alto sulla postazione. Tarzan e Mimo, ognuno con il proprio binocolo, scrutano verso il presunto territorio nemico.

TARZAN
Gli occhi ti dico, il taglio.

MIMO
Ti dico di no, sono mica scemo, l'ho vista bene in faccia prima di sparare.

TARZAN
Gli occhi sono quelli di una nostra.

MIMO
Guarda il colorito della pelle.

TARZAN
Mah...

MIMO
I capelli, guarda i capelli!

TARZAN
Potrebbero essere di una nostra.

Mimo si volta verso il compagno.

MIMO
Lo fai apposta, per darmi contro. Il naso, guarda il naso allora.

TARZAN
Mi sembra un naso normale.

MIMO
E come vuoi che sia, stronzo.

TARZAN
L'hai detto tu che era un naso particolare, coglione.

MIMO
La forma sto dicendo...

DUERER
Guardate piuttosto se arriva qualcuno, deficienti.

I due si rimettono a guardare.

TARZAN
Cosa sono quelle due cose bianche nel fosso?

MIMO
Dove?

TARZAN
Là, vicino alla ragazza.

MIMO
Delle taniche, ci deve essere una sorgente più a valle.

STACCO


Scena 6. Esterno, tramonto. Trincea.

Il sole sta tramontando, Tarzan è di guardia e scruta verso il fronte, Mimo tiene all'orecchio una radiolina portatile che diffonde debolmente della musica.

DUERER (a Mimo)
Tienila bassa.

MIMO
Ma se riesco appena a sentirla.

DUERER
Quando sarà il momento, altro che ascoltare la musica.

MIMO
Ma quanto dobbiamo rimanere qui?

DUERER
Ancora un paio di giorni, poi vengono a darci il cambio.

MIMO
Senti Duerer...

DUERER
Parla piano ho detto! Che vuoi?

MIMO
Quando torniamo al campo, non dite niente.

DUERER
Che cosa non dobbiamo dire?

MIMO
Che ho sparato a quella donna.


DUERER
Di cosa hai paura?

MIMO
Non vorrei che Tarzan avesse ragione.

Tarzan si volta e ghigna, poi torna al binocolo.

MIMO
Che fosse una delle nostre.

DUERER
Va bene.

TARZAN (sobbalza)
Cazzo. Si è mosso qualcosa!

Duerer si lancia verso il compagno e punta il binocolo, Mimo lascia la radio, che cade ancora accesa sul fondo della trincea e afferra il fucile. Lo punta verso il fronte, appoggia l'occhio all'oculare.
Guardano tutti e tre.

DUERER
Dove?

TARZAN
Là, dietro quegli arbusti, dopo la strada.

DUERER
Non vedo niente.

MIMO (ad alta voce)
Sì, c'è qualcuno porca puttana!

DUERER
Piano!


TARZAN
Eccolo il bastardo!

DUERER
Calmi, calmi, merda! Forse sono solo i parenti che la cercano.

Passano alcuni istanti. Acquattati in silenzio continuano a osservare.

TARZAN (impaurito, a voce bassa)
Me lo sento che sono loro, lo sento.

DUERER
Smettila.

MIMO
Io non mi faccio prendere vivo.

TARZAN
Lo sapete cosa hanno fatto ai nostri a Narmilla, li hanno spellati vivi...

DUERER
Finitela!

TARZAN
... e poi li hanno castrati.

Duerer lo afferra per il collo della giubba.

DUERER
Hai finito?

MIMO
Eccoli là, sulla destra. Dio sono armati!

TARZAN
Spara, porca puttana. Ammazzali!

Duerer lascia Tarzan e afferra il binocolo.

DUERER
Aspetta!

TARZAN
Cazzo, sono loro.

MIMO
No, sono i nostri, hanno gli elmetti in kevlar.

DUERER
Che cazzo dici? Sono in acciaio.

MIMO
Vengono di qua!

TARZAN
Guarda giù per la strada, ne arrivano altri!

MIMO
Dove?

TARZAN
Di là.

DUERER
Quanti cazzo sono?

MIMO
Dio, arrivano, arrivano.

Gli altri due impugnano le armi.

TARZAN
Arrivano anche da sinistra!

La mdp si alza in dolly, poi panoramica sui boschi.

DUERER (fuori campo)
Sparate! sparate!

MIMO (fuori campo)
Ma sono i nostri! Fermi sono i nostri!

TARZAN (fuori campo)
Spara! figli di puttana! Spara!

MIMO (fuori campo)
Fermi! Fermi! Sono i nostri!

Fuori campo si odono i primi spari e delle urla. Stacchi rapidi, campi medi e lunghi sul paesaggio, dettagli sulla vegetazione e sugli animali che fuggono.
La sparatoria continua furiosa ma il rumore degli spari diviene sempre più fioco. Lo sostituisce, dapprima in sordina poi sempre più forte, una musica che sembra provenire da una radio fuori sintonia: a una nenia mediorientale si sovrappongono e si mescolano le note di un brano di musica rock; mentre il sole si nasconde, come sempre, verso occidente.




© 400beats 1997











A DUE PASSI DA CASA
di Giuseppe Pace


CURRICULUM DELL'AUTORE

Soggestista e sceneggiatore indipendente che sogna un lavoro dipendente.

Sceneggiature:

- 1990 Unione Italiana Ciechi. Spot promozionale (30", 16mm);

- 1991 Nero e non solo. Spot antirazzista con la partecipazione di Gianni Cavina, musiche di Ennio Morricone. Diffuso dalle maggiori reti nazionali. (30", 35 mm);

- 1991 L'uomo che cammina. Cortometraggio. 1° premio al concorso per sceneggiature originali del Comune di Torino. Produzione La Lanterna Magica (7', Video 8Hi);

- 1993 Eccedanza. Co-sceneggiatore. Cortometraggio di finzione (20', 35mm);

- 1995 A due passi da casa. Sceneggiatura per cortometraggio, 1° premio al concorso nazionale "I Girasoli";

-1995 - 1996 Lettres et l'être. Prodotto dalla Stefilm di Torino. Documentario in fase di sviluppo;

- 1995 - 1996 Les Plateaux des Alpes - Passaggio in Europa. Collaborazione. Co-produzione franco-italiana, con il contributo di MAP-TV/MEDIA; label Centenario del Cinema;

- 1996 Gli amanti del sole e della luna. Documentario in fase di sviluppo.













A DUE PASSI DA CASA
di Giuseppe Pace


SOGGETTO

Tre uomini miseri in cammino nel bosco (un bosco qualsiasi, in una qualunque parte d'Europa), oppure, tre soldati straccioni in marcia.

Si fermano in una radura nella terra di nessuno, scavano una minuscola trincea per farla diventare terra loro.

Al di là di quella misera difesa ci sono "gli altri", difficili da distinguere perché si somigliano molto (tanto che uno dei tre vorrebbe ricorrere all'olfatto "se puzza di aglio è una dei loro"); da eliminare al più presto, con tutti i mezzi e senza stare a distinguere sesso e età, per poter tornare alla vita normale.

Duerer, Tarzan e Mimo sono tre persone qualsiasi, la guerra li ha trasformati in altrettanti killer e in altrettante vittime, che per l'immediato futuro si augurano solo di non cadere vivi in mano al nemico.

Un nemico fatto di donne che vanno a prendere l'acqua alla sorgente e che potrebbero essere le loro donne; un nemico di uomini miseri o soldati straccioni, da cui vengono annientati alla fine.

E non sono neanche sicuri che siano nemici.

La vicenda è ambientata in un luogo che potrebbe essere molto lontano o, molto ovviamente, a due passi da casa.


© 400beats 1997