Iogo 400beats

FITZMORE
Duilio Chiarle


SOGGETTO

Un uomo che ritiene di aver avuto tutto dalla vita incontra un sacerdote nel parco cittadino. Gli racconta il proprio passato, nella speranza di trovare conforto all’unica idea fissa che lo perseguita: crede che tutti ridano di lui e non riesce a comprenderne la ragione. Una serie di incontri fortuiti sembrano avvalorare questa tesi. Il sacerdote, dopo aver ascoltato attentamente il discorso del suo interlocutore, espone la propria versione dei fatti e lo convince dell’assurdità di simili pensieri. L’uomo, apparentemente soddisfatto della risposta, si allontana. Ma il sacerdote, che lo aveva convinto, non ha avuto il coraggio di dirgli la verità.













FITZMORE
di Duilio Chiarle

SCENEGGIATURA


PRIMA DEI TITOLI
Dissolvenza in apertura. Lo schermo è nero.
Appare una dicitura:
“Dal sublime al ridicolo non c’è che un passo”
Napoleone Bonaparte
DISSOLVENZA IN CHIUSURA

SOGGETTIVA/ESTERNO. PARCO CITTADINO. GIORNO.
La luce dorata del mattino illumina le prime foglie sugli alberi. I raggi del sole giocano tra le foglie disegnando forme di luce dall’aspetto mistico. Si ode il cinguettio degli uccelli, l’abbaiare di un cane. Vi sono delle panchine e grossi alberi.
PANORAMICA SU

IL DELICATO E ROMANTICO PAESAGGIO.
Lentamente, entra in campo il viso scarno e serio di un poliziotto di quartiere, di colore.
PRIMO PIANO SU

IL POLIZIOTTO
Il poliziotto sta osservando distrattamente qualche particolare lontano. L’agente ha un’espressione molto compassata. Scorge la macchina da presa e si volta pian piano con un’espressione che passa lentamente dallo stupore all’ilarità più sfrenata. Mentre il poliziotto ride in modo sguaiato, la macchina da presa lo oltrepassa, dirigendosi a passo d’uomo verso un gruppo di panchine; parte un brano musicale “rockeggiante” piuttosto ritmato e molto orecchiabile.

TITOLI
I titoli scorrono in sovrimpressione man mano che la macchina si avvicina all’uomo sulla panchina.

SOGGETTIVA/ESTERNO. PARCO CITTADINO. GIORNO.
Sulle panchine c’è un uomo che sta leggendo un libro. Si tratta di un prete in “clergyman” che legge il suo breviario. La macchina da presa continua ad avvicinarsi. al passo di un uomo. Il sacerdote è quasi di schiena. La macchina da presa compie un mezzo giro intorno alla panchina.
PIANO MEDIO SU

IL SACERDOTE
perfettamente riconoscibile. Ha le gambe accavallate. Si scorge chiaramente la condensa del fiato. E’ una tipica mattinata di marzo. La macchina da presa si ferma proprio di fronte al sacerdote. La musica sfuma lentamente. Il sacerdote, dopo qualche istante, alza lo sguardo dal breviario e pare riconoscere il personaggio che gli sta di fronte.
Una voce fuori campo inizia a parlare.

VOCE FUORI CAMPO
Era lì, davanti a me, con l’aria di chi volesse interrogarmi. Pure, era stato proprio lui a sorprendermi con quell’appuntamento al parco.

INDIVIDUO IN SOGGETTIVA
Reverendo, lei si domanderà perché io l’abbia convocata.

Il sacerdote chiude il breviario.

VOCE FUORI CAMPO
Effettivamente, le ragioni di James Fitzmore mi erano del tutto ignote. L’avevo visto un paio di volte in chiesa, scortato da quelle robuste guardie del corpo che ora parevano essersi volatilizzate.

La macchina da presa, sempre in soggettiva, si abbassa come se il personaggio si sedesse di fronte al sacerdote.
STACCO SU

LA SCHIENA DI JAMES FITZMORE MENTRE SI SIEDE SULLA PANCHINA
Fitzmore veste un bellissimo cappotto di cammello, capo di gran pregio. Il capo è fatto su misura. Spiccano le grandi spalle che lasciano intuire una muscolatura massiccia.
STACCO SU

CIO’ CHE VEDE FITZMORE
Si nota la condensa del respiro del sacerdote. Gli sfugge un leggero sorriso, trattenuto a stento e mascherato con un colpo di tosse.

FITZMORE
Reverendo, io dalla vita ho avuto tante cose.

Il sacerdote è silenzioso, in attento ascolto.

VOCE FUORI CAMPO
Lo sapevo. Fitzmore era un uomo molto noto, anche se le sue foto erano praticamente bandite dai giornali. Il Fitzmore che conoscevo era molto potente e ricco.

DISSOLVENZA INCROCIATA SU
(flashback)

VOLTO DEL SACERDOTE. PRIMISSIMO PIANO.
Si vedono i titoli di tre celebri quotidiani finanziari, in sovrimpressione, uno dopo l’altro, alla faccia del sacerdote:
FITZMORE CONQUISTA WALL STREET
JAMES MILIARDO
FITZMORE: NESSUNA RECESSIONE
DISSOLVENZA SU

TIPICO “COLLEGE” INGLESE
Si vede un edificio, un cortile ed un gruppo di ragazzini schierati di schiena di fronte ad un burbero insegnante con bacchetta che sta pontificando su di un qualunque argomento.

FITZMORE
La mia famiglia mi ha dato un’ottima istruzione. Ho dovuto fare tutto il resto da solo.

STACCO SU

GLI OCCHI DI FITZMORE. PRIMISSIMO PIANO.
Gli occhi di Fitzmore, di una bellissima tonalità di colore, tradiscono un certo orgoglio.
STACCO SU

SOGGETTIVA/ESTERNO. PARCO CITTADINO. GIORNO.

FITZMORE
Sono diventato ricco grazie ad una semplice invenzione.

La mano destra di Fitzmore si solleva e mostra una fialetta simile a quelle dei campioni di profumo.

FITZMORE
Avevo soltanto sedici anni. Ma...

Fitzmore viene interrotto da una risata argentina.
PANORAMICA DA SINISTRA A DESTRA SU

DONNA CHE RIDE
Una donna dai lineamenti chiaramente orientali, ridacchia coprendosi il volto con una mano e si allontana dalla zona.
STACCO SU

SACERDOTE. PRIMO PIANO.
Il sacerdote ha un’aspetto perplesso. I suoi occhi sono fissi su Fitzmore.

FITZMORE
Vede, reverendo? E’ questo il mio problema. Temo che la gente rida di me.

Il sacerdote si alza in piedi. Il sacerdote muove alcuni passi nel parco. Fitzmore lo accompagna.

SOGGETTIVA/ESTERNO. PARCO CITTADINO. GIORNO.
Fitzmore ed il sacerdote passeggiano nel parco senza alcuna meta apparente.
STACCO SU
(flashback)

UNA MANO CHE STRINGE UN CRONOMETRO SPORTIVO. PRIMISSIMO PIANO.
Le lancette del cronometro stanno girando. La mano preme un pulsante ed il cronometro si ferma.. Si odono rumori tipici delle manifestazioni sportive: un megafono, voci fuori campo.
STACCO SU

ESTERNO. UN UOMO IN TENUTA SPORTIVA. PRIMO PIANO DAL BASSO.
L’uomo preme il pulsante di un cronometro sportivo. Guarda le lancette sbalordito. Inforca gli occhiali e osserva con maggiore attenzione, quindi accosta il cronometro all’orecchio e lo scuote. Infine ha una smorfia di stupore incredulo e scuote il capo in segno di diniego.

FITZMORE
Al college, sui diecimila metri, feci un tempo eccezionale, da primato: non fui ammesso alle selezioni e venni liquidato con due battute sarcastiche.

DISSOLVENZA INCROCIATA SU
(flashback)
IN CAMPO TOTALE

ESTERNO. IL PUBBLICO DI UNA MANIFESTAZIONE SPORTIVA.
Il pubblico di una grande manifestazione sportiva. Sullo sfondo una bandiera olimpica.
STACCO SU

GAMBE DEGLI ATLETI.
Gambe degli atleti di una gara di velocità vista al rallentatore. Si scorge la linea dell’arrivo. Arriva il primo concorrente.
CARRELLATA ALL’INDIETRO

ESTERNO. PISTA DI ATLETICA. GIORNO.
Passano alcuni istanti prima che il secondo atleta giunga al traguardo.
STACCO SU

PUBBLICO CHE RUMOREGGIA
Alcuni spettatori, appartenenti a ceppi etnici diversi tra loro, si alzano in piedi e dimostrano chiaramente di non gradire l’ordine di arrivo. Compiono grandi gesti minacciosi e lanciano insulti coloriti in lingue diverse.

FITZMORE (v.f.c.)
Ma mi sono preso la rivincita un paio d’anni dopo.

STACCO SU

IN CAMPO MEDIO

ESTERNO.PARCO CITTADINO. GIORNO. FITZMORE E SACERDOTE DI SCHIENA
mentre passeggiano nel parco. La fisionomia dei due individui pare estremamente diversa: il sacerdote è piccolo e quasi calvo, Fitzmore, avvolto nel suo cappotto di cammello è più alto di almeno venti centimetri e, come si intuiva, ha un fisico statuario.
DISSOLVENZA SU
(flashback)
IN PIANO AMERICANO

INTERNO. AULA MAGNA UNIVERSITARIA. CHIARO.
Due personaggi togati e compassati hanno di fronte a loro un vassoio con delle lauree. Quello che sembra più importante si volta di tre quarti e afferra uno dei rotolini sigillati.

FITZMORE
Anche il giorno della laurea, il Rettore mi liquidò come “sorprendente”.

Il Rettore, nell’atto di porgere l’involto si blocca. Ha un’aria stupefatta. Controlla il nome sull’elenco. Consegna la pergamena e stringe una mano. Si volta verso l’altro notabile e pronuncia (muto) “sorprendente”.
STACCO SU

ESTERNO. PARCO CITTADINO. GIORNO.
Fitzmore ed il sacerdote passeggiano nel parco.
CARRELLATA IN AVANTI SU

UN BIMBO.
Il bimbo, ridendo, corre avvicinandosi velocemente al duo.
STACCO SU

SOGGETTIVA/ESTERNO. PARCO CITTADINO. GIORNO.
Il bambino, correndo, si volta indietro a guardare un cane e non vede Fitzmore: lo urta. Il bambino alza lo sguardo verso Fitzmore. Indietreggia serio, poi gli si illumina un largo sorriso, fa una lunga, rumorosa pernacchia. Infine si volta e riprende a correre.

FITZMORE
Vede reverendo? E’ una maledizione che non comprendo.

STACCO SU

IL SACERDOTE
Impassibile continua a guardare avanti a sè.
STACCO SU

FITZMORE E IL SACERDOTE, DI SCHIENA.
I due si dirigono verso una grande quercia. Fitzmore indica la quercia secolare al sacerdote.

FITZMORE
Vede quell’albero, reverendo?

STACCO SU

IL SACERDOTE
Il sacerdote annuisce. Si volta velocemente verso Fitzmore e quindi di nuovo verso l’albero.
STACCO SU

L’ALBERO.

FITZMORE (v.f.c.)
Adoro quell’albero. E’ ricco di significati, per me.

VOCE FUORI CAMPO
La quercia, probabilmente, era tutto ciò che restava di un bosco sacro ai druidi.

DISSOLVENZA SU
(flashback)

INTERNO. SCHERMO DEL TELEVISORE.
Sullo schermo appare l’immagine di un libro: “La spiritualità dei celti”, autore James Fitzmore. l’immagine televisiva del libro si alterna a quella di una donna.

VOCE FUORI CAMPO
Forse non era un itinerario casuale: Fitzmore era un famosissimo storico ed aveva contribuito non poco alla soluzione di alcuni misteri che avvolgevano i Celti.

DISSOLVENZA SU

SOGGETTIVA/ESTERNO. PARCO CITTADINO. GIORNO.
Due ragazzine sbucano da dietro la quercia. Chiacchierano tra loro. Il loro percorso le porta ad incrociare Fitzmore e il sacerdote.

FITZMORE
Le donne... Mi perdoni, reverendo... Nessuna donna mi ha mai voluto.

Le due ragazze sono tanto prese dalle loro confidenze da non accorgersi del duo Fitzmore-sacerdote. Avanzano sino a trovarseli di fronte. Le due ragazze si arrestano di colpo. Hanno una reazione sorpresa, come di chi trova improvvisamente qualcuno sulla propria strada. Quindi scoppiano a ridere. Evitano i due e accelerano il passo.

FITZMORE
Reverendo, non capisco.

STACCO SU

IL SACERDOTE. PRIMO PIANO.
Il sacerdote scruta per un attimo il suo interlocutore. Quindi si volta di profilo, scruta lontano e si mette a parlare, gesticolando con ampi gesti della braccia.

VOCE FUORI CAMPO
Lo rassicurai. Dio ha i suoi disegni e a nessuno è dato di conoscerli. Dio ha creato ogni cosa con un preciso scopo, ogni essere ogni creatura, ogni singolo filo d’erba con un preciso disegno.

PANORAMICA ORIZZONTALE SU

UN “CLOCHARD”
Si alza da una panchina, ripiega un giornale che gli è servito da coperta. Prende una bottiglia e beve una lunga sorsata. La mano di Fitzmore stringe una bamconota. Mette la banconota nel taschino del “clochard”.

FITZMORE
Fatti un sorso alla mia salute.

Il “clochard”osserva stranito sulla destra, la banconota ed infine Fitzmore. Quindi batte una mano sulla spalla di Fitzmore, abbassa il capo e si mette a sogghignare. Un poliziotto spinge via il “clochard” e lo apostrofa.

POLIZIOTTO
Jack! Vai a rompere da un’altra parte... Le ha dato noia signore?

FITZMORE
No, agente. Non mi ha infastidito.

POLIZIOTTO
Bene.

Il poliziotto si volta e si allontana. Dopo pochi passi incomincia a ridere. La risata è molto intensa.
STACCO SU

SACERDOTE
Che osserva con rassegnazione il cielo.

FITZMORE
Comprende, reverendo? Perché?

Il sacerdote abbassa lo sguardo verso terra e incomincia a parlare. La sua voce non si ode.

VOCE FUORI CAMPO
Una situazione davvero strana. Faticavo a trattenermi. Cercai di ripetergli che ogni cosa ha un suo ben preciso senso e scopo. Che non sempre è chiara la ragione dei comportamenti umani e che non c’era possibilità di venirne a capo con le donne che, mistero tra i misteri, parevano agire a volte senza apparente logica. E poi, via! Il riso di due ragazzine, di un ubriaco... Che peso hanno le parole di un ubriaco? Dove volano le risate? L’uomo ride poiché è nella sua natura.
Forse gli ero stato utile, chissà. Restai fermo, appoggiato al mio bastone mentre si allontanava verso il ciglio della strada.

CARRELLATA ALL’INDIETRO SU

IL SACERDOTE
Sorride. Mano a mano che Fitzmore si allontana il sorriso del sacerdote si trasforma in una risata dapprima soffocata e contenuta, poi sempre più forte e liberatoria, una vera esplosione a squarciagola. Il prete si piega addirittura all’indietro per lo sforzo.
CARRELLATA ALL’INDIETRO SU

VOLTO DI FITZMORE
Ha una lunga ed elegante proboscide. La alza. sullo sfondo alle sue spalle si vede ancora il sacerdote che si contorce dalle risate. Fitzmore non si volta.

FITZMORE
Taxi!

PANORAMICA A VOLO D’UCCELLO DAL BASSO VERSO L’ALTO

TITOLI DI CODA
scorrono in sovrimpressione mentre un taxi si ferma e Fitzmore vi sale.
DISSOLVENZA SUL NERO

FINE









FITZMORE
di Duilio Chiarle


CURRICULUM DELL'AUTORE

ESPERIENZE GIORNALISTICHE

1991-1994
Redattore, settimanale “Gazzetta” di Venaria (To)
Ha prestato la propria opera retribuita presso la testata dalla sua fondazione sino all’inizio del 1994, con la gestione autonoma di una intera pagina di cronaca locale ed occasionalmente con la gestione di una rubrica di storia locale.
In precedenza aveva svolto opera occasionale presso alcune testate tra cui “Zeitnot” (rivista scacchistica). In seguito ha collaborato occasionalmente con la rivista “Cultura e Società” del Centro studi cultura e società di Torino.

1994
Iscrizione all’ Ordine dei Giornalisti - elenco pubblicisti
Iscritto dal 17 febbraio 1994 - tessera n.63251.

1993-1995
Direttore Editoriale, rivista “The Unicorn” della Beholder Co. di Torino.
Incarico ricoperto dalla fondazione della testata sino al febbraio 1995,

1995-1997
Direttore responsabile, rivista “The Unicorn” della Beholder Co. di Torino.
E’ divenuto direttore responsabile a far luogo dal febbraio 1995 (incarico includente anche la collana libraria “The Unicorn Book”).
Nel 1996 ha collaborato con alcune riviste locali.

PREMI LETTERARI
Ha al suo attivo numerosi premi di poesia e di narrativa tra i quali un primo premio e numerosi secondi e terzi premi, ed alcuni premi speciali, uno dei quali per un’opera teatrale. Tra i premi ricevuti, il “Città di Torino” (più volte), il “Città di Ciriè”, il “Norberto Rosa”.
Ha ricevuto altri premi letterari minori e premi fotografici, tra i quali un secondo premio.

Nel 1995 e 1996 non ha partecipato a premi di alcun tipo.
Si interessa da sempre di cinema e possiede una videoteca con centinaia di film in formato VHS.

Libri pubblicati:
“La posta di Eustachio”, Ed.Solfanelli, 1993;
“Oltre ogni limite”, sotto lo pseudonimo “ D. Willow”, Beholder Co., 1995.


DATI ANAGRAFICI E PERSONALI
Duilio Chiarle, nato a Fiano (To) il 20/11/1959 e residente in Cafasse (To) in via Roma n.103.
E’ diplomato in elettronica industriale ed ha frequentato per sei anni i corsi dell’Istituto Musicale “F.A.Cuneo”.

Duilio Chiarle
Via Roma n.103 ~ 10070 Cafasse (To)
Telefono Ufficio 011-9297006
Telefono abitazione e fax 0123-417968