Iogo 400beats

LINEA D'ARIA
di MASSIMO ANGELUCCI COMINAZZINI


SINOSSI

Un uomo distrugge la propria famiglia. Follia irrazionale si impossessa di un uomo normale, con una vita ed una famiglia normale. Si scatenano la ire sopite e tenute a bada in dilanianti ansie giornaliere e liberatori incubi notturni; fantasmi che appaiono nella vita di ciascuno sotto forme diverse e che possono prendere il sopravvento in qualsiasi momento. Si può resistere alle sollecitazioni, razionalmente ma quando si cede, forse è troppo tardi per accorgersene.













LINEA D'ARIA
di Massimo Angelucci Cominazzini

SCENEGGIATURA

Scena 1. Interno, notte. Stanza da letto.

Una lenta Panoramica scopre in sequenza: un paio di scarpe estive da uomo buttate sul parquet, più avanti un paio di sandali estivi femminili, anche questi buttati alla meglio vicino alle gambe di una sedia.
Salendo sulle gambe della sedia troviamo dei vestiti appoggiati confusamente sullo schienale e sui braccioli. La sedia è dei primi del Novecento. I vestiti che vi sono sopra, pur essendo moderni, non sono in contrasto con l'antico della sedia sia per il colore che per il tessuto; un paio di pantaloni corti da donna blu, un paio di pantaloni da uomo color sabbia, una morbida camicia a piccoli fiori di Cacharel, un'ampia camicia da uomo bianca di lino.
Dietro la sedia una cassettiera color mogano ben restaurata, semplice, lineare, con un ripiano di marmo. Sopra accessori femminili per il trucco ben sistemati.
Proseguendo, dopo aver tagliato l'inquadratura con la metà inferiore di una riproduzione del quadro di Depero "Ballerina Idolo" appesa al muro entra in campo un comodino. Sopra, dei fogli sparsi con dei disegni per lo studio di un personaggio d'animazione in parte coperti da un libro di Henry James del quale non leggiamo il titolo, una penna, una matita, un bicchiere d'acqua, un orologio da polso da uomo, sportivo ma elegante. Segna le 2.35.
Oltre il comodino si scopre la mano di un Uomo (Uomo = U) che pende dal cuscino, il polso e poi i capelli neri, lunghi di una donna.
La donna dorme, il suo volto non si vede.
Il campo si allarga leggermente e scopre la schiena di lei con delle finissime spalline di una leggerissima camicia da notte.
Il braccio dell' U è sotto il collo della donna.
Seguiamo il braccio e si scopre il viso dell' U. E' sui 40 anni, aspetto giovanile, la parte inferiore del corpo è coperta dal lenzuolo. Non ha pigiama. Anche lui dorme. Il viso è leggermente imperlato di un finissimo sudore. Gli occhi sotto le palpebre si muovono velocemente.
L'U fa un piccolo sussulto e muove la bocca che sembra impastata. Gira un po' la testa verso sinistra e verso sinistra riprende la Panoramica che trova il secondo comodino con sopra: orecchini, un bracciale, una collana, degli anelli, una sveglia ed un libro chiuso di Raymond Carver.
Sul pavimento risalta un piccolo cane di gomma giallo con le orecchie celesti. Questi ci riporta ad un lettino dove c'è una bambina di circa tre anni, della quale non vediamo il volto, che dorme abbracciata ad un pupazzo morbido.
Oltre il lettino una finestra aperta. Le tende che disegnano la cornice non si muovono.
Non c'è un alito di vento. La m.d.p. si stringe lentamente verso la finestra inquadrando un esterno sfocato di luce stradale.
Quando la m.d.p. sta per perdere completamente i contorni della finestra e "uscire fuori" scatta una sirena di un Allarme.

SIRENA D' ALLARME

La m.d.p. contemporaneamente si blocca e mette a fuoco l'esterno fatto di strada. L'inquadratura rimane fissa qualche secondo a "sentire" l'Allarme. La Panoramica riprende velocemente e va ad inquadrare il letto matrimoniale.
Mentre ci avviciniamo all' U l'Allarme sembra aumentare.

L'ALLARME AUMENTA
PROGRESSIVAMENTE
DI VOLUME

L' U si muove leggermente, sembra subire l'Allarme mentre dorme.
La m.d.p. si avvicina fino ad inquadrare in P.P.P. il viso dell'U.

L'ALLARME AUMENTA

fino a che si blocca.

L'ALLARME ORA E'
FORTISSIMO

Contemporaneamente l'U apre gli occhi di scatto tirando leggermente su la testa ed emette un suono che copre per un istante l'Allarme.

UOMO.
Eh!
-

L'ALLARME ORA E'
AL VOLUME INIZIALE

L'U ributta giù la testa. Batte gli occhi due volte lentamente. Li richiude. Gira la testa a destra. Rimane così per 5 secondi.
Riapre gli occhi.
Ha i capelli della donna avanti, non comprende.
Gira la testa, la solleva un po' e vede il "suo" comodino oltre la testa della donna.
Si rimette giù con un leggerissimo sorriso.

L'ALLARME CONTINUA

L'U guarda verso il lettino e poi verso la finestra.
L'U si passa la mano avanti agli occhi e sulla fronte a sentire il leggero sudore.
L'U sfila lentamente il braccio destro da sotto il collo della donna che rimane immobile.
Liberatosi si mette a sedere sul letto.
Indossa solamente mutande tipo boxer.
Si mette le mani sul viso, si copre gli occhi.

L'ALLARME CONTINUA

L'U accusa la molestia del rumore.
Si alza.
Va verso il lettino.Dà uno sguardo alla bambina.
La bambina dorme immobile.
L'U va verso la finestra. Si affaccia.

L'ALLARME AUMENTA UN PO'

Cerca di capire da dove viene il suono. Si volta a sinistra.
Vediamo uno sfondo di strada che si perde con le luci ed una luce più forte in fondo.
Siamo al terzo piano.
In strada non passa nessuno.
L' U rientra.

L'ALLARME RITORNA
AL VOLUME INIZIALE

L'U guarda l'ora. Sono le 3.20.
L'U esce silenziosamente dalla stanza.


Scena 2. Interno, notte.

La mano dell'U sulla parete accende la luce della cucina.
La cucina è moderna, lineare, razionale.

L'ALLARME CONTINUA
LEGGERMENTE PIU' BASSO

La mano dell'U va verso il frigo, lo apre.
Il dito scorre sulle bottigliette di bitter e di succo di amarena.
Si ferma sul succo di pomodoro.
Ne prende uno.
Richiude il frigo.
Va al cassetto del tavolo. Lo apre.
L' inquadratura mostra coltelli, di tutti i tipi ma solo coltelli.
L' U si ferma a guardare l'interno del cassetto senza cercare.
Richiude il piano.
Va verso la cassettiera della cucina.
Apre il primo cassetto. Cerca. Non trova. Richiude.
Apre il secondo cassetto. Cerca. Non trova.
Richiude spazientito.
L'U poggia nervosamente il succo di frutta sul piano di granito e sparisce dal campo.
La m.d.p. si alza lentamente dal succo di pomodoro e poco sopra scopre, appeso al muro su di un gancetto a forma di fiore, un cavatappi tondo che rappresenta una faccia di pagliaccio.
La bocca che ride è l'effettivo cavatappi.

L'ALLARME CONTINUA.
RUMORE DELL'ACQUA NEL
LAVANDINO. SPORTELLO CHE
VIENE APERTO. TRAMESTIO DI BICCHIERI
L'ACQUA VIENE CHIUSA.
L'ALLARME CONTINUA.

Dal cavatappi, sempre in panoramica, si scopre l'U che sta bevendo un bicchiere d'acqua.
L'U, finito di bere, poggia il bicchiere nel lavandino, spegne la luce ed esce.

L'ALLARME CONTINUA


Scena 3. Interno, notte. Sala.

L'ALLARME CONTINUA

L'U accende un abat-jour su di un tavolino vicino al divano. Si siede. Guarda la finestra aperta da dove proviene il suono. Si alza. La chiude.

L'ALLARME SI AFFIEVOLISCE UN PO'

Si risiede sul divano.
Per qualche secondo si guarda attorno.
La libreria, un tavolo inglese, un quadro che rappresenta le Fonti del Clitunno di un verde intenso, un manifesto di una mostra di Kandinsky, qualche giocattolo messo nei posti più impensati, bambole pronte a far parte della vita quotidiana; immobili.

L'ALLARME CONTINUA

L'U prende il giornale, lo sfoglia velocemente senza fermarsi su nessun articolo.
Arriva alla fine delle pagine.
L' U sbuffa.
Butta il giornale di lato.
Prende il telecomando della TV.
Accende la TV.
Nella TV un film in B/N dove una specie di mostro peloso nella notte aspetta dietro l'angolo una donna spaventata che sta fuggendo con un bambino tra le braccia.
Viso disgustato dell'U che guarda la TV.
Il mostro si presenta avantia alla donna.

MOSTRO
(a volume altissimo che per un attimo copre l'allarme )
Ahr! Ahr! Non mi sfuggirai!

L'U si stringe nelle spalle, fa una smorfia e tocca velocemente il telecomando cercando il tasto giusto per abbassare il volume.

L'ALLARME TORNA PRESENTE

Nella TV la donna fugge seguita dal mostro che cammina come un orso.

URLO AGGHIACCIANTE DELLA DONNA
( a bassissimo volume )
Aaaahhhhhh!!!!!

L'U scuote la testa in segno di diniego.
Cambia canale.

PUBBLICITA' DELLA CARTA IGENICA
...e sarà morbida dove vuoi tu...

Cambia canale.

LETTORE DI NOTIZIARIO
...è stato poi arrestato dopo un inseguimento
che ha coinvolto tre passanti uccidendone due
e ferendone il terzo molto gravemente.
Si può dire, quindi, che la rocambolesca
carriera del maniaco oramai denominato
"lo stupratore gentiluomo" per le sue raffinate
violenze, sia definitivamente conclusa.
Chissà se questo bandito gentile, quasi leggendario,
avrà fatto degli adepti?
Cambia canale
Una disputa in un "salotto" animato.

PRIMO UOMO
Voi non avete il diritto!

SECONDO UOMO
...e perchè voi!...

Cambia canale.
Film porno.

Sospiri e sospiri

Cambia canale

Film western con sparatoria

Cambia canale
Un uomo con un asciugamano in mano.

UOMO
Sentite il fruscio di questo asciugamano?

(Si sente solo il suono dell'Allarme.)

Non sentite nulla vero?
certo è talmente morbido!
Nell'ultimo lavaggio abbiamo usato
CUORICIONE "L'AMMORBIDONE"!!
E ricordate: questo sarà il rumore dei vostri
indumenti lavati con "L'AMMORBIDONE"

L'Uomo della pubblicità tende l'orecchio

(Si sente solo l'Allarme)

L'U spegne la TV e guarda in direzione della finestra con una certa rabbia.
Qualche secondo e riaccende la TV.
Pigia sul telecomando e le trasmissioni passano velocissimamente. Si ferma. Siamo al finale del film "Io ti salverò" di A. Hitchcock.
Il Dott. Murchison è seduto e punta la pistola verso la Dott.sa Petersen, anch'essa seduta.

MURCHISON
...e la punizione per due delitti è la stessa
che per uno.

PETERSEN
Io so che voi non commetterete un secondo
delitto Dott. Murchison.

MURCHISON
Non ci pensavo. Ma ora siete qui
e non ve ne andrete.

PETERSEN
Un uomo della vostra intelligenza non
commette un crimine così stupido.
Voi eravate del tutto irresponsabile quando
uccideste il Dott. Edwards e per questo
potrete godere di molte circostanze attenuanti.
Non sarete condannato a morte per quel delitto.
Potrete vivere, leggere, scrivere, studiare.
Non sarà tutto finito pe voi.
Vero Dott. Murchison?
(la Dott.sa Petersen si alza e si avvia verso la porta)
Se sparate ancora invece non avrete alcuna attenuante.
Avrete il massimo della pena.
Finirete sulla sedia elettrica.
Nessuno potrà salvarvi Dott. Murchison.
(la Dott.sa apre la porta)
Adesso andrò a telefonare alla Polizia.
(la Dott.sa si chiude la porta alle spalle).
(Il Dott. Murchison che nel frattempo aveva tenuto
puntata la pistola contro la Dott.sa in soggettiva,
sempre in soggettiva si rivolge la pistola contro.
Ne vediamo il tamburo girare ed il colpo esplodere.
Il fumo oscura la scena della TV).

SCOPPIO DI PROIETTILE

Allo scoppio l'U spegne il televisore e contemporaneamente vediamo di profilo la sua testa che con forza entra nell'inquadratura da destra verso sinistra e violentemente va a sprofondare nello schienale del divano. L'U ha gli occhi chiusi.

L'ALLARME CONTINUA

Per qualche secondo la scena è ferma su questa inquadratura. Forse l'U sta riuscendo ad addormentarsi.

L'ALLARME CONTINUA

Ma rabbiosamente l'U si alza con uno scatto.
Getta il telecomando sul divano e si avvia, il telecomando rimbalza, cade violentemente sul tappeto rosso e si rompe. Ma l'U è già uscito dalla stanza per accorgersene.

L'ALLARME CONTINUA


Scena 4. Interno, notte. Camera da letto.

L'ALLARME CONTINUA

L'U entra in camera da letto.
Il suo sguardo.
La donna che dorme.
La bambina che dorme.
La finestra aperta.
La sedia con i vestiti.
La m.d.p. cambia ritmo e inizia più lentamente un percorso che dalla sedia porta fuori della camera, va verso una porta, la apre; è un ripostiglio. Sempre la m.d.p. entra dentro a luce spenta, sembra cercare qualcosa.
Dopo qualche istante si accende la luce, l'U passa avanti alla m.d.p., è vestito. La m.d.p. non cerca più. L'U apre una scatola su di uno scaffale più in alto e prende un martello.

L'ALLARME CONTINUA


Scena 5. Esterno strada. Notte. Luce stradale.

L'ALLARME CONTINUA PIU' FORTE

L'U esce dal palazzo, un palazzo moderno, signorile.
La zona è comunque di periferia, nuove costruzioni in un nuovo quartiere.
La strada è deserta.
L'U guarda a sinistra. Il chiarore è dietro un capannone edile distante circa 400 metri. L'allarme sembra provenire da lì.
Ci si dirige. Ha il martello in mano.

L'ALLARME CONTINUA

Il suo è l'ultimo palazzo. Subito dopo una campagna scura avvolge la strada. Ogni tanto si stagliano inquietanti scheletri in edificazione.
L'U è isolato nella strada con luci che sono già lì per illuminare futuri marciapiedi.

L'ALLARME DIVENTA PIU' FORTE

Il capannone edile in controluce si disegna come una quinta malamente ritagliata nel cartone.
Vicino una scavatrice attende la sua razione di terra.

L'ALLARME DIVENTA FORTE
MA INSIEME COMINCIA A SENTIRSI UN RITMO
UNIFORME COME UNA PULSAZIONE

Sacchi di cemento, un cumulo di terra, una betoniera e una quantità enorme di ferri accatastati ovunque, sono l'avvisaglia di quello che può esserci dietro e dentro il capannone.
L'asfalto finisce, così come le luci della strada. Rimane il chiarore dietro il capannone. Terra e piccole pozze contornano il tutto.

L'ALLARME DIVENTA FORTISSIMO E PIU'
FORTE E' LA PULSAZIONE CHE ORA
SI CAPISCE CHE E' UNA MUSICA
CHE MARTELLA SU DUE NOTE

L'U gira l'angolo.


Scena 6. Esterno, notte. Cantiere edile.

Agli occhi dell'U si presenta una macchina, bianca, di tipo non europeo, con sportelli, cofano e bagagliaio spalancati, fari accesi, frecce accese, tergicristalli in funzione.
Sopra, in piedi sul tetto dell'auto, un uomo con una tunica gialla lunga fino ai piedi, sporca e lacera, balla al ritmo della musica che viene dall'interno dell'auto.

L'ALLARME AL MASSIMO DEL SUO VOLUME.
LA MUSICA CONTINUA.

Un altro uomo, sempre al ritmo della musica, cerca di staccare uno sportello tentando di farlo scavallare oltre il limite di apertura. Quest'uomo ha tatuaggi ovunque, è muscoloso, ha una canottiera verde acqua, dei jeans tagliati a bermuda e delle ciabatte coloratissime.
Nell'interno dell'auto, sul sedile posteriore, semidistesi ci sono un uomo e una donna. L'uomo tenta di levare la maglietta alla donna, ma si capisce che è un gioco, violento. La donna ride volgarmente e con una bambola in mano si difende nei confronti dell'uomo.

L'ALLARME E LA MUSICA CONTINUANO

Nessuno si è accorto dell'U.
L'uomo con la canottiera, urlando, dà un calcio allo specchietto retrovisore attaccato alla portiera.
Lo specchietto, in dettaglio e al rallenty , vola in alto.
A stacco le quattro facce degli occupanti dell'auto che seguono la carambola dello specchietto.
Lo specchietto tocca terra, il rallenty termina.
Il vetro dello specchietto si frantuma e la parte cromata rotola fermandosi ai piedi dell'U.
Lentamente la m.d.p. si alza descrivendo gamba, martello, braccio, spalla e viso dell'U.

L'ALLARME E LA MUSICA CONTINUANO

L'U è impietrito da questa scena inaspettata.
La rabbia dell'U si è trasformata in timore.
I quattro fissano l'U.
L'uomo con la tunica ha un'aria di sufficienza.
L'uomo dentro la macchina esce mettendosi accanto a quello con la canottiera in atteggiamento di minacciosa irrisione.
La donna dentro la macchina appoggia lentamente il mento sullo schienale anteriore e così fa fare anche alla testa della bambola che sembra muoversi da sola.
La donna spegne la musica con un sorriso di sfida.

L'ALLARME CONTINUA

In dettaglio il piede dell'U che si sposta lentamente indietro. Vicino al piede c'è un piccolo cordolo di cemento. L'U si volta di scatto e fa un passo per fuggire ma inciampa nel cordolo, fa due passi in equilibrio precario ma cade definitivamente a tuffo.
Va a finire in una pozzanghera vicino ad un cumulo di ferri.
Il martello gli sfugge di mano andandosi a perdere nel buio.
L' U tira su il viso e si trova di fronte un topo enorme che non si spaventa per nulla, anzi mostra i denti, ringhia.
L'U spaventatissimo si alza di scatto ma batte la testa su di un ferro sporgente dalla catasta.
L'U ricade pesantemente a terra.
Con una smorfia chiude gli occhi.
Il buio ed il silenzio lentamente si impadroniscono della scena.

L'ALLARME SFUMA DISTORTO


Scena 7. Esterno. Cantiere.

Torna la luce ad illuminare la scena.
L'allarme è cessato. C'è un silenzio trasparente.
L'U si risveglia.
Alza piano la testa.
Fa una smorfia di dolore. Si tocca la testa.
Si guarda la mano. E' sporca di sangue.
Si volta di scatto.
Non c'è più nessuno intorno. Neanche la macchina.
Non comprende. Il dolore copre ogni ragionamento.
Si guarda velocemente la camicia. E' sporca di qualcosa di scuro che non si distingue perchè non illuminata, così come le braccia.
Si alza faticosamente e, inebetito, si avvia verso casa mentre albeggia.
La strada è sempre deserta. Le luci oramai quasi spariscono nel cielo rossastro.
Di fronte all'U, in lontananza, si vedono dei lampeggianti azzurri della Polizia.
Più cammina, più si comprende che quelle luci sono davanti al suo palazzo. Si scontorna un gruppo di persone intorno alle auto della Polizia e all'ambulanza.
Il viso perplesso e dolorante dell'U fa da controcampo al gruppo di persone che cominciano a distinguersi.
Sono donne in vestaglia, uomini in canottiera o maglietta, bambini in pigiama. Sono stati tirati giù dal letto. Alcuni indicano il palazzo, le finestre. Altri parlano con gli agenti.
L'U è vicino.
Il suo viso è illuminato dai lampeggianti blu delle auto.
Alcune persone del gruppo si accorgono di lui. Smettono di parlare. Lo guardano come se fosse un fantasma.
Inquadrato di spalle l'U si avvicina al gruppo.
Due donne chiamano gli agenti e indicano l'U.
Due agenti si fanno largo tra il gruppo ed incontro all'U.
Lo prendono sottobraccio e tra la piccola folla si avviano verso il portone del palazzo.
Il gruppo si apre al passaggio.
Le persone lo squadrano dal basso in alto, chi con espressioni di malcelato spavento, chi con sicuro ribrezzo.
P.P.P. dell'U che non comprende e cammina appesantito dal silenzio ingombrante della piccola folla di curiosi.
I tre entrano nel portone del palazzo
La piccola folla si stringe sull'entrata, ma un altro agente ne vieta l'ingresso.
La m.d.p. segue dall'esterno del palazzo l'ideale salita dei tre.
Si ferma al terzo piano, entra in una finestra dalla tromba delle scale e coglie l'U, sempre di spalle, fermo di fronte la porta spalancata del suo appartamento.


Scena 8. Interno appartamento.

Il viso dell'U in P.P. mostra un'espressione di tragico stupore.
Una lenta Panoramica descrive la sala.
Quadri, sedie, soprammobili, tavolo, divano, TV. Tutto sfasciato. Non c'è più un oggetto intero. I libri sono stati violentemente tolti dalla libreria.
Ci sono Addetti Investigativi che con guanti di gomma raccolgono reperti. Altri scattano foto. Una foto immortala il telecomando sul tappeto.
L'U è troppo sconvolto per riuscire a chiedere qualcosa.
Il percorso dell'U, camminando tra il totale disordine, ci porta in cucina.
La situazione è uguale.
I cassetti sono a terra rovesciati, i bicchieri in pezzi, il frigorifero è pieno di grosse ammaccature presumibilmente fatte da pugni e calci, i piatti sono in frantumi, i coltelli sono nel lavandino dove si incominciano a vedere macchie e striscie di sangue lasciate da mani sporche.
Il cavatappi a faccia di pagliaccio, sorride per traverso.
E' stato violentemente incastonato nell'orologio della cucina. Seguendo le strisce di sangue che aumentano sempre più, arriviamo in camera da letto incontrando stampelle spaccate, vestiti lacerati.
In camera da letto la scena è apocalittica.
Sangue ovunque, giocattoli distrutti, bambole decapitate, frammenti di specchio a terra.
Sul letto, il corpo della donna (che si intuisce nella stessa posizione della Scena I) coperto da un lenzuolo insaguinato.
Nel lettino della bambina la scena si presenta equivalente.
Un Addetto Investigativo raccoglie il cane giallo con le orecchie celesti e lo ripone sul comodino.
L'U è spaventato, distrutto, incredulo. Non riesce a spiccicare una parola.
L'Addetto Investigativo raccoglie qualcosa vicino al comodino. Ci avviciniamo velocemente e in dettaglio la mano guantata dell'Addetto mette in un sacchetto trasparente il martello, insaguinato.
L'U si porta al viso le mani.
Mentre l'inquadratura si allarga, l'U si guarda le mani, le braccia, la camicia, i pantaloni: quelle che nella poca luce del cantiere gli erano (e ci erano) sembrate macchie di fango, sono in realtà macchie di sangue.
Un agente lo prende per l'avambraccio.
L'U lo guarda stupito, interrogativo, ma contemporaneamente, svuotato, sottomesso, esausto.


Scena 9. Esterno, giorno.

L'U barcollante e incredulo, esce dal portone accompagnato dai due agenti.
Le due ali di abitanti si riaprono.
I due agenti consegnano l'U a due infermieri che lo fanno salire sull'ambulanza.
Prima di salire l'U dà uno sguardo al palazzo e agli abitanti.
Alcuni si girano dall'altra parte altri lo guardano con cipiglio d'odio.
L'U guarda negli occhi un infermiere e questi abbassa gli occhi.
Le portiere si chiudono.
L'ambulanza accende il lampeggiatore e poi la sirena.
Il suono della sirena è uguale a quello dell'allarme della macchina.
L'ambulanza si avvia lungo la strada deserta illuminata da un sole basso e già caldo.

(titoli di coda)

(nero su musica)



© 400beats 1997











LINEA D'ARIA
di MASSIMO ANGELUCCI COMINAZZINI


CURRICULUM DELL'AUTORE

STUDI
Facoltà di Lettere e Filosofia con Indirizzo Teatro e Spettacolo alla Sapienza di Roma.
Corso di regia del Teatro Stabile di Roma (1979-1980).
Corso di Organizzazione e Produzione cine teatrale dell'E.T.I. (Ente Teatrale Italiano 1981).


REGIE
1981
- Teatro "La Pulce Scellerata" di M.A .C. da E. Ciarenz 1983
- Teatro "Lo Sbaglio della Morte" di M.A.C. da V. Chlebnikov
1985
- Teatro "Breve lettera del lungo addio" di M.A.C. da P. Handke
1987
- Teatro "XX per XX" serie di 20 Spettacoli sugli anni '20 - Video "La Villa", BVU 21 minuti
1988
- Teatro "Guerre Parallele" e "Un Soggettino" di M.A.C. da G. Stein
- Teatro "L'Elefante e il Fiammifero" di M.A.C. da W. Majakovsky
- Teatro "Un attimo solo" di M.A.C. da I.B.Singer
1989
- Film "Cinecitta' " 35 mm. 12mn.
- Teatro "Mon Paris" 4 spett. per l'esposizione a Roma
- Video "Per Marlon Brando" Betacam 8 min.
- Video "Per Rita Hayworth" Betacam 8 min.
1990
- Film "Biografie Infinitesimali" BVU 34 min selezionato al Festival di Narni
- Film "Ferro nel bicchiere" 16 mm 18 mn.
1991
- Video "Codice d'accesso" Betacam 4 min.
1995
- Video "Bambini in divisa" BVU 20 min.


TESTI, SOGGETTI, SCENEGGIATURE ED ADATTAMENTI
1981
- Adattamento per il teatro della sceneggiatura futurista "I Coniugi Snowden" di E. Ciarenz ( vedi regie)
1982
- Testo teatrale liberamente ispirato a "Lo Sbaglio della Morte" di V. Chlebnikòv. Vincitore della borsa di studio della rivista "Theatron" (vedi regie)
1985
- Adattamento per il teatro del racconto "Breve lettera del lungo addio" da P.Handke.
1986
- Soggetto e sceneggiatura per il video Familia
1987
- Adattamento dei venti testi di " XX per XX" da Kafka, Kandinsky, Mayakovsky, O.Henry ( vedi regie)
1988
- Adatt. dei testi di Mayakovsky, Stein, Singer (v. regie1988)
1989
- 3 Soggetti e sceneggiature per video di danza.
1990
- Sogg. e scenegg. di Biografie Infinitesimali (v. regie)
- Sogg.scenegg. e story-board per il film 27 Marzo 1891
- Sogg. e scenegg. di Ferro nel bicchiere (v. regie)
- Testo teatrale " La Scelta"
1991
- Soggetto per il film Desideri d'addio finalista al "Concorso Europeo di Soggetti per la TV "Ginevra 1993
- Sogg. e scenegg. del video in animazione Kandinsky
- Sogg. e scenegg. per il video Stomaco d'acciaio
1993
- Sogg.e scenegg. per il video Codice di accesso (v.regie)
- Sceneggiatura per il film Tre giorni d'estate tratto da "La Donna Del Mare" di H. Ibsen.
- Sogg. e scenegg. per il cortometraggio Linea d'aria
1994
- Sogg. e scenegg. per il cortometraggio Punto a erba
1995
- Scenegg. per il cortom. Bambini in divisa (v.regie)


COLLABORAZIONI
1983-1985
Al film "Don Chisciotte" per la regia di M.Scaparro e la versione teatrale dello stesso presentata al Festival dei Due Mondi di Spoleto.
1985
- AURA FILM di Roberto Cicutto - Roma produzioni cinematografiche.
1986
- TANGRAM FILM di Levi e Biondi-Roma produzioni TV
1990 - 1993
- GRAPHILM di Testa e Forestieri- Roma
Disegni Animati e Pubblicità.


Massimo Angelucci Cominazzini
Nato a Roma il 27 Agosto 1958
Residente a Roma, Via A. G. Barrili 37/a, CAP 00152.













LINEA D'ARIA
di Massimo Angelucci Cominazzini


SOGGETTO

Un uomo distrugge la propria famiglia.

Follia irrazionale si impossessa di un uomo normale, con una vita ed una famiglia normale.

Si scatenano la ire sopite e tenute a bada in dilanianti ansie giornaliere e liberatori incubi notturni; fantasmi che appaiono nella vita di ciascuno sotto forme diverse e che possono prendere il sopravvento in qualsiasi momento.

Si può resistere alle sollecitazioni, razionalmente ma quando si cede, forse è troppo tardi per accorgersene.


© 400beats 1997