Iogo 400beats

QUESTIONE DI TITOLI
di Marcello Olivieri


SINOSSI

Una partita decisiva per il campionato di calcio. La rabbia per un amore che si perde. Un gesto folle. "SAMP! LE MANI SULLO SCUDETTO"...













QUESTIONE DI TITOLI
di Marcello Olivieri.

SCENEGGIATURA


SCHERMO NERO

Una brevissima sigla seguita da applausi precede una voce d'uomo. Le parole, come già i suoni precedenti, si sovrappongono all'incessante russare di una persona.

VOCE (fuori campo, su schermo nero)
Buona serata da Marco Masi. Questa sera la nostra ospite è la dottoressa Anna Corsi, sociologa, autrice del saggio "Media e Società"...

ANNA CORSI (fuori campo, su schermo nero)
Buona sera.

STACCO SU

Scena 1. Interno, notte. Appartamento.

Un uomo anziano dorme seduto in poltrona, di fronte al televisore acceso. Russa rumorosamente. La debole luce di un vecchio abat-jour fa intuire soltanto la modestia dell'arredamento. Lo schermo diffonde le immagini di un uomo e di una bella donna seduti dietro ad un tavolo per conferenze. Entrambi parlano con tono autorevole, hanno circa trentacinque anni ed indossano abiti eleganti.

MASI
Dottoressa Corsi, nel suo saggio lei afferma che il flusso delle notizie debba essere determinato dalla domanda e dall'offerta ad esse correlate.

ANNA
Certamente, la funzione dei media deve compiersi in modo impersonale, fornendo al pubblico ciò che desidera leggere, ascoltare o vedere.

MASI
Vuole fare un esempio per chi ci segue da casa?

ANNA
Naturalmente... Io penso che l'avvenimento del fine settimana, perlomeno a livello cittadino, possa essere la probabile conquista dello scudetto, nel campionato di calcio, da parte della Sampdoria.

MASI
Sicuramente. Anzi io ne approfitterei per fa...

ANNA (interrompendolo)
Bene, io penso che, indipendentemente da ogni giudizio morale, l'attenzione dei media dovrà concentrarsi su questo avvenimento trascurando magari fatti maggiormente drammatici o culturalmente rilevanti.

MASI
Lo trova un atteggiamento condivisibile?

ANNA
Come sociologa e studiosa di media, assolutamente.

Una porta si apre sulla stanza ed una vecchietta accende la luce sottolineando ulteriormente la povertà del luogo. La donna, in camicia da notte, si avvicina alla poltrona e spegne il televisore.

VECCHIA
Pietro svegliati... Vieni a letto... Tutte le sere...

L'uomo borbotta tra sé alzandosi lentamente, intorpidito.
Dissolvenza.


Scena 2. Interno, notte. Studio televisivo.

La trasmissione vista nella scena precedente si è conclusa da qualche minuto. Nello studio regna l'abituale confusione che segue alle riprese. Anna, in piedi, raccoglie alcuni appunti sparsi sul tavolo. Masi, poco distante, le dà le spalle e discute con un tecnico, ma quasi subito si volta per avvicinarsi alla donna.

MASI
È stata perfetta. Complimenti.

ANNA
Grazie.

MASI
Molto funzionale il riferimento alla partita di domani, sembrava quasi che le interessasse veramente.

ANNA
La partita? No, io odio il calcio... Ed ora mi scusi ma devo proprio scappare... Buonasera.

La donna, messi in una borsa professionale gli appunti precedentemente raccolti, si allontana dal conduttore ed esce dallo studio senza salutare i tecnici presenti. Masi la osserva andare via, perplesso.


Scena 3. Interno, notte. Appartamento di Anna.

Si apre una massiccia porta in legno ed Anna entra nel proprio ingresso accendendo la luce. La stanza austera ed elegante, è caratterizzata da uno specchio sovrastante un mobile antico sul quale giacciono un vaso orientale ed un telefono con segreteria. La donna aziona immediatamente l'apparecchio, premendo il tasto di riavvolgimento del nastro sul quale sono registrati i messaggi ricevuti durante la sua assenza. Una volta completata l'operazione Anna, che ha tolto la giacca per appenderla ad un attaccapanni in ferro battuto, ascolta il contenuto della cassetta.

VOCE D'UOMO (fuori campo)
Ci vediamo domani pomeriggio alle cinque, in Corso Italia, all'altezza del Lido.

Anna ascolta il messaggio guardandosi riflessa nello specchio.
Dissolvenza.


Scena 4. Esterno, giorno. Corso Italia, all'altezza del Lido.

La giornata è grigia e molto ventosa. Pochissima gente cammina lungo il grande marciapiede sul lato rivolto al mare. Anna, in piedi nel punto convenuto, indossa abiti eleganti con scarpe dall'alto tacco, è nervosa e spazientita dall'attesa. Guarda l'orologio in continuazione. Un'auto di grossa cilindrata accosta alla sua altezza e s'arresta senza che il motore venga spento. Ne discende un uomo che si avvicina ad Anna. I due discutono animatamente, lui è visibilmente imbarazzato e le consegna una busta facendo ritorno verso l'auto, che riparte immediatamente. Anna è come paralizzata, immobile nel vento.


Scena 5. Esterno, giorno. Spiaggia sottostante Corso Italia.

Sulla spiaggia il vento soffia forte ed il mare è mosso. Il rumore delle onde è l'unico suono distintamente percepibile. Anna cammina lentamente, tiene aperto davanti a sé un foglio che il vento spiegazza. Continuando a leggere, procedendo in avanti come fosse un automa, ha il viso rigato dalle lacrime. La sua andatura è ostacolata dai tacchi alti sui quali ogni tanto s'inciampa. Non è l'unica persona sulla spiaggia. Infatti, poco distante da lei, un giovane sta rannicchiato su se stesso, con un fianco appoggiato ad un gozzo che gli fa da schermo contro il vento. Il ragazzo guarda fisso il mare ed anche lui non fa caso al sopraggiungere della donna. Anna si arresta a breve distanza dal giovane, porta il foglio sul viso e s'asciuga le lacrime, poi l'appallottola e lo getta dietro di sé in balia del vento. Solo allora si rende conto della presenza dell'estraneo.

ANNA (sorpresa)
Scusa!... Scusa... Ehi ragazzo! Mi ascolti?

La donna non ottiene risposta e, camminando avanti e indietro vicina al giovane, inizia a monologare nervosamente.

ANNA
Silenzioso eh... Meglio così, ho bisogno di essere ascoltata... Mi devo sfogare.

Anna toglie le scarpe che, a causa dei tacchi, le impediscono di muoversi agevolmente, e ricomincia a camminare, parlando sempre, senza fermarsi.

ANNA
Mi ha lasciato... Capisci, mi ha lasciato così, con una lettera... Senza neppure degnarsi di consegnarmela di persona. Scrive che sono arida, che penso solo alla carriera, che lui non vuole accanto a sé un media che cammina. Io... Io che gli dedicavo tutte le mie domeniche... Tutte... Capisci!

Nel suo incessante camminare al fianco del ragazzo che, sempre immobile, continua a rivolgere lo sguardo al mare, la donna colpisce col piede una delle sue scarpe.

ANNA
Ah... Che male!

La donna, toccandosi la punta del piede destro, siede anch'essa sulla sabbia.

ANNA
Quello stronzo! Quel vigliacco, scrive che mi ama ancora, ma che non può continuare così... Dice che non sopporta le mie razionalizzazioni continue, così le chiama, tipico del maschio italiano di fronte alla realizz... Alla realizz... Mi lascia sola, capisci! Sola, sola, sola.

Anna, fino a questo momento non ha quasi guardato il ragazzo, ha parlato solo per se stessa. Ora si rende conto che il giovane si è irrigidito, come colto da una tensione improvvisa.

ANNA
Scusa, scusa, scusa... Anche tu avrai i tuoi problemi, scusa se ti ho coinv...

La donna è interrotta bruscamente dall'improvviso scattare in piedi del ragazzo che spicca un salto a braccia alzate rivelando l'esistenza, sul lato precedente non visibile alla donna, di un auricolare collegato ad una radio.

RAGAZZO (ripetendo il gesto dell'ombrello)
L'ha parato! Ha parato il rigore! Forza Doria!!!

Il ragazzo continua ad urlare ed improvvisa una danza, Anna è come inebetita.

ANNA
Ma... Tu non... Non mi hai ascoltato... Non hai ascoltato una parola!

La donna ricomincia a piangere, poi ha uno scatto di rabbia, si getta sulla radio, l'afferra e la lancia nel mare, tra le onde. Il ragazzo smette di ballare, sembra non rendersi conto dell'accaduto, si passa una mano sul viso, realizza la situazione, accenna a correre verso il mare ma, compresa l'inutilità del gesto, si blocca quasi immediatamente.

RAGAZZO
No... No... Non ci credo, perché... Cosa hai fatto! Come la sento la partita ora... La Sampdo... Lo scudet... Il... Il... (urlando) Puttana, puttana maledetta!

Il ragazzo cessa di urlare ed ora fissa Anna con odio.
Dissolvenza.


Scena 6. Esterno, giorno. Via Luccoli.

La stretta via del centro storico è, come ogni mattina, molto animata. Lungo la strada circolano persone di ogni tipo e razza. Pietro, il vecchio della prima scena, è fermo accanto ad un edicola. Tiene aperta di fronte a sé la prima pagina di un quotidiano. L'edicolante, anch'esso piuttosto anziano, gli si rivolge con voce roca e marcato accento genovese.

EDICOLANTE
Hai visto le merde? L'han vinto lo scudetto!

Sulla prima pagina del quotidiano, tra le mani di Pietro campeggia infatti il titolo "SAMP! LE MANI SUL CAMPIONATO" che occupa il foglio per metà. In basso, nell'angolo a sinistra, un trafiletto è titolato "DONNA STRANGOLATA IN CORSO ITALIA".

PIETRO
E vabbe', uno scudetto non è la morte di nessuno.

Lenta dissolvenza in nero.

FINE



© 400beats 1997










QUESTIONE DI TITOLI
di Marcello Olivieri.


CURRICULUM
Marcello Olivieri è nato a Genova nel 1967.

Dopo diverse occupazioni precarie e saltuarie, attualmente lavora come sceneggiatore per una società che produce adventure games su CD ROM.

Oltre Questione di Titoli ha scritto qualche racconto, qualche cortometraggio ed un lungometraggio.

Sta pensando di scrivere il suo primo romanzo.

Il soggetto della sceneggiatura per lungometraggio Hermano, scritto con Riccardo Aprile, è in finale alla corrente edizione del premio "Franco Solinas".


Indirizzo residenza
Via G. Biga 25/8 16144 Genova (GE) tel. 010.814328
Indirizzo riferimento
c/o Mediola s.r.l. Loc. Is Coras C.P. 256 09028 Sestu (CA) tel 070262330












QUESTIONE DI TITOLI
di Marcello Olivieri.


SOGGETTO
Genova, tra la notte di sabato 13 ed il mattino di lunedì 15 Aprile 1991. Nel suo salotto, il pensionato Pietro dorme russando di fronte al televisore.

L'apparecchio trasmette un talk show in cui la sociologa Anna Corsi fa un'apologia della notizia spettacolo.

Secondo lei, nelle prossime ore, i media locali dovranno concentrarsi, a scapito di ogni fatto moralmente più importante, sull'incontro di calcio Inter-Sampdoria, fondamentale per la conquista del titolo di Campione d'Italia. Il discorso di Anna si esaurisce quando la moglie di Pietro entra nel salotto e spegne il televisore.

Tornata a casa, Anna trova in segreteria telefonica un messaggio del suo uomo che la aspetterà il pomeriggio successivo sul lungomare di Corso Italia.

All'appuntamento dell'indomani le si presenta solo un autista incaricato di consegnarle una lettera. Da questa, Anna apprende che il suo uomo ha deciso di abbandonarla.

Rileggendo incessantemente la lettera, scende sulla spiaggia e giunge nei pressi di un ragazzo ranicchiato su se stesso che si protegge dal vento appoggiandosi ad un gozzo. Gettata via la lettera, Anna s'accorge del giovane che guarda fisso il mare.

Bisognosa di sfogarsi, gli si avvicina e, preda di un logorroico furore confessa tutto il suo dolore. Improvvisamente, il ragazzo s'irrigidisce e balza in avanti rivelando l'esistenza, sul fianco nascosto ad Anna, di una radiolina con auricolare.

Il giovane, fino a quel momento ha ascoltato la radiocronaca di Inter-Sampdoria non considerando minimamente il discorso della donna. Ora esulta per un rigore parato dal portiere della squadra genovese.

Furibonda, Anna prende la radiolina e la scaglia in mare. Il ragazzo cerca invano di recuperare l'apparecchio, poi fissa con odio la sociologa.

Lunedì mattina, nel centro storico, Pietro legge la prima pagina di un quotidiano. Il titolo campeggia "SAMP! LE MANI SULLO SCUDETTO".

In basso nell'angolo sinistro della pagina, un trafiletto è titolato "DONNA STRANGOLATA IN CORSO ITALIA".


© 400beats 1997