
LA PIOGGIA NEL BICCHIERE
di Barbara Nava e Gianfranco Damiano
SINOSSI
Chiara è una bambina curiosa. Questo la spinge ad avventurarsi nella casa di Maria, la Matta del paese. I rumori e le urla degli amici di Chiara venuti a cercarla sconvolgono Maria che, confondendo passato e presente, rivive il ricordo doloroso di una perdita e di una violenza subite da ragazza. Maria nasconde Chiara in un armadio. La bambina è la spettatrice di un dramma che non può ancora comprendere pienamente.
LA PIOGGIA NEL BICCHIERE
di Barbara Nava e Gianfranco Damiano
SCENEGGIATURA
INTRODUZIONE
La valle d'Aveto è nell'interno dell'Appennino Ligure. E' una vallata ampia di colline verde brillante. Il fiume Aveto si snoda e si contorce lungo tutta la valle fino a sfociare non ho mai capito dove.
Il paese di Amborzasco è una frazione poco abitata su una collina di prati circondata da boschi di castagni secolari; oltre gli alberi un paesaggio ampio, chiuso all'orizzonte da montagne di roccia grigia.
Una volta i prati erano campi di grano e nei pascoli c'erano le mucche, le più cattive avevano la tavoletta chiodata sulla fronte.
I sentieri di sassi levigati dalle acque del disgelo ormai sono invasi di erba e di tarassaco giallo, e anche chi li conosce fa fatica a ritrovarli.
Una strada secondaria sale dalla valle, attraversa il paese davanti alla chiesa e va verso il Monte Penna.
Nel 1943/44 c'erano i partigiani e poi sono arrivati i fascisti che con i tedeschi cercavano i partigiani.
Ma da allora è passato molto tempo. La nostra storia accade un pomeriggio del 1963 a un gruppo di bambini figli di turisti stagionali venuti dal mare a cercare refrigerio.
E' il dopopranzo di un pomeriggio caldo dell'inizio dell'estate 1963. Il paese riposa, si sente solo il rumore della natura: i GRILLI, il VENTO, l'ACQUA di una fontana, gli UCCELLI. L'atmosfera è tersa, pulita, resa gioiosa dalle voci allegre di un gruppetto di bambini che cantano delle cantilene. La m.d.p. inquadra un ramo di un albero che perde i fiori nel vento, simbolo di quello di cui parlerà il film - la perdita collettiva della memoria dei fatti storici, le persecuzioni, le violenze.
In un cortile chiuso sui due lati da case e che domina il paese, cinque bambini stanno giocando. Sono tre maschi e due femmine tra i sette e i nove anni. CHIARA, una biondina con i capelli corti vestita un po' da maschietto. MARA, la bella, capelli neri lunghi, leziosa, femminile, riscuote il favore di PIETRO il capetto, un bambino con i capelli a spazzola neri. LUCA e MATTEO sono due gregari, il primo un rosso allampanato con i vestiti della crescita, il secondo un grassotello buono e opportunista che partecipa a tutto solo per esserci.
CHIARA sbaglia e non riesce a prendere la palla, PIETRO occupa velocemente il suo posto
PIETRO sbaglia, è il turno di LUCA.
Una secchiata d'acqua investe completamente LUCA e spruzza gli altri bambini. Il gioco si blocca. I bambini si allontanano da LUCA e scoppiano a ridere
CHIARA
I bambini si girano guardando nella direzione indicata da CHIARA (PAN. A SCOPRIRE)
I bambini, compreso LUCA compatti si ritraggono in un angolo, intimoriti ma anche divertiti; solo CHIARA come folgorata e spaventata dall'apparizione, non riesce a muoversi e resta sulla traiettoria della donna con lo sguardo fisso su di lei.
PIETRO corre via.
MARIA si scuote spaventata, vede i bambini nell'angolo, si rannicchia e riprende il cammino. CHIARA si irrigidisce. MARIA senza guardarla la sposta bruscamente dalla sua strada e accelera. Ma ormai MARIA ha raggiunto la porta della sua casa dietro al cortile.CHIARA la guarda, MARIA si gira, incrocia lo sguardo di CHIARA, è un attimo, poi si butta contro la porta aprendola, dentro è buio. La porta si chiude SBATTENDO. CHIARA guarda immobile.
Dalla finestra MARIA spia i bambini, preoccupata di essere stata seguita. I bambini riprendono il gioco.
LUCA scrollandosi bene l'acqua di dosso passa la palla a MATTEO.
Dall'altro lato della stradina arriva GINO con le sue tre mucche, con i CAMPANONI che RISUONANO. GINO è un allampanato contadino di circa cinquanta anni con il viso rovinato dal sole e vestito poveramente. Si muove in sincrono con l'andatura lenta e tranquilla delle sue mucche, che richiama ogni tanto. Porta un bottiglione da due litri pieno di latte. Un cane acchiappa e morde le zampe delle mucche che sembrano più annoiate che infastidite.
Arriva lentamente davanti alla porta di MARIA. Ha sentito quello che stava succedendo,si ferma, lascia il bottiglione di latte sulla soglia.
PIETRO mentre GINO è chinato gli tira ridendo una pallonata.
MARIA velocemente tira dentro il latte, è turbata. Nella penombra comincia a rassettare le sue povere cose. Prende un paio di vecchi scarponi da uomo, scuote una sveglia ferma sulle cinque, si siede vicino alla finestra. Si mette a pulire gli scarponi. Ogni tanto lancia un'occhiata fuori per controllare. Finito il lavoro si alza e ripone gli scarponi in un vecchio e sgangherato armadio pieno di vestiti da uomo anni '40. Scuote di nuovo la sveglia.
Metà pomeriggio. I vicoli del paese si animano di presenze invisibili, (RUMORI DI RADIO, CANZONI ITALIANE, ROCK AND ROLL '60, VOCI, PIATTI, PIANTI, LITI...) panni che vengono stesi, garze bianche che contengono ricotta appese fuori dalle finestre a sgocciolare, porte che si chiudono (SBATTONO), attrezzi che vengono riposti, atti quotidiani che rendono il paese vivo anche se non si vede nessuno. Sullo sfondo la campagna. Le pietre delle case e i selciati sono battuti dal sole. STRIDII e CANTI di UCCELLI. Un ranocchio attraversa il sentiero.
PASSI SUL SELCIATO. CHIARA sta rientrando dalla passeggiata pomeridiana nei boschi. Ha in mano un tesoro: dei girini in un vasetto di vetro che deve riempire d'acqua. Rischia continuamente di inciampare perchè non guarda dove mette i piedi.
CHIARA si avvia verso la fontana.
CHIARA è stupita e ha un attimo di esitazione, rallenta il passo. MARIA rientra in casa.
Dalla porta della casa di MARIA volano fuori dei piatti e uno sgabello e alla fine anche il gatto viene cacciato fuori.
CHIARA appoggia il barattolo sul bordo della fontana per accarezzare il GATTO che si è avvicinato e fa le fusa.
CHIARA sente la sua presenza. Con un gesto brusco fa cadere il barattolo con i girini nella fontana. Corre giù per la strada e nella corsa perde un piccolo borsellino rosso. Si volta, è indecisa se tornare indietro ma è troppo spaventata per tornare a prenderli. Si ferma ansimante dietro una casa. Poi si sporge a spiare.
CHIARA dietro l'angolo è senza fiato, ha quasi paura di guardare, ma è troppo curiosa e non vuole abbandonare il suo tesoro
MARIA guarda i girini che si agitano nella poca acqua. Ha un attimo di esitazione: scaccia il gatto che si è avvicinato curioso.
Delicatamente raccoglie i girini nel barattolo e lo appoggia sul bordo.Raccoglie il borsellino e risale verso casa.
CHIARA che ha assistito a tutta la scena esce dal suo nascondiglio. Aspetta prudentemente che si sia allontanata MARIA. Poi corre a prendere il barattolo con i girini e scappa via.
I bambini stanno facendo merenda vicino alla scaletta del fienile. CHIARA si è unita a loro. Un mangiadischi suona "Andava a cento all'ora" di Gianni Morandi. MARA e CHIARA ballano leccando la scatolina della Nutella; sugli scalini ci sono le bambole di carta con i loro vestitini. LUCA seduto legge un Topolino mangiando pane burro e zucchero e impiastricciando il giornalino. Anche PIETRO e MATTEO ballano, il primo con in mano un grosso panino al prosciutto e una fionda.
LUCA fa le spallucce a MATTEO.
MARIA esce di casa, ha con sé un bottiglione di vino e un bicchiere.
PIETRO smette di ballare, alza la testa e vede che MARIA sta uscendo.
MATTEO
PIETRO
LUCA
CHIARA
MATTEO
MARA
CHIARA da un calcio alla palla allontanandola. Se ne va.
PIETRO
MARIA va verso la chiesa. CHIARA la segue. Ogni tanto la donna si gira, sembra controllare che la bambina ci sia ancora. CHIARA cerca di non farsi vedere nascondendosi negli usci delle case.
MARIA non entra. Si ferma fuori: il portone è spalancato, dentro nella penombra con solo la luce delle candele c'è un'aria sacra di pace.
CHIARA segue tutta la scena, si porta una mano davanti alla bocca per trattenersi dal ridere forte.
Sempre agitando il bottiglione di vino, come se invitasse qualcuno a uscire.
CHIARA scoppia a ridere forte.
Scena 20. Esterno, giorno h.18.00. Cimitero.
MARIA entra nel cimitero dietro alla chiesa.CHIARA la segue, ma non entra, spia i movimenti della donna. MARIA si siede sopra una tomba e versa il vino nel bicchiere.Si sventola la faccia con la gonna, tirandosela su, fa caldo. CHIARA ha visto abbastanza e torna indietro di corsa.
MATTEO, LUCA e PIETRO, quatti quatti, stanno ancora cercando di prendere il gatto che si aggira vicino alla fontana. MATTEO cerca di attirarlo con un pezzo di prosciutto, strappato a PIETRO.
Il gatto furibondo passa continuamente di mano tra i tre bambini che cercano di non farsi graffiare.
Il gatto scappa.I bambini iniziano a litigare
I bambini si muovono dietro a PIETRO, di nuovo verso il gatto.
PIETRO, LUCA, MATTEO e MARA hanno circondato il gatto proprio vicino alla fontana.CHIARA arriva trafelata in mezzo al gruppo.
Pietro si accorge di CHIARA ferma a guardarli.
PIETRO
CHIARA
MARA
CHIARA libera il gatto.
I bambini con l'aria un po' annoiata riprendono a lanciare la palla contro il muro.
PIETRO sbaglia, MATTEO velocemente si sostituisce a lui.
LUCA sbaglia, entra nel gioco MARA
MARA sbaglia tocca a LUCA che la spintona via.
Il gatto torna verso la casa di MARIA. Sta per entrare, si volta, guarda CHIARA ed entra. CHIARA esitante lo segue, si avvicina alla porta e sbircia dentro con un po' di timore.
MARIA sta rientrando a casa. Ha in mano solo il bottiglione di vino a metà.
Dentro l'aria è soffocante, le pareti sono nere e coperte da uno strato di fuliggine e di ragnatele. CHIARA si aggira esplorando, apre il coperchio della pentola sul fuoco, apre un cassetto...
MARIA vede i bambini, poi guarda la sua casa, la porta è aperta. Si arrabbia, affretta il passo e li minaccia con il falcetto.
Tira il falcetto verso i bambini.
Il viottolo è deserto. A turno uno alla volta si sporgono dal muretto.
CHIARA apre l'armadio, vede i vestiti e gli scarponi. Guarda sotto la suola, sono pulitissimi, è stupita. Tocca i vestiti, hanno degli strappi ricuciti malamente, diverse volte, una sopra l'altra, è sempre più stupita.
MARIA è ferma e fissa i bambini confusa.
Scena 31. Esterno, giorno h. 18.00. Muretto.
I bambini continuano a saltare. PIETRO tira fuori la fionda.
PIETRO si sporge dal muretto. I bambini tacciono, SILENZIO. In lontananza si alza il volume di una RADIO con una MUSICA ANNI '60 ALLEGRA (Rita Pavone o Gianni Morandi).Pietro tende la fionda e colpisce con una sassata la caviglia della MARIA.
MARIA lancia un grido, con le mani si tappa le orecchie e scappa verso casa zoppicando sulle pietre del sentiero.
E' una mattina presto d'inverno. Si sente un RESPIRO AFFANNOSO come di qualcuno che scappa.- SOGGETTIVA del sentiero.- DETTAGLI.
CHIARA sta ancora frugando nell'armadio: ha trovato una vecchia scatola da biscotti di metallo, la apre, dentro c'è
CHIARA fa uno scatto in avanti, ma MARIA la afferra e la trascina dentro.
CHIARA si ritrova in mezzo alla stanza con la donna che la tiene stretta. Lancia uno sguardo verso l'armadio: ha dimenticato la porta aperta. La porta si apre lentamente da sé cigolando, e lascia intravedere delle armi appoggiate in un angolo.
I bambini stupefatti escono da dietro al muretto. Guardano la porta chiusa.
PIETRO
PIETRO
CHIARA si divincola. Vuole uscire dalla casa. Cerca di andare verso la porta, ma nello stesso tempo anche di tenere MARIA girata in modo che non veda l'armadio aperto.
MARIA
CHIARA
MARIA
Un sasso (DETTAGLIO) colpisce la porta.
RUMORE DI SASSI sulla porta.
CHIARA
Un sasso rompe il vetro della finestra e cadono, vicino alle due, delle schegge.
MARIA si guarda intorno e vede il vecchio armadio aperto.
MARIA
Prende CHIARA per un braccio e ce la infila dentro.
MARIA prende una sedia e con questa blocca la porta dell'armadio. RUMORE DI SASSI in aumento.
I bambini lanciano i sassi, che battono sulla porta.
CHIARA batte con le mani sulla porta dell'armadio.
MARIA è immobile, attonita, non sa che decisione prendere.
Le prime luci di un alba invernale filtrano dalla finestra intatta.RUMORI di motori.VOCI.
PASSI. Sciabolate di luce entrano dalla finestra. Dentro tutto è tranquillo, un bollitore fuma sulla stufa.Un uomo è addormentato sulla panca avvolto in una coperta, ha freddo, rabbrividisce e si avvolge ancora di più la sciarpa intorno al collo e tira giù il berretto. Un fascio di luce gli colpisce gli occhi. E' GINO (giovane). L'uomo balza in piedi e si lancia verso la porta chiusa della stanza da letto.
Un giovane uomo salta giù dal letto scavalcando d'un balzo MARIA (giovane) addormentata, e mentre si infila i pantaloni e si veste velocemente si precipita a prendere le armi appoggiate in un angolo.
Passando un'arma a GINO.MARIA seduta sul letto guarda raggelata.
Si sentono i COLPI di una MANO che BATTE sulla porta della casa. L'AMANTE di MARIA ha un attimo di esitazione e si volta a guardare la sua donna.
CHIARA avvicina il viso a una fessura, vede la sedia che blocca la porta e cerca di spingerla via. La porta si schiude.
Una mano di uomo BATTE sulla porta.
MARIA si siede sulla sedia davanti all'armadio e incrocia le braccia.
CHIARA ha un sussulto, ora è davvero prigioniera.Tasta il fondo dell'armadio e ritrova il suo borsellino.
Fasci di luce accecanti. MARIA (da giovane) è buttata come uno straccio in un angolo i vestiti sono scomposti, il golfino è strappato. Con una mano si tira affannosamente giù la gonna. Con l'altra si copre il seno con lo scialle.
GINO circondato dai bambini BATTE I PUGNI più forte con insistenza sulla porta. I bambini sono tutti dietro a GINO, ridono e riprendono a gridare.
MARIA stringe ancora di più le braccia conserte al petto,
CHIARA avvicina il viso alla fessura e guarda.
MARIA abbassa la testa e si pianta le unghie nelle braccia.
FONDU A BIANCO:
Il sentiero nel bosco, la luce è quella fredda di una grigia mattina.
Poi due colpi di arma da fuoco, il bosco piomba nel SILENZIO. MARIA alza la testa il bosco è immobile. MARIA cerca di rialzarsi, si aggrappa a un ramo, una foglia si strappa (DETTAGLIO)
Ancora un COLPO, SILENZIO il bosco è immobile, una folata di vento fa muovere le fronde di un albero.
Le mani di MARIA graffiano la terra, i contorni delle unghie si riempiono di sangue. Buio.
FONDO A NERO:
Una lama di luce taglia il buio, CHIARA sta guardando attraverso lo spiraglio della porta.
(DETTAGLIO) Le mani di MARIA lasciano una striscia di sangue sulle graffiature delle braccia.
La fa alzare dalla sedia.
MARIA piange e trema abbracciata a GINO.
CHIARA si accorge che i due non si occupano di lei e scivola fuori dall'armadio facendo cadere la sedia.
CHIARA lentamente attraversa la cucina.
GINO
CHIARA trasale, e scappa fuori.
Fuoco di sterpaglie (DETTAGLIO).
MARA
MATTEO
I bambini continuano a giocare.
In una casa un gruppo di persone guarda alla televisione un servizio sugli avvenimenti recenti che commemorano anche Papa Giovanni utilizzando il suo famoso discorso "Alla luna e ai bambini". Il papa è morto da poco. Nel televisore si vede un montaggio degli avvenimenti del 1962/63. Papa Giovanni, Kennedy, la crisi della Baia dei Porci, Krusciov...
Inizia a piovere lentamente a grosse gocce, (dettaglio: fontana, gocce su erba o fiori, gocce per terra nella polvere, acqua che spegne il fuoco, ecc...) .
Piove, è sera tardi ma c'é ancora un po' di luce. Tutto è silenzio e tranquillo, solo il RUMORE DELL'ACQUA che cola dalle grondaie e della fontana. Dalle nuvole spunta la luna.
Piove anche nel bicchiere di vino appoggiato sulla tomba nel cimitero, piove sulla lapide, sui nomi e sulle scritte cancellate 19..... il 44 è semi cancellato.
Mattina, i bambini giocano nel cortile; è una mattina soleggiata, la natura luccica lavata dall'acqua, gli UCCELLINI CANTANO. CHIARA attraversa il gruppetto ha la foto in mano.
LUCA
CHIARA prosegue la sua strada, senza guardarli troppo presa dalla foto.
CHIARA cammina assorta a testa bassa. Solleva la foto per guardarla meglio. In quel momento viene investita da un giovane uomo che sta correndo, l'urto le fa quasi perdere l'equilibrio. E' strano, vestito bene ma con un abito vecchio stile, sembra in una sorta di divisa. CHIARA si volta a guardarlo correre via, ma appena si gira una giovane donna, vestita a festa con una gonna rossa e un velo da chiesa ricamato, la spintona; la donna sta rincorrendo il ragazzo. Supera CHIARA ridendo, poi come colpita dall'incontro con la bambina si blocca, si volta, guarda CHIARA negli occhi, la bambina è ferma davanti a lei.
CHIARA immobile continua a fissarla negli occhi. La donna sorride, si volta e riprende la sua corsa dietro all'uomo. Il velo tenuto in mano dalla donna vola nell'aria e copre gli occhi di CHIARA. La bambina se lo scosta dal viso con una mano; poi alza la testa e guarda il viottolo. Dove dovrebbero esserci i due giovani, non c'è nessuno, è vuoto, ci sono solo le galline.
CHIARA passa davanti alla chiesa, ha in mano un sacchetto contenente del pane, e ne sbocconcella un pezzo, con l'altra mano tiene la foto.
Nella foto c'è lo stesso giovane che ha appena incontrato. MARIA è giovane, vestita a festa, abbraccia l' UOMO, sotto c'è una data, 15 giugno 1944. MARIA e l' UOMO sembrano sorriderle.
CHIARA sta passando proprio davanti al cimitero, il cancello è aperto, lei è presa dall'immagine della foto, il pane le sta per cadere, anche il panino che sta morsicando cade per terra, nel tentativo di tenere tutto in mano socchiude le dita. Perde la foto e un colpo di vento la fa rotolare via. CHIARA lascia cadere il pane e corre dietro alla foto.
La nostra INQUADRATURA si ferma sul bicchiere appoggiato alla tomba. Gli UCCELLINI CANTANO, il bicchiere è ancora al suo posto, ma non c'è più traccia del vino, è rimasta solo l'acqua. Vicino una lucertola prende il sole, poi come disturbata da qualcosa scappa nell'erba.
c. copyright: Barbara Nava - Gianfranco Damiano
LA PIOGGIA NEL BICCHIERE CURRICULUM DEGLI AUTORI
Barbara Nava
Come producer è stata responsabile della produzione di spot realizzati in Europa e USA, entrando così in contatto con registi di livello internazionale sia di cinema che di pubblicità.
Ha scritto e diretto documentari e ha curato la regia di film pubblicitari.
La pioggia nel bicchiere è il suo primo cortometraggio;
la sceneggiatura è stata pubblicata da "Script" nell'ambito del
premio "I girasoli".
Ha svolto studi e ricerche presso l'Istituto di Scienze della comunicazione e dello spettacolo dell'Università di Milano e presso diversi enti, pubblicando saggi di storia e teoria del teatro e della drammaturgia e articoli di critica cinematografica.
Ha svolto incarichi di docenza (sceneggiatura e scrittura creativa) presso i dipartimenti di pubblicità e di spettacolo della Scuola di Specializzazione in Comunicazioni Sociali dell'Università Cattolica e presso l'Istituto Superiore di Comunicazione di Milano.
Ha collaborato alla realizzazione di programmi RAI.
LA PIOGGIA NEL BICCHIERE SOGGETTO
Chiara è una bambina curiosa; per questo entra nella casa di Maria, la "matta" del paese.
Maria però la scopre e la rinchiude in un armadio.
Poi, spaventata dalle urla degli amici della bambina che vogliono liberare Chiara, "La matta" rivive una violenza subita tempo prima.
La bambina assiste a un dramma per lei non pienamente comprensibile.
Scena 1. Esterno, giorno h.14.00. Amborzasco.
L' inquadratura si chiude verso il cortile.
Scena 2. Esterno, giorno h.14.00. Cortile.
Il gruppo di bambini gioca a lanciare la palla contro il muro facendo giravolte, battendo le mani,in modo da rendere difficile la presa della palla. Una filastrocca scandisce il tempo del gioco e i turni tra un bambino e l'altro.
MARA sta tirando la palla contro il muro ma le cade, tocca a CHIARA che riprende il gioco circondata dagli altri che aspettano il loro turno.
E' il tempo che cambia stagione
Volta la carta e in cielo c'è Orione
Orione che splende la notte
Volta la carta si riempie la botte
La botte che fa del buon vino
Volta la carta e si vede un bambino
Il bambino che va per i campi
Volta la carta si vedono i lampi
I lampi che portan la pioggia
Volta la carta e si vede ...
(Guarda gli altri )
Ma ...
(Si porta un dito alla bocca, e girando la testa verso l'inizio del sentiero )
Sssst...
Una donna, MARIA LA MATTA cammina curva un po' ondeggiando, ha in mano un secchio gocciolante.
(Borbotta parole semi-incomprensibili )
Anche oggi gliel'ho detto. Fuori...
(Agitando il secchio verso i bambini ) Tornate al vostro paese.Barboni.
MARIA si ferma nel mezzo del cortile davanti a CHIARA. Raddrizza la schiena, si guarda in giro con gli occhi che perforano le cose, ma non sembra vedere CHIARA, il suo sguardo passa oltre. PIETRO spinge CHIARA verso MARIA. CHIARA si spaventa e si irrigidisce.
Fifona!
MARIA dà la sensazione di gioire dell'estate, del sole, della vita. E' una donna robusta di circa quaranta anni portati male; i capelli neri con grosse ciocche grigie sono lunghi e disordinati, ha vecchi scarponi slacciati ai piedi senza calze ed è vestita con un'accozzaglia di indumenti: gonne sovrapposte marrone scuro stinto, golfino fin troppo piccolo e un grembiulone. Ha un vecchio e arrugginito falcetto appeso alla cintola, odora di mucche e di fieno.
PIETRO guarda i suoi amici e con un cenno della testa indica la donna ferma. E' un segnale che incita gli altri, LUCA e MATTEO accondiscendono.
(Ridendo e saltando )
Barba, barbona. MARIA la Matta, Matta, Matta. Torna nel bosco.
Scena 3. Interno, giorno h. 14.00. Casa Maria.
Scena 4. Esterno, giorno h.14.00. Cortile.
Volta la carta si vede lo spettro
Uno spettro che appare e va via
Volta la carta e si vede Maria.
Scena 5. Esterno, giorno h. 14.00. Viottolo vicino al cortile/casa Maria.
Aooo Rosinaaa, Qua qua...
aoooo Rosinaaa bevi!,
Aooo Giancaaa...
I bambini, MARIA, i bambini...
(Rialzandosi e andandosene )
Quando ti acchiappo,vedi tu che ridere.
Scena 6. Interno, giorno h. 14.00. Casa Maria.
Scena 7. Esterno, giorno h.17.00. Paese.
Scena 8. Esterno, giorno h. 17.00. Viottolo/fontana.
Canta la canzoncina di un carosello .
(Osservando quello che tiene in mano )
Olivella e Maria Rosa sempre...
Vicino alla fontana vede MARIA che ha allineato dei paioli gocciolanti.Li sta coccolando e pettinando come se fossero dei bambini.
(Borbotta con un tono dolce, frasi incomprensibili )
Buono, fermo lì,(rivolta all'altro paiuolo)
ora vengo da te, si sta bene qui al sole,
sta lì, sta lì, sta lì...
CHIARA ora può tranquillamente avvicinarsi alla fontana. Sta per riempire il barattolo d'acqua, quando un RUMORE DI PIATTI E PENTOLE la fa sobbalzare.
Scena 9. Esterno, giorno h. 17.00. Casa Maria.
Scena 10. Est.erno, giorno h. 17.00. Fontana.
Scena11. Esterno, giorno h. 17.00. Casa Maria.
Attraverso la porta socchiusa, MARIA guarda il suo gatto giocare con CHIARA.Si affaccia sulla soglia e esce.
Scena 12. Esterno, giorno h. 17.00. Fontana/viottolo.
(Andando verso la fontana )
Cicco, Cicco, brrrutta bestia maledetta
bestiaccia. Va dentro, dentro Demonio!
Va a ca'. Sempre in giro...
Gesù Giuseppe Maria siate la salvezza
dell'anima mia, Gesù Giuseppe Maria
siate la salvezza ...
Scena13. Esterno, giorno h. 17.00. Fontana.
(Scacciando il gatto )
Sssccc...
(Borbottando frasi incomprensibili contro il gatto )
Brutto diavolo, bestia d'una bestia
Scena14. Esterno, giorno h. 17.00. Viottolo da dietro una casa/fontana.
Scena15. Esterno, giorno h.17.00. Cortile scaletta fienile.
(Seccato,si rivolge a LUCA )
Non sporcarlo tutto, devo leggerlo.
Sei un maiale.
Scena16. Esterno, giorno h. 17.00. Casa Maria.
Scena 17. Esterno, giorno h.17.00. Cortile.
(Dando una gomitata a MATTEO )
Ehi.....
Embèe...
(Chiudendo il giornalino a LUCA )
Sta uscendo...
(Per niente interessato, riaprendo il fumetto )
Mmmm... Si va bene
Uffaa ... che noia, lasciatela stare.
(Canzonando CHIARA )
Che ti importa, non ti farà mica paura
per caso. Eh!...
(Prendendo in giro CHIARA )
Dai, non ti piace mica ... tanto...
dammi la palla.
(Si gira verso CHIARA )
Dove vai?...
(Fa le spallucce e riprende a giocare )
L'amore che va per la via
Volta la carta si vede Maria.
(Rivolto a MATTEO )
Guarda il gatto, è fuori.
Scena18. Esterno, giorno h.17.00. Viottolo.
Scena19. Esterno, giorno h.17.00. Chiesa.
(Borbotta irata, agitando il bottiglione di vino contro il portone aperto della chiesa )
Prima o poi me lo dovrai dire...
Ahh no, non scappi più...
Vero che è vero che sono la Maria,
ti verrò a prendere...
(Picchiando il piede per terra.
Agitata e arrabbiata )
Giù, brrutto Demonio maledetto,
dovrai venire giù.
Ridi Eh !... Esci di lì... fora...esci fora, hai paura.
Se ne va verso il cimitero.
(Cambiando improvvisamente umore, quasi piangendo a testa bassa, si asciuga il naso con una mano )
Hai paura della Maria...Io...io sono la Maria...
Scena 21. Esterno, giorno h. 18.00. Cortile/fontana.
(Suadente )
Gattino, vieni a mangiare il prosciuttino,
micio, micio.
(Rivolto a MARA )
Prendi il sapone, che facciamo una bella schiuma.
(Versando il sapone nella fontana )
Ancora? Tutto?
Dai ce l'ho.
(Arrabbiato )
Avete visto, sempre i soliti. Dai, ancora.
Scena 22. Esterno, giorno h. 18.00. Cortile/fontana.
Gatto puzzone, vieni qui.
(Rivolto verso CHIARA )
Chiara, non stare li ferma come un palo,
vieni ad aiutarci.
Lasciatelo stare.
(a CHIARA )
Se non vuoi giocare vai via.
(a PIETRO )
Non è un gioco, tu non sei il capo.
(Rivolta verso PIETRO )
Hai sentito?
(Rivolta verso CHIARA )
Ma chi ti credi di essere, nessuno ti ha invitata.
Scena 23. Esterno, giorno h. 18.00. Cortile/fontana.
(Con aria spavalda e rabbiosa )
Tocca a me!
(Lanciando la palla con forza )
Il villano che zappa la terra
Volta la carta si vede la guerra
La guerra con tanto dolore
Volta la carta si vede il dottore
Il dottore che fa lo sgambetto
Volta la carta si vede il galletto
Il galletto che canta più forte
Volta la...
... carta si vede la morte
Volta la carta si vedon le porte
Dalle porte ci passa la gente
Volta la carta non si vede più niente.
Scena 24. Esterno, giorno h. 18.00. Casa Maria.
La porta lentamente si socchiude. L'interno è avvolto nell'ombra, non si distinguono i contorni delle cose.
CHIARA segue io gatto verso la casa, strizza gli occhi: le basterebbe un attimo per vedere cosa c'è oltre il buio, dentro quella che per lei è la casa della strega. Ma esita, poi entra lasciando la porta aperta.
Scena 25. Esterno, giorno h. 18.00. Viottolo.
Scena 26. Interno, giorno h. 18.00. Casa Maria.
V.F.C.(Lontana ): Chiara vieni fuori,
sta tornando la Matta.
Scena 27. Esterno, giorno h. 18.00. Fontana/casa Maria.
(Gridando )
Aspetta me che vengo!
I bambini scappano.
Maria li guarda.
Scena 28. Esterno, giorno h. 18.00. Viottolo.
(Gridando tutti insieme )
V.F.C.: Domani è Domenica,
tagliam la testa a Menica.
Tagliam la testa al re, il re è scappato, tagliam la testa al soldato.
Il soldato fa la guerra, pancia all'aria,
schiena in terra.
Scena 29. Interno, giorno h. 18.00. Casa Maria.
V.F.C.: (Lontana e spaventata )
Chiara, è qui, sta arrivando, muoviti.
Scena 30. Esterno, giorno h. 18.00. Viottolo.
(Tutti, meno PIETRO )
Ehi, Matta, guarda qui...
Scena 32. Esterno, giorno h. 18.00. Viottolo.
Scena 33. Esterno, giorno h. 6.00. Bosco - inverno.
Scena 34. Interno, giorno h. 18.00. Casa Maria.
una foto, sente i RUMORI provenienti dall'esterno, prende la foto senza guardarla, la mette in tasca e si affretta a uscire, dimenticando aperta la porta dell'armadio. Ma non fa in tempo. MARIA le si para davanti, occupando tutto lo spazio di fuga.
(Grida preoccupato )
V.F.C.: CHIARA scappa.
Scena 35 . Esterno, giorno h. 18.00. Casa Maria.
(Preoccupata,quasi sottovoce )
Dentro. Dentro.
E chiude la porta.
Scena 36. Interno, giorno h. 18.00. Casa Maria.
(Guarda verso l'armadio )
Non ho toccato niente,
non ho preso niente.
Scena 37. Esterno, giorno h. 18.00. Viottolo.
(Spaventato, accenna a correre via )
Andiamo a chiamare qualcuno.
(Afferrandolo per un braccio )
No. Liberiamola noi, è nostra amica.
(Rivolto a MATTEO )
Prendi delle pietre.
(Rivolto a MARA con tono autoritario )
E tu... non cominciare a frignare.
Scena 38. Interno, giorno h. 18.00. Casa Maria.
(Implorandola )
Non ho toccato niente. Volevo solo vedere.
(Sottovoce )
Silenzio,taci, non farti sentire...
(Più spaventata )
Signora, mi lasci andare via.
(Tenendola stretta )
Si, si... devi andare anche tu...
Scena 39. Esterno, giorno h. 18.00. Casa Maria.
Scena 40. Interno, giorno h. 18.00. Casa Maria.
(Guarda la porta )
Sono qui per me, sono venuti a prendermi.
(Cerca di staccare le mani
della MARIA dal suo braccio )
Signora, sono i miei amici.
MARIA si spaventa.
(Piagnucolando )
Mi lasci andare.
(Spaventata, scuotendo la testa )
No. Non sono stata io.
Lo giuro era così. Non ho toccato niente.
(Agitata e frenetica )
Non aver paura, ci sono io,
questa volta ti nasconderò bene.
(Soddisfatta, parlando tra sè )
Giusto, giusto. Dovevo fare così.
Brava Maria, brava, hai fatto bene.
Scena 41. Esterno, giorno h. 18.00. Casa Maria.
Scena 42. Interno, giorno h. 18.00. Armadio.
Scena 43. Interno, giorno h. 18.00. Casa Maria.
Scena 44. Interno, inverno - alba h. 5.00. Casa Maria.
(Quasi non comprensibili )
V.F.C. Di qua presto. Dai che ci siamo.
Sono da tua cugina, dalla Maria,
non ci scappano più.
Scena 45. Interno, inverno - alba h. 5.00. Stanza da letto/casa Maria.
Entra nella stanza GINO.
(Scontrandosi con l'altro )
Dai muoviti. Presto, via, via...
(Agitato )
Dai, ostia, andiamo...
Scena 46. Interno, giorno h. 18.00. Armadio.
Scena 47. Esterno, giorno h. 18.00. Casa Maria.
Scena 48. Interno, giorno h. 18.00. Casa Maria.
Scena 49. Interno, giorno h. 18.00. Armadio.
Scena 35. Interno, inverno - alba h. 5.00. Stanza da letto/casa Maria.
Scena 51. Esterno, giorno h. 18.00. Casa Maria.
(Prima gentile, poi sempre più arrabbiato )
MARIA, su una buona volta,
apri sono solo io, il GINO, Apri!
(Ridendo con scherno )
Ehi Matta, Puzzona apri la porta.
Scena 52. Interno, giorno h. 18.00. Casa Maria.
Scena 53. Interno, giorno h. 18.00. Armadio.
Scena 54. Interno, giorno h. 18.00. Casa Maria.
(Voce fuori campo )
Apri, apri, apri...
Scena 55. Esterno, giorno h. 5.00 /6.00. Bosco - inverno.
il RUMORE DEL VENTO e di un RUSCELLO coprono a malapena il RESPIRO AFFANNOSO, MARIA (giovane) con uno scialletto in testa corre come seguendo delle orme. Inciampa,si graffia le gambe nude.
(Autoritario )
V.F.C.: Qui, forza! è un bel posto,
muoversi, muoversi
(V.F.C.: Urla nel silenzio )
Nooo... MARIA via. Va via, scapp...
(DETTAGLIO) Nel ruscello l'acqua scorre (RUMORE D'ACQUA).
Fuga affannosa, (Il RESPIRO DI MARIA E'SEMPRE PIU' FORTE),
le immagini sono scomposte,acqua del ruscello, alberi. I piedi di MARIA entrano nel ruscello tra gli schizzi. Maria si ferma in mezzo all'acqua, si gira come per vedere se qualcuno la sta inseguendo. Mentre MARIA è girata qualcuno di cui vediamo solo i piedi salta nell'acqua proveniente dalla direzione opposta a quella dello sguardo di MARIA. GINO la prende violentemente per un braccio e mettendole una mano sopra la bocca la trascina in un fosso. Tafferuglio, l'uomo è caduto sulla schiena, MARIA sopra di lui si divincola.L'uomo riesce a girare la donna sotto di lui.
Gino!
Taci! non possiamo fare più niente,
non facciamoci scoprire.
Scena 56. Interno, giorno h. 19.00. Armadio.
Scena 57. Interno, giorno h. 18.00. Casa Maria.
GINO entra e attraversa la stanza.
(Avvicinandosi a MARIA la abbraccia )
Maria...
Maria...
Ora basta, è sera, è ora di fare da mangiare;
li ho mandati via, non torneranno più...
sono dei bambini, giocano.
Scena 58. Interno, giorno h. 18.00. Armadio
Scena 59. Interno, giorno h. 18.00. Casa Maria.
(Accorgendosi della bambina)
Chiara, non ti spaventare non è niente.
Scena 60. Esterno, tramonto h.20.00. Cortile.
V.F.C.: L'atleta che vince il più forte
Volta la carta si vede la morte...
E' dopo cena. I bambini sono nel cortile
intorno al fuoco, sono affascinati
e giocano allegri con il fuoco.
La morte che porta via la gente
Volta la carta non si vede più niente
Ecco il più niente che fa dispiacere
Volta la carta si torna a vedere
Scena 61. Interno, tramonto h. 20.00. Casa.
PAPA GIOVANNI
Si direbbe che persino la luna si è affrettata stasera, osservatela in alto, a guardare questo spettacolo. Gli è che noi chiudiamo una giornata di pace ...
Tornando a casa, troverete i vostri bambini, date una carezza ai vostri bambini e dite questa è la carezza del Papa. Troverete qualche lacrima ... da asciugare...
Scena 62. Esterno, dettaglio pioggia - tramonto h.20.00. Cortile.
Scena 63. Esterno, notte h.21.00. Paese.
Scena 64. Esterno, notte h.21.00. Cimitero.
DISSOLVENZA:
Scena 65. Esterno, giorno h.10.00. Cortile.
(a PIETRO )
Quante arie, solo perché é andata lì dentro.
Lasciala perdere,
possiamo giocare anche in quattro.
(Canzonando CHIARA)
Ehi signorina. Non ci dici nemmeno grazie che ti abbiamo liberato.
MATTEO
(Più gentile, con la palla in mano )
Dai ti facciamo iniziare a te ...
I bambini riprendono il gioco della palla.
Scena 66. Esterno, giorno h. 10.00. Viottolo.
(Sorridendo stupita a CHIARA )
CHIARA, non mi riconosci...
CHIARA scuotendo la testa, riprende a camminare saltellando sui sassi.
Scena 67. Esterno, giorno h.10.00. Chiesa.
Scena 68. Foto.
Scena 69. Esterno, giorno h.10.00. Cimitero.
La nostra INQUADRATURA abbandona la bambina che corre e STRINGE verso il cancello del cimitero.
Scena 70. Interno, giorno h.10.00. Cimitero.
Erba e terra. Titoli di coda. FINE.
di Barbara Nava e Gianfranco Damiano
Barbara Nava da diversi anni lavora nel settore pubblicitario a Milano.
NOME E COGNOME : Barbara Nava - Regista / Sceneggiatrice
NATA IL : 9 novembre 1957 A : Milano
INDIRIZZO : Via F.Wittgens, 5 - 20123 Milano
TEL. 02. 58313847
Gianfranco Damiano
Gianfranco Damiano è laureato in Storia del teatro e ha conseguito il dottorato di ricerca in Teoria e storia della rappresentazione drammatica.
NOME E COGNOME : Gianfranco Damiano - Sceneggiatore
NATO IL : 9 agosto 1954 A : Milano
INDIRIZZO : Via XXIV Maggio, 35 - 20099 Sesto S.Giovanni - Milano
TEL. 02. 242.9848
di Barbara Nava e Gianfranco Damiano