
ALLE SPALLE
di Marco Bifulco
SOGGETTO
Un incontro tra un uomo e una donna, che sembra casuale, ma che in realtà nasconde qualcosa di più: l'inganno, la consapevolezza che nel mondo d'oggi, sempre più teso all'omologazione, c'è sempre qualcuno uguale a noi, pronto a sostituirci, senza che nessuno se ne accorga. E questo qualcuno, a sua volta ...
ALLE SPALLE
di Marco Bifulco
CURRICULUM DELL'AUTORE
Il mio nome è Marco Bifulco.
I miei unici precedenti in questo campo, sono un cortometraggio girato tra Marzo ed Aprile di quest'anno con la video camera e montato con il video registratore. Il suo titolo è SOLITUDINE, n.1, e parla della giornata di un ragazzo dopo che è stato lasciato dalla ragazza. L'ho mandato al Sacher Festival di Moretti, ma non è stato selezionato.
Ecco i miei dati anagrafici:
Marco Bifulco
nato a Napoli l'11/9/1973
abito in Viale degli Oleandri, 9 CAP 80131
telefono 081/7415602
posta elettronica marcobif@tin.it
sto per laurearmi in Commercio Internazionale ALLE SPALLE SCENEGGIATURA
Scena 1. Interno, giorno. Appartamento Uomo.
Titoli di testa che scorrono sulle immagini, riflesse in uno specchio, di un uomo che si lava, si rade e si pettina (si sente il secondo movimento della prima sinfonia di Bizet).
Scena 2. Esterno, giorno. Strada.
L'uomo esce di casa. E' vestito da "impiegato", porta con sé una valigetta 24 ore. La camera "lo segue" alle spalle.
DISSOLVENZA INCROCIATA
Scena 3. Esterno, giorno. Strada.
Siamo in un'altra zona e l'uomo continua a camminare, sempre con la camera alle spalle.
DISSOLVENZA INCROCIATA
Scena 4. Esterno, giorno. Strada.
L'uomo cammina ancora, poi arriva ad un semaforo e si ferma. La camera ora lo riprende frontalmente, in piano americano. Egli preme il pulsante del semaforo per far scattare il verde. Alle sue spalle arriva una donna dall'aria misteriosa, capelli biondi, vestita di scuro e con un paio di occhiali scuri. Gli si avvicina per farsi accendere una sigaretta. Primissimo piano della donna mentre lui le accende la sigaretta. Lei attraversa, poi, subito dopo, attraversa anche lui, che si infila in un palazzo.
DISSOLVENZA IN NERO
Scena 5. Esterno, giorno. Strada.
L'uomo esce dal palazzo in cui si era infilato. Una persona, che sembra avere molta fretta, gli chiede un'informazione. Lui si gira per indicargli qualcosa e si accorge che, alle sue spalle, sbuca di nuovo, da dietro un angolo, la donna misteriosa, che smette improvvisamente di camminare e finge di guardare in una vetrina, come se fosse stata scoperta. Egli, per il momento, fa finta di niente.
DISSOLVENZA INCROCIATA
Scena 6. Interno, giorno. Libreria.
L'uomo è in una libreria, sta sfogliando alcuni romanzi. Si gira, come per un presentimento, e alle sua spalle trova ancora la donna. Il suo sguardo è perplesso.
DISSOLVENZA INCROCIATA
Scena 7. Esterno, giorno. Centro Storico.
Egli cammina per le vie del centro storico. Dopo pochi passi, come se si fosse stufato di questo strano gioco, si gira per avvicinare la donna ma, con sua grande sorpresa, non la trova. Si stringe nelle spalle e riprende il suo cammino.
STACCO
Scena 8. Esterno, giorno. Centro Storico.
Egli ora è davanti alla vetrina di un negozio di dischi. Dal suo sguardo capiamo che nella vetrina ha visto qualcosa che lo interessa moltissimo. Euforico, mette la mano nella giacca per prendere il portafogli, ma non lo trova. Irritatissimo, non sa cosa fare. Poi, sembra aver preso una decisione e scappa via. Dal basso lo vediamo allontanarsi. Improvvisamente si staglia contro la camera la figura della donna, di spalle, che poi si muove verso il negozio.
DISSOLVENZA INCROCIATA
Scena 9. Esterno, giorno. Centro Storico.
Stessa inquadratura dal basso. L'uomo ritorna di corsa ma, con sua grande delusione, trova il negozio chiuso. In primo piano, leggiamo tutta la sua delusione.
DISSOLVENZA IN NERO
Scena 10. Interno, giorno. Edificio Appartamento Uomo.
L'uomo sta salendo per le scale. Arriva davanti alla porta di quello che,
presumibilmente, deve essere il suo appartamento. Trova un pacchetto
regalo. Lo raccoglie. C'è un bigliettino incollato sopra, con su scritto: "da una segreta ammiratrice". Lo apre: dentro c'è un Compact Disc. Il suo sguardo è meravigliato e confuso. Apre la porta, entra e la chiude dietro di sé.
DISSOLVENZA IN NERO
Scena 11. Interno, giorno. Appartamento Uomo.
Totale della stanza. Egli è fuori al balcone, di spalle, sta sorseggiando un caffè. Dallo stereo si diffonde la musica di Bizet, la camera gli si avvicina piano, piano, poi gira intorno a lui, fino a mostrarcelo in viso, sul quale è stampato un sorriso beffardo.
DISSOLVENZA IN NERO
Scena 12. Esterno, giorno. Strada.
L'uomo esce dal palazzo della SCENA 4. Quasi subito individua alle sue spalle la donna che lo segue. Continua a camminare, poi lo vediamo, in
soggettiva della donna, improvvisamente svoltare a sinistra. Lei a questo punto avanza il passo, svolta, ma dopo un po', guardandosi intorno preoccupata, capisce di averlo perso. Arriva in una piazza, si ferma, si accende una sigaretta, si guarda ancora attorno e poi, proprio mentre sta per andare via, una mano le tocca la spalla. Lei si volta di scatto. E' l'uomo, che le sorride beffardamente. Lei, invece, ha un sorriso malizioso.
STACCO
Scena 13. Interno, notte. Appartamento Uomo.
I due sono insieme a letto. Fumano entrambi una sigaretta. Sono abbracciati. Lui si alza e mette un CD. Si sente di nuovo la musica di Bizet. Si infila di nuovo nel letto, canticchia l'aria della sinfonia poi, divertito, si butta in un nuovo abbraccio appassionato su di lei.
DISSOLVENZA IN NERO
Scena 14. Interno, giorno. Appartamento Uomo.
Lui è a letto, tra la veglia e il sonno. Un sommesso mormorìo lo infastidisce. Proviene dal bagno. Ancora intontito, si alza e va a vedere.
Lui rimane impassibile e la guarda. Ha un'aria confusa.
Lui rimane zitto.
Gli dà un bacio e poi scappa via, continuando a salutarlo. Lui la guarda andare via, con lo sguardo corrucciato.
STACCO
Scena 15. Esterno, giorno. Strada.
La donna cammina per strada, "seguita" alle spalle dalla camera. In controcampo scopriamo che lui la sta seguendo. Indossa un paio di occhiali scuri e tenta goffamente di non dare nell'occhio.
DISSOLVENZA INCROCIATA
Scena 16. Esterno, giorno. Parco Pubblico.
Lei cammina nei viali di un parco pubblico, lui la segue a distanza. Lei si siede su una panchina e controlla l'orologio. Lui si nasconde dietro un albero e osserva. All'improvviso, suona il telefonino che porta agganciato alla vita del pantalone. Lei si gira e si guarda attorno. Lui, in preda al panico, comicamente, riesce a spegnere l'apparecchio. Quando torna ad osservare, vede che adesso, vicino alla donna, c'è un uomo, che vediamo di spalle seduto sulla panchina. Lui osserva attentissimo. Ad un tratto, l'altro uomo si gira di profilo ed egli si accorge che è un suo perfetto sosia, solo con una pettinatura diversa. Egli è preso da un momento di totale confusione e si deve aggrappare all'albero per non cadere per terra. Sembra mancargli il respiro, ed in preda al panico fugge via. Intanto la
donna e l'altro uomo si abbracciano, si alzano e vanno via. Subito dopo entra in campo un tipo losco, con gli occhiali scuri e l'impermeabile, che evidentemente sta seguendo i due.
DISSOLVENZA IN NERO
Scena 17. Esterno, giorno. Strada.
L'uomo è disperato. Cammina per strada, cercando la donna e il sosia con lo sguardo, ma evidentemente li ha perduti. Mille congetture passano attraverso la sua testa, ma nessuna riesce a spiegare l'enigma.
VOCE FUORI CAMPO
Una bellissima ragazza dai capelli rossi, passando, se lo mangia con gli occhi, ma lui quasi non ci fa caso. Ad un tratto, sente delle voci provenire da dietro l'angolo, riconosce quella di lei e immediatamente si appiattisce contro il muro. Vede proprio la donna ed il sosia sbucare da dietro l'angolo, abbracciati. I due si fermano davanti ad un edificio dall'altra parte della strada, parlottano, poi si salutano e lei va via. Il sosia apre il portone dell'edificio ed entra. L'uomo spicca una corsa, rischia di essere investito da una macchina, ma ce la fa ad arrivare prima che il portone si richiuda. Entra anche lui.
STACCO
Scena 18. Esterno, giorno. Complesso Appartamento Sosia.
Sempre in soggettiva, seguiamo il percorso del sosia attraverso un cortile interno, per arrivare in una scala del complesso di edifici e aspettare l'ascensore. L'uomo (la camera) si ferma, poi, quando il sosia entra nell'ascensore, spicca una nuova corsa per raggiungerla e vedere a che piano si ferma.
DISSOLVENZA INCROCIATA
Scena 19. Interno, giorno. Edificio Appartamento Sosia.
L'uomo arriva, salendo le scale, sul piano. Guarda le porte dei vari appartamenti per cercare di capire quale possa essere quello giusto. Dal piano superiore scende qualcuno. E' un uomo con una scala e una cassetta dei ferri. E' il custode dell'edificio che lo saluta, scambiandolo per l'altro.
L'uomo ha uno sguardo smarrito.
Egli coglie la palla al balzo e prontamente risponde:
CUSTODE
Gliela indica.
UOMO
CUSTODE
Il custode va via. L'uomo si avvicina alla porta indicatagli e si accinge a bussare il campanello. Non trova il coraggio, però, ed esita. Intanto scende una signora dal piano superiore e lo saluta con un cenno della testa, lui abbozza un sorriso. La signora, scendendo, continua ad osservarlo, poi scompare. Egli rinuncia definitivamente a bussare e decide di andarsi a sedere sulle scale che portano al piano superiore. Si accende una sigaretta e aspetta.
DISSOLVENZA INCROCIATA
Scena 20. Interno, giorno. Edificio Appartamento Sosia.
Un mucchietto di sigarette ai piedi dell'uomo, che ne sta fumando un'altra. Dall'ascensore del piano superiore esce intanto la signora di prima, che rimane inizialmente sorpresa di trovarlo in mezzo alle scale, poi osserva il mucchietto di sigarette e va via senza salutarlo, guardandolo in modo sprezzante. A lui gli scappa una risata. Poi, sente il rumore di una porta che si apre. Va a guardare. E' il suo sosia che esce, chiude a chiave la porta, mette la chiave sotto lo zerbino e va via. L'uomo scende, raggiunge la porta, prende la chiave, apre ed entra. La camera prosegue verso l'ascensore, che arriva al piano. Si apre, ed esce il tipo losco che seguiva la donna ed il sosia.
STACCO
Scena 21. Interno, giorno. Appartamento Sosia.
Dal dettaglio degli occhi dell'uomo, la camera va all'indietro fino al totale dell'ambiente, che è esattamente uguale a quello che avevamo visto nella SCENA 11, cioè il suo appartamento. Lo stupore è enorme, si guarda in giro in preda allo smarrimento: gli stessi mobili, gli stessi dischi, gli stessi oggetti, gli stessi vestiti appoggiati sulla sedia. Vede qualcosa spuntare da sotto ad un letto: un rotolo di carta da parati ed un pannello di legno, come quelli che sono presenti nella stanza. Sopra la scrivania ci sono delle foto: ritraggono lui mentre cammina per strada. Sotto una pila di libri, trova delle lettere "scritte" usando i ritagli di giornale: lettere a contenuto chiaramente minatorio. Tutto incomincia a girargli vorticosamente attorno, come dei lampi gli appaiono immagini di lei. Poi, si accorge della presenza del tipo losco. Tutto si ferma. Il suo sguardo cade sulla pistola che il tipo gli punta contro. Si sente uno sparo. Dal basso, vediamo l'uomo cadere all'indietro verso la camera. Dalla parte opposta, dall'alto, vediamo il tipo lasciare la scena, mentre la camera avanza impietosamente verso il corpo dell'uomo. Il silenzio è inframmezzato soltanto dallo squillare del telefonino cellulare.
DISSOLVENZA IN NERO
Scena 22. Interno, giorno. Appartamento Sosia.
In soggettiva del morto, vediamo entrare nella stanza la donna ed il sosia. Quest'ultimo avanza verso la camera, si china e guarda nell'obbiettivo. Prende dei documenti che ha in tasca e li sostituisce con quelli che sono nella giacca del morto. Poi retrocede, si avvicina a lei e la circonda in un caloroso abbraccio.
DISSOLVENZA IN NERO
sogni : diventare un cineasta famoso
di Marco Bifulco
Sporge la testa fuori dalla stanza e vede lei in bagno, di spalle, già vestita, che parla con un telefonino, a bassa voce, per non farsi sentire.
Lei sta per girarsi, ma lui si ritrae immediatamente. Velocemente lei ritorna nella stanza. Quando se lo trova davanti, fa un salto.
Mi hai spaventata !...
Uh, che paura ... Senti, io ora devo scappare, ma più tardi ti chiamo, va bene ?... Eh ?
Ma parli sempre così poco ?... Forse è per questo che mi piaci... Ciao, amore !
Ma che storia è questa ?! ... Chi è lei ?! ... Cosa vuole da me ?! ... Mi segue, mi fa un regalo, viene a letto con me ... Mi sembrava tutto troppo facile, non era mai andata così liscia con le donne... Non sarà mica una giornalista, magari un po' puttana, che poi ci fa incontrare in tivvù, in uno di quei programmacci da prima serata ?!... "I due sosia", e poi magari dice davanti a tutti che siamo uguali in tutto tranne che in una cosa ... No, ma che sto dicendo ?! ... Qui devo scoprire cosa c'è sotto, maledetto il demonio !...
Dottore, buongiorno...
Dottò, ma vi sentite bene ?...
No, non mi sento bene, il caldo deve avermi fatto uno brutto scherzo... Pensate, non riesco a ricordare qual è la porta del mio appartamento...
Uh madonna mia ...Ma è questa la porta, dottò !...
Ma volete che vi chiamo qualcuno ? ...
No, no ... Grazie. Adesso passa tutto, mi metto un po' sul letto... Grazie...
Come volete voi, dottò ... Se vi serve qualcosa, sapete dove trovarmi... Buona Giornata !