Iogo 400beats

LA VITA SENZA RESPIRI
di Mariarosaria Alvi


SINOSSI

Lo scompartimento di un treno. Una ragazza pallidissima. Una donna, sensuale e sinistra che parla alla giovane di vita intensa ammaliandola con i suoi singolari discorsi. La ragazza si assopisce. Risvegliandosi si ritrova sola: la singolare compagnia non c'è più. Restano le impressioni di quell'incontro. Il treno ora è fermo, fuori un campo di ginestre. Una vita si è spenta tra i binari.













UNA VITA SENZA RESPIRI
di Mariarosaria Alvi

SCENEGGIATURA


Scena 1. Interno/Esterno, giorno. Treno in movimento.

In un ferroso corridoio di un treno una RAGAZZA inquietamente pallida cerca di mantenersi in equilibrio poggiandosi alle vetrate.
Dai vetri si scopre una filza di mattoni .
Il treno entra in galleria. Buio.
E' distinguibile appena la sagoma della ragazza brancolante.
La giovane mano nell'oscurità apre la porta di uno scompartimento, confusa nell'ombra scivola lungo qualcosa di morbido, tasta scrupolosa quelli che sembrano gli schienali delle poltrone, si ferma sul vetro del finestrino.
La mano d'improvviso è nitida nella sua bellezza, è visibile nella luce, come il paesaggio che corre dietro essa, ed il riflesso della ragazza.

DONNA F.C. (accento francese)
Al buio si ha la certezza o la paura di essere soli...

La ragazza si volta di scatto e scopre seduta di fronte a sé una DONNA sensuale e sinistra con una bocca pronunciata, carminia.

DONNA
...E quando poi scopriamo alla luce di non esserlo affatto... siamo colti da altre paure ed altre certezze molto, molto più dannose.

La donna sorride ostentando una dentatura perfetta e bianchissima.
La ragazza attonita la fissa, rimane qualche attimo stranita e muta.

VOCE DELLA RAGAZZA
Io, io non l'ho sentita non ho avvertito la sua presen...

DONNA
Non avete sentito il mio respiro aaah! E' una storia lunga. Quando ero una giovane inesperta come voi, chiesi ad un adulto come si potesse vivere bene, e questi mi rispose "basta respirare", allora io domandai come si potesse vivere meglio e la risposta fu "respirare profondamente".

Gli occhi della ragazza sono opachi, ma nascondono un terrificante stupore.

DONNA F.C.
Da quel giorno non respirai più, tentai di vivere senza respiri.

La donna accenna un lucente e luciferino sorriso.
Sul pavimento ai piedi della donna c'è un piccolo foro.
E' più grande e più vicino, un foro da cui si vede il percorso metallico e sassoso.

IL RUMORE STRIDULO DEL TRENO...

...sulle rotaie copre ogni altro suono, confonde le voci in un...

BISBIGLIO INDECIFRABILE

STACCO SU...

Il viso della donna è assorto nei fogli che tiene tra le mani. Sono fogli dattiloscritti.

DONNA
Morte? Se scrivete così intensa... mente, posso assicurarvi che, sentirsi inappropiati alla realtà, come dite, è solo un sintomo di estrema insoddisfazione. Siete una creatura nata per un mondo lontano da questo che vi intristisce. Io vi aiuterò a conquistare la vostra reale vita...

VOCE DELLA RAGAZZA
Come fa a capirmi, neanche una parola e ha capito. Sì, sì mi aiuti, io la seguirò, io non sono fatta per...

DONNA F.C.
Questo mondo appartiene agli insensibili o agli ipersensibili, non c'è misura.

In lontananza si sentono...

CIGOLIO DI UN CARRELLO E IL TINTINNIO DI UNA CAMPANELLA

DONNA
Potete ordinare per me un caffè?

Un GIOVANE vestito di bianco si affaccia allo scompartimento, guarda deciso la ragazza ignorando la signora.

GIOVANE
Desidera qualcosa signorina?

RAGAZZA (Perentoria)
Un caffè!

Il giovane versa in un bicchiere di plastica colorata il liquido scuro e lo porge alla ragazza.
La donna gusta la bevanda , alza il bicchiere.

DONNA
Sono straniera e non sempre è facile farmi capire.

Gli occhi della ragazza estatici focalizzano verdi campi, che irrequieti fuggono, fuori.

DONNA F.C.
Riposate, avete tutta una lunga esistenza per scoprire il piace... re di una vita senza respiri.

Distese coltivate, greggi sparuti tra spazi erbosi. Uccelli neri volano bassi sul paesaggio fluente. Grosse nubi accompagnano il volo dei pennuti, un'ombra funerea copre tutto ciò che incontra.

DONNA F.C.
Avete accettato il mio aiuto ed io vi accontenterò. All'inizio tutto vi apparirò ostile ed alieno poi...

La ragazza si volge verso la donna.

Come dagli occhi della giovane: la singolare signora con le mani spaventosamente magre e dalle dita oblunghe stringe una sorta di pugnale, un tagliacarte, la cui impugnatura raffigura la testa di un dragone.
La donna e la sua bocca erubescente si annebbiano in una visione sempre più sfocata.
Tutto è indefinibile l'unico particolare riconoscibile nell'oscuro che avanza, una macchia sospesa sanguinolenta.

VOCE DI DONNA
Poi, l'incondizionata libertà...

IL FRAGORE METALLICO SULLE ROTAIE AUMENTA IRRIVERENTE NERO.


Scena 2. Interno / Esterno giorno. Treno / Campo ginestre .

Dal foro il grigio della ghiaia è statico.
Il paesaggio fuori dal finestrino è fermo.
La mano della ragazza si posa sul vetro senza produrre alcun riflesso .
La giovane si accorge di essere sola nello scompartimento. La donna è sparita.
La ragazza abbassa il finestrino e si sporge per guardare.
Un campo di ginestre.
La ragazza richiude il finestrino ed esce in corridoio, il treno sembra deserto.
Dai vetri il cielo e le ginestre.
La giovane apre una pesante portiera ed esce. In fondo agli ultimi vagoni, una FOLLA brulica tra il giallo delle ginestre. La ragazza si avvicina non riesce a farsi posto tra i curiosi. I curiosi sono tanti.

VOCE DI CURIOSO
Bella, bella e giovane!

VOCE DI VECCHIA
Sembra che ci dica qualcosa. Ha le labbra color rubino...

La ragazza desiste e si allontana, retrocedendo con il viso rivolto alla folla.

...e la pelle lucente come l'alabastro.

Voci confuse sono un ...


INDECIFRABILE BRUSIO

La ragazza è un punto mobile tra le ginestre.


Scena 3. Esterno, giorno. Strade di città.

Una mano coglie delle ginestre.
Una FIORAIA stringe tra le braccia un fascio di ginestre, prende altri fiori dai vari secchi e vasi fuori al negozio.
La ragazza si sofferma ed osserva la fioraia.

RAGAZZA
Sono selvatiche, le ho viste poco fa in un campo. Erano una miriade...

La donna non si cura della ragazza, la sua presenza non la distoglie dal suo intento.

...avrei potuto raccoglierle, ma c'è stato un incidente, io non potevo, insomma...

La donna si comporta come se non vedesse e non sentisse niente, sfoltisce il fascio di fiori ed entra nel negozio.

...c'era gente tutta intorno, non ho visto.

La ragazza rimane sola accanto ai secchi e ai cesti traboccanti di colori.

DISSOLVENZA

Scena 4. Interno, giorno. Bar.

Un CAMERIERE dietro al bancone di un bar ci guarda e sembra rivolgersi a "noi".

CAMERIERE
Desidera?

DISSOLVENZA.


Scena 5. Esterno, giorno. Campo ginestre.

Il viso della ragazza chino sull'erba mostra il suo profilo destro. Gli occhi sono sigillati il pallore inquietante, la bocca socchiusa.


Scena 6. Interno, sera. Bar.

Una mano bitorzoluta e scura gira con un cucchiaino una bevanda.
Un UOMO sta zuccherando il suo caffè.
Di fronte a questi siede un altro UOMO SFREGIATO su di una guancia.

UOMO
Ti sembra intelligente quello che dici? Anch'io a volte, ti giuro vorrei avere il coraggio di farlo.

UOMO SFREGIATO
Un attimo e non peni più.

Il tipo con la cicatrice beve svogliato del whisky, scruta l'amico, socchiudendo di tanto in tanto la palpebra di un occhio.

UOMO F.C.
Probabilmente anche quella aveva alle spalle una storia come la tua, e magari solo giorni fa ha trovato la forza di dire... basta. Ha aperto una porta, pensa il treno in corsa, il vuoto, la libertà.

STACCO.

Il cameriere ci guarda dietro il suo bancone e pare interloquire con "noi".

CAMERIERE
Caffè vero?!


Scena 7. Esterno, notte. Campo ginestre .

Il profilo della ragazza al buio sembra trasparente e luminoso.
Un lenzuolo scende dal nulla e aderisce perfettamente al viso coprendolo.


Scena 8. Interno, notte. Bar.

Il cameriere posa il vassoio su di un tavolino, pare porgerci una tazzina da caffè.

CAMERIERE
Il suo solito signora!

Una mano magra solleva per il manico sottile la tazzina e la porta alla bocca.
La donna del treno sorbisce la bevanda con la sua bocca erubescente.
Ci sorride con il suo sguardo luciferino.

DISSOLVENZA SU...

La donna che ride.

FINE.



© 400beats 1997











UNA VITA SENZA RESPIRI
di Mariarosaria Alvi


CURRICULUM DELL'AUTORE

Mi chiamo Mariarosaria Alvi, sono nata ad Ischia il 24 luglio '74; dopo la Maturità Classica mi sono trasferita a Roma dove studio e lavoro.
Sono stata finalista alla terza edizione del premio "I Girasoli", con la sceneggiatura La vita senza respiri.
Ho realizzato un cortometraggio, ma tratto da un'altra mia sceneggiatura.

Mariarosaria Alvi
Vico Prunella, 15
80076 Lacco Ameno (Napoli)
Tel. 081-996724












LA VITA SENZA RESPIRI
di Mariarosaria Alvi


SOGGETTO

Una ragazza inquietamente pallida vaga per il corridoio di un vagone. Il treno scivola in galleria, nel buio siede in uno scompartimento. Con la luce di nuovo colori e paesaggi e in più , una donna. La giovane pallida è insicura e intimorita, ma la donna francese, sensuale e sinistra le parla di vita intensa e l'ammalia con i suoi singolari discorsi. L'uomo delle vivande interrompe la conversazione, la donna prende del caffè, ma è ignorata dall'uomo stesso. Gli occhi della cerea ragazza sono stanchi e le palpebre preannunziano il sonno. La signora francese e la sua bocca erubescente sfocano piano allo sguardo della giovane soggiogata...

Al risveglio la ragazza si scopre sola, la singolare compagnia non c'è, ma la promessa della stessa di vivere in un mondo diverso le rimbalza in mente. Il treno è fermo, fuori un campo di ginestre. La pallida creatura esce, e di lontano è visibile una folla di curiosi, che si accalca sotto il vagone ed i binari. La giovane non riesce a vedere e capire di chi sia il corpo privo di vita che giace sotto il metallico peso. Qualcuno commenta che sia una donna, mentre la ragazza si allontana tra le ginestre. La giovane è felice, ma non potrà condividere alcun sentimento con alcuno, e la donna può bere i suoi caffè.

La vita di chi si è spenta sui binari ferruginosi e i respiri di chi si sono destati?!


© 400beats 1997