Iogo 400beats

WENDELL P. BLOYD FA PIU' PAURA DI MANO NERA
di Emanuela Cocco






SCENEGGIATURA

1. INTERNO, NOTTE. SALOTTO DEL SIGNOR O.

Il signor O., un vecchio dall'aria tranquilla, seduto sul divano, sta cenando davanti al televisore acceso. Mangia lentamente e segue il programma alla televisione, sbadigliando. Suonano alla porta. Visibilmente sorpreso, il vecchio signore poggia il piatto sul tavolino davanti al divano, guarda la porta, torna a guardare la televisione. Suonano una seconda volta. Il signor O. si alza e si dirige verso la porta. La apre. Si trova davanti un uomo ben vestito, dalle scarpe lucidissime e dall'aria poco raccomandabile.
L'uomo dice qualcosa e tende la mano al vecchio. I due si stringono la mano. Il vecchio lo guarda impassibile, sul suo volto non cè la minima aria di apprensione. L'uomo dice qualcos'altro, un nome. Il vecchio impallidisce, fissa lo sconosciuto con sguardo terrorizzato, si porta la mano al cuore, come se stesse per avere un infarto. L'uomo lo guarda stupito. Il signor O. si agita e batte i denti. Si porta le mani al petto. Una fitta più dolorosa delle altre lo fa urlare e gli spezza il cuore. Cade a terra. Morto. La sua bocca cozza contro le lucidissime scarpe dello sconosciuto. Musica jazz in sottofondo, per esempio "Fables of Faubus" di Charles Mingus.
Fuori campo, mentre lo sconosciuto sposta il corpo del vecchio e si lucida le scarpe con un fazzoletto, si sentono le voci di tre ragazzini.

BOMB (voce fuori campo)
E' una balla.

TITO (voce fuori campo)
E' la verità.

GAMERA (voce fuori campo)
Avrà avuto qualcosa da nascondere.

TITO (voce fuori campo)
Non è andata così.

BOMB (voce fuori campo)
E com'è che è andata?

SCRITTA: sullo schermo nero appaiono le parole: Wendell P. Bloyd fa più paura di Mano Nera.

2. ESTERNO, NOTTE. PER STRADA.

Una strada solitaria illuminata dalla timida luce di un lampione. Tre ragazzini adolescenti chiacchierano tra di loro appoggiati a un muretto. Tito, magro con l'aria sveglia e la faccia da schiaffi, indossa una maglietta con scritto: "BASTARDO. Se, anche lontanamente, pensi che questo aggettivo sia rivolto a te, PROBABILMENTE HAI RAGIONE", racconta una storia ai suoi due amici, Bomb, grassottello dall'espressione furba, e Gamera, scheletrico, dall'aria imbambolata.

TITO (gesticola teatralmente)
Non gli aveva fatto niente, dico niente. Non aveva rubato i suoi soldi o nominato il suo nome invano. Non l'aveva mai guardato storto. Forse non lo conosceva nemmeno. Di persona, intendo. Ma sapeva chi era, anche se non era del giro. Qui intorno Wendell P. Bloyd è molto conosciuto. Comunque, quel povero vecchio non gli aveva mai parlato e aveva la coscienza a posto. Non aveva mai avuto modo di fargli del male. Era solo un povero vecchio.

BOMB
Taglia corto, Tito.

TITO (ignorando l'amico)
Beh. Il vecchio se ne sta buono buono a casa sua davanti al televisore. Sta cenando e tutto è tranquillo quando - toc toc - bussano alla porta. Il vecchio quasi ci rimane. Non aspetta nessuno. Non conosce nessuno. (imitando la voce di un vecchio) Sarà forse la mia vicina di casa, la signorina Mae, quella bella e gentile ragazza? O sarà forse Bob, il mio amato nipotino che non vedo da tempo?

Bomb guarda male Tito e gli fa cenno di stringere.

3.FLASHBACK. INTERNO, NOTTE. SALOTTO DEL VECCHIO.

Il vecchio si alza e va ad aprire alla porta. La scena è ripresa dalla scena 1.

TITO (voce fuori campo)
Bene. Il vecchio si alza e va ad aprire. Non è la vicina e non è nemmeno il nipotino. Pensate un po' il vecchio apre la porta e si trova davanti (pausa. Pronuncia il nome con enfasi) Mano Nera.

4. ESTERNO, NOTTE. PER STRADA.

BOMB
Mano Nera? E che cazzo c'entra Mano Nera col vecchio, cos'è, vuole vendergli una pistola?

GAMERA
E piantala, Bomb! Voglio sapere come va a finire. E poi lo sai che Mano Nera vende solo all'ingrosso. Tito, continua.

TITO
Giusto, Gamera. Mano Nera vende solo all'ingrosso e, lo sapete meglio di me, Wendell è un suo cliente.

GAMERA
Ci siamo.

TITO
Allora, qualche giorno prima Wendell era andato a trovare Mano Nera (fa la voce da duro) "Ehi Mano Nera. Ho bisogno di una pistola, devo fare un colpo e poi devo spappolare il cranio a qualcuno, e sarà un vero piacere farlo" dice Wendell. E Mano Nera risponde: "OK Wendell, ti procuro il gioiello, così potrai sfondare il cranio a quel cacasotto, perché sicuramente se la farà sotto quando ti vedrà con in mano il mio gioiello".

Gamera, sempre più preso dalla storia, fissa Tito con occhi allucinati.

TITO
E Wendell dice: "Giusto Mano Nera!" e si stringono la mano.

BOMB (spazientito)
E allora?

TITO
Mano Nera cerca l'arma adatta a Wendell, qualcosa di giusto. Non ha niente di adatto, al momento, e si rivolge a Toto. (Tito guarda Bomb fisso negli occhi)

BOMB (arrabbiato)
Toto? Anche Toto! Che cazzo c'entra adesso Toto? Sai cosa penso, Tito?

TITO (con aria candida)
Cosa, amico?

BOMB
Penso che stai dicendo un mucchio di balle. Tutte balle! Toto non c'entra niente con Wendell e con Mano Nera. Non ha mai lavorato con loro. E' in galera da dieci anni, Toto. Gli ho stretto la mano. Avevo cinque anni e lo stavano portando dentro. Sono passati dieci anni ormai (e si commuove).

GAMERA
E' scappato Toto! Vuoi dirmi che Toto è scappato?

BOMB

Come no! Toto è scappato e lui è venuto a saperlo prima di me, come no!

TITO
Calma. Non sto dicendo che Toto è scappato, ho solo detto che Mano nera si è rivolto a uno che si fa chiamare Toto.

Bomb lo guarda scettico.

GAMERA
E' tutto chiaro allora.

BOMB
Torniamo al vecchio.

TITO
Allora Mano Nera si rivolge a Toto che gli trova la pistola, un vero gioiello, degna di Wendell P. Bloyd. Wendell la vede e dice: (imitando la voce di Wendell)"Giusto Mano Nera. Splendida. E' quello che cercavo, con questa farò un bel buco nel cranio del cacasotto". Per farla breve, a Wendell la pistola piace davvero, gli piace così tanto che decide di fare un regalino a Mano Nera, per ringraziarlo di avergliela trovata. Così dice: "Ehi Mano Nera, puoi chiedermi quello che vuoi". E Mano Nera: "Ehi Wendell, ci penserò".

BOMB
Tito, mi sto rompendo le palle!

TITO
Passano i giorni e arriviamo al giorno in cui il povero vecchio sta cenando davanti alla televisione. Toc toc. Bussano alla porta.

GAMERA
Non è la signorina Mae e non è il caro nipotino Bob

TITO
Già, è Mano Nera. Il vecchio non l'ha mai visto ma lui si presenta e dice: "Salve, sono Mano Nera".

BOMB
Non dire cazzate. Non ci credo. Quello non è il suo vero nome. Lui non va in giro dalla gente che nemmeno conosce e si presenta: "Salve, sono Mano Nera. Faccio traffici loschi".

TITO
Calma, Bomb. Lui crede di essere a casa di amici, è stato Wendell a mandarlo lì.

BOMB
E perché ce l'ha mandato?

5. INTERNO, NOTTE. SALOTTO DEL SIGNOR O.

Il vecchio ha aperto la porta e fissa impassibile Mano Nera. Si stringono la mano.

TITO (voce fuori campo)
Adesso ci arrivo. Dov'eravamo rimasti? Ah sì, dicevo lui si presenta e dice: "Salve, sono Mano Nera". Il vecchio è un po' stupito ma niente di grave. Uno dei più grandi trafficanti d'armi del quartiere è venuto a trovarlo a casa ma lui niente, saldo come una roccia, è incontinente ma in quella circostanza, niente, nemmeno una goccia. Non ha paura il vecchio. Poi Mano Nera dice: (pausa. Dice la frase scandendo bene le parole) "Mi manda Wendell P. Bloyd" (primo piano di Mano Nera che pronuncia il nome di Wendell P. Bloyd. Particolare delle labbra che scandiscono il nome. IL vecchio si sente male. La scena procede come nella scena 1). Il vecchio non fa in tempo a sentire quel nome che subito gli si spalanca davanti agli occhi un abisso di dolore e di paura. Non ha niente da temere da Wendell, non gli ha mai pestato i piedi ma basta il suo nome a fargliela fare nei pantaloni. Gli occhi gli escono dalle orbite, gli tremano insieme la bocca e le gambe. Balbetta qualcosa che vorrebbe essere la richiesta di una qualche spiegazione, ma ormai non riesce neanche a parlare, si vede già in ginocchio davanti al grande uomo a supplicarlo di non strappargli i denti uno ad uno.

6. ESTERNO, NOTTE. PER STRADA.

GAMERA (completamente affascinato)
Cavolo

TITO
Il vecchio cerca di reagire, ma ormai non c'è più niente da fare. E' bastato solo il nome di Wendell P. Bloyd a gelargli il sangue e tutto quello che prova è PAURA. A un certo punto PUM! La paura gli fa scoppiare il cuore e per  lui è finita. Cade a terra come uno straccio, con la bocca piena di bava sopra le scarpe di Mano Nera.

GAMERA
E Mano Nera?

TITO
Lui ci rimane un po' male. Sposta il vecchio, si pulisce le scarpe ed esce dalla casa.

GAMERA
E' una storia bellissima!

BOMB
E che cazzo vuol dire? Perché Wendell aveva mandato Mano Nera dal vecchio?

Gamera pende dalle labbra di Tito. Bomb è deluso dalla storia.

TITO
"Salve, sono Mano Nera. Mi manda Wendell P. Bloyd", dice. La ragazza lo guarda, si lecca le labbra piene di rossetto e dice: "Sei in ritardo".

Tito guarda gli amici, aspettando la loro reazione e inizia a ridacchiare. Gamera lo segue a ruota. Bomb è perplesso, ci pensa su.

BOMB (tra sé e sé)
La signorina Mae! (inizia a ridere anche lui)

Gamera e Tito ridono come matti.

7. INTERNO, NOTTE. SALOTTO DEL VECCHIO.

Il vecchio viene inquadrato dai piedi. L'inquadratura sale fino a scoprire il volto del vecchio che ride sommessamente tra sé e sé.


© 400beats 1997