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Comune di Modena Stradanove

Italia-Europa: un confronto sui fattori di rischio
fonte Rete di Sicurezza

Nella graduatoria del numero di morti per incidente stradale relativa ai 15 stati dell’Unione Europea, il nostro Paese occupa il nono posto. La situazione, quindi, non è tra le peggiori. L’Italia, tuttavia, presenta un tasso di riduzione della mortalità per incidente stradale pari al 15%, nettamente inferiore alla media europea del 26,8%. Le cause di questo ritardo sono molteplici e intrinseche alle caratteristiche specifiche del nostro Paese. L’incidentalità stradale presenta caratteri evidenti di sistematicità e ordinarietà, connessi all’attuale modello di mobilità. Ulteriori fattori di rischio sono legati a modalità di trasporto, ambiti stradali e fasce d’età (aree urbane, ciclisti e pedoni, giovani e anziani, stragi del sabato sera).
Le linee guida di attuazione del piano nazionale della Sicurezza Stradale previste dal Ministero dei Lavori Pubblici (ora delle Infrastrutture e dei Trasporti) evidenziano quattro fondamentali aree di rischio e intervento, per le quali sarà necessario individuare le categorie di utenti a rischio, le relative cause di rischio e le azioni più efficaci per eliminare o ridurre il pericolo in termini di sicurezza stradale.

• Aree urbane
Nelle aree urbane, che risultano le più colpite, si verificano il 70% dei feriti e il 40% dei morti per incidenti stradali (quote nettamente superiori alla maggior parte dei Paesi europei) (1).

• Utenti deboli
Circa i 2/3 delle vittime sono utenti deboli (pedoni e ciclisti) e conducenti di motocicli. Si tratta quindi di un problema di carente tutela delle componenti più deboli della mobilità, di scarsa separazione dei flussi di traffico, di ricorrente interferenza tra i percorsi di pedoni e ciclisti e quelli degli autoveicoli.

• Fasce d’età a rischio: giovani e anziani
Altre categorie che richiedono un intervento specifico sono quelle degli utenti giovani (18-29 anni) e anziani (oltre 64 anni), i cui tassi di mortalità e ferimento specifici sono circa il doppio di quello della fascia di popolazione intermedia (2) . In particolare, sono strettamente legate alla giovane età le cosiddette stragi del sabato sera.

• Incidenti sul lavoro e negli spostamenti casa-lavoro
Circa 1/3 di morti e feriti per incidenti stradali è formato da cittadini alla guida di un mezzo per motivi di lavoro o durante spostamenti casa-lavoro (“in itinere” (3)). Gli incidenti stradali determinano ben oltre il 50% del totale delle morti sul lavoro (620 su 1073 morti complessivi) (4) . Il Ministero dei Lavori Pubblici si propone di operare su due distinte linee di intervento: relativamente agli incidenti sul lavoro, dovrà essere regolamentato il trasporto di merci e persone al fine di ridurre i fattori di rischio, definendo controlli e accordi col sistema delle imprese e delle rappresentanze dei lavoratori; per quanto riguarda invece gli incidenti “in itinere”, tra le soluzioni auspicabili sono il rafforzamento del trasporto collettivo nei tragitti casa-lavoro e l’adozione di orari più flessibili, o addirittura del telelavoro, come avviene già in alcuni Paesi europei (5).



(1) “Seconda Relazione al Parlamento sullo Stato della Sicurezza Stradale. 1999”

(2) Il tasso di mortalità specifico per le età 18-29 anni è pari a 17, quello per gli anziani oltre i 64 anni è circa 15; il tasso specifico per le età 30-64 anni non arriva a 9. Da “Indirizzi generali e linee guida di attuazione del piano nazionale della Sicurezza Stradale”, Ministero dei Lavori Pubblici, Marzo 2000.

(3) Definizione dell’INAIL.

(4) Statistiche INAIL, 1997.

(5)“Indirizzi generali e linee guida di attuazione del piano nazionale della Sicurezza Stradale”, Ministero dei Lavori Pubblici, Marzo 2000.