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Intervista a Jessica Fellowes, autrice del libro "L’assassinio di Florence Nightingale Shore"

creato da Alessandra Lotti ultima modifica 28/11/2017 08:34
L'intervista a Jessica Fellowes in occasione del Bookcity, nipote dell’acclamato autore britannico Julian Fellowes, è scrittrice e giornalista, conosciuta per essere l’autrice di cinque libri sui retroscena della celebre serie TV Downton Abbey.

Per quattro giorni, dal 16 al 19 novembre, Milano ha respirato aria di libri. L’evento Bookcity ha dato una nuova vita alla città- gli incontri con gli scrittori erano disseminati in così tanti luoghi che era quasi impossibile andare ad ascoltare tutti quelli che si sarebbe voluto. La cosa migliore, forse, era scegliere la zona della città in cui aggirarsi e ‘prendere’ tutti gli incontri nelle vicinanze.

Ho incontrato Jessica Fellowes per parlare con lei del suo romanzo, “L’assassinio di Florence Nightingale Shore”, il primo della serie de “I delitti Mitford”.

 

La maggior parte dei suoi scritti, finora, ha avuto a che fare con il mondo di “Downton Abbey”. Perché ha scritto dell’ambientazione del famoso sceneggiato, che io amo molto peraltro, e come mai ha cambiato genere, scrivendo un romanzo poliziesco?

 

E’ stato il mio agente a chiedermi di scrivere del mondo di Downton Abbey, perché io non ho niente a che fare con lo sceneggiato televisivo. In realtà, non tutto quello che ho scritto ha a che fare con il mondo di “Downton Abbey”. Ho fatto la giornalista per anni e ho scritto libri di economia. Mi sono laureata in psicologia e uno degli esami che ho fatto è stato di criminologia. Sono sempre stata attratta dalle menti criminali. Quando ho terminato di scrivere di “Downton Abbey”, volevo scrivere un romanzo ed è stato il mio editore, Edwood, che mi ha suggerito “I delitti Mitford”, ha pensato lui stesso al titolo. Perfetto. Mi sentivo un poco nervosa all’idea di scrivere un romanzo poliziesco ma il mio editore mi avrebbe aiutato- è stato bello discutere con lui.

 

Tutto considerato, sembra che Lei sia rimasta fedele all’atmosfera di “Downton Abbey”: che cosa la affascina di quel tempo?

 

Mi è sempre piaciuto ascoltare le storie di famiglia ambientate in quell’epoca. Julian (Julian Fellowes, zio di Jessica, autore di “Snob”, “Un passato imperfetto”, “Belgravia” e sceneggiatore di “Downton Abbey”) amava raccontare della nostra famiglia. Era giovane, aveva 24 anni quando sono nata io e si è sposato tardi, a 40 anni. Ecco perché passavo molto tempo con lui, soprattutto le vacanze, e amavo le storie che raccontava sull’inizio del ‘900- suo padre era nato nel 1912. E’ stato quello che mi ha ispirato anche nella scelta delle mie letture da ragazza, quando avevo vent’anni e leggevo Evelyn Waugh, Nancy Mitford, Graham Greene. Ho passato anni a fare ricerche sul mondo di Downton Abbey, sugli anni in cui i giovani, dopo la prima guerra mondiale, sentivano il bisogno di cambiare e nello stesso tempo avevano il sentore di un’altra guerra che si stava avvicinando. Mi interessava questa atmosfera e ci vedo anche una somiglianza con il tempo di oggi, con altre guerre e altri reduci. Allora la politica era polarizzata- un partito di destra e uno di sinistra- e oggi non è molto diversa: in Inghilterra manca un partito di centro. E poi fu un’epoca in cui emersero le prime voci femminili in letteratura.

 

Ha nostalgia per quel tempo?

 

No, affatto, anzi, sono grata di vivere adesso, non ho nessuna nostalgia, nessun rimpianto. A meno di essere ricchi non era né bello né facile vivere allora.

 

Le sorelle Mitford sono famose. Quale opportunità Le offriva, la scelta di questa famiglia, per l’elaborazione della trama?

 

Il vantaggio è che la famiglia Mitford si presta per dei libri seriali. Le ragazze Mitford erano sei, la prima era nata nel 1904 e l’ultima nel 1920, ognuna di loro diventò maggiorenne in un’epoca diversa e ognuna illustra qualche aspetto della sua epoca. Nancy era una flapper, una ‘maschietta’, una tipica donna degli anni ‘20, Pamela diventò una brava signora di campagna, Diana, che era straordinariamente bella, sposò un Guinness e poi lo lasciò per Oswald Mosley, leader del partito fascista, Jessica si innamorò di un loro cugino che era comunista, Unity diventò amica di Hitler e voleva suicidarsi quando scoppiò la guerra, Deborah, infine, sposò un uomo che ereditò, inaspettatamente, il titolo per cui lei diventò duchessa. C’era un unico figlio maschio, Tom, che morì durante la guerra. Dapprima non pensavo di scrivere un libro in cui lui fosse il protagonista, invece adesso, forse, ho cambiato idea…

 

Ho osservato che la condizione della cameriera Louisa è leggermente diversa da quella della servitù in “Downton Abbey”. E’ dovuto al personaggio anticonvenzionale di Nancy Mitford o è un segno del cambiamento dei tempi?

 

In “Downton Abbey”, la cameriera non si sarebbe mai seduta in presenza dei signori, in “Downton Abbey” i servitori sapevano sempre molte più cose sui loro padroni di quante questi ne sapessero di loro. Ma Louisa e Nancy sono quasi coetanee e poi Louisa è un aiuto governante dei bambini e il mondo della nursery era un mondo a parte. Nel prossimo romanzo Nancy si allontanerà da Louisa, entrando in società, e Louisa ne soffrirà. I servitori incominciavano a capire che potevano aspirare ad un’altra vita, Louisa inizia a guardarsi intorno…

 

Come Daisy in “Downton Abbey”?

 

Esattamente

 

Il suo romanzo è un thriller molto classico, sull’esempio dei romanzi di Agatha Christie. Tempi diversi richiedono stili diversi?

 

Suppongo di sì. Volevo avere un tono di semplicità, volevo che i lettori potessero imparare qualcosa dalla storia, che le ragazze si ricordassero di Louisa.

 

La novità nel suo romanzo è che non troviamo il solito modello dei due investigatori. Infatti ci sono 3 personaggi principali che indagano- il poliziotto e le due ragazze. Perché ha fatto questa scelta?

 

Ci sarà una serie di romanzi, ognuno con una diversa ragazza Mitford. Avevo bisogno di personaggi che mi seguissero in tutta la serie. Louisa e il poliziotto Guy saranno i due personaggi fissi- due persone della classe lavoratrice in un mondo nuovo. E sì, ci sarà un delitto realmente accaduto in ogni romanzo.

 

Un’ultima curiosità, velocemente perché abbiamo finito il tempo a disposizione. Che rapporto di parentela c’era tra le due Florence?

 

Florence Nightingale Shore era una cugina di Florence Nightingale, non so di che grado, e anche sua figlioccia.

 

Leggi la recensione del libro "L’assassinio di Florence Nightingale Shore"

 

Intervista realizzata da Marilia Piccone

leggerealumedicandela.it


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