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Damat, il percussionista 'green' che ha stregato Fiorello

creato da Alessandra Lotti ultima modifica 10/10/2017 08:34
"È iniziato tutto quando avevo 10 anni: rompevo qualsiasi cosa poi un giorno i miei genitori mi regalarono una batteria..."

Nome d'arte Damat. Segni particolari? Percussionista di strada...techno 'green'. Modenese di ventitre anni, David D'amato, questo il suo vero nome, da tre si esibisce infatti nelle principali piazze italiane con pentole, secchi e lamiere di ogni tipo. Materiali di recupero che nelle sue mani assumono una nuova identità, diventando veri e propri strumenti musicali come in un laboratorio sperimentale a cielo aperto. Dentro il quale suoni e ritmi diversi si mescolano dando vita ad uno spettacolo autentico.

 

Suoni unici e originali, con cui Damat esprime e comunica la propria arte, intrattenendo curiosi e passanti delle più grandi piazze italiane ed estere (come in Slovenia e Germania): "Mentre suono, incrociare gli sguardi, le espressioni delle persone che sono lì a guardarmi mentre mi esibisco è forse l'aspetto più gratificante del mio lavoro: è proprio in quel momento che capisci che stai facendo qualcosa di positivo anche solo per migliorare, in quei quindici minuti di spettacolo, la giornata delle persone che ti stanno osservando".

 

Un talento il suo, forgiato da anni di gavetta nelle più famose discoteche di Modena, che ha stregato anche il noto showman 'Fiorello' che lo scorso marzo lo ha invitato a esibirsi all'interno del suo programma 'Edicola Fiore': "È stata un'esperienza molto bella e coinvolgente. L'esibizione è durata in tutto 30 secondi. Per 30 secondi mi sono esibito 'sopra un pallino rosso!'. Ero in via Dante a Milano, collegato in diretta con Fiorello che invece si trovava a Roma. Fiorello? Ha reagito molto bene all'esibizione e questo mi ha fatto molto piacere. Penso che quella mattina me la ricorderò per molto tempo!".

 

Una passione per la musica, quella di Damat, che affonda le sue radici già in tenera età: "Quando ero piccolo suonavo – anzi, mi correggo – rompevo di tutto: pentole, piatti, padelle, mestoli. A 10 anni i miei genitori mi hanno regalato la mia prima batteria acustica e da lì è cominciato tutto" racconta Damat che si definisce un autodidatta: "Anche se ho frequentato diverse scuole di batteria e conosciuto molti maestri che mi hanno aiutato a perfezionare la mia tecnica. Nella vita, e soprattutto nel mondo della musica, non si smette mai di imparare". Dopo 10 anni di concerti in giro per l'Italia, tre anni fa la svolta "Volevo creare un progetto solista, così mi sono detto, perché non provare? Vedendo l'entusiasmo delle tante persone ho capito che avrei potuto portare il mio spettacolo nelle più grandi piazze e così ho fatto".

 

E la batteria? "La sto tutt'ora suonando, non in una band ma facendo video nel mio studio. Adesso però proseguo il mio percorso cercando di aggiungere novità a questo mio progetto per costruire mattone dopo mattone un grattacielo sempre più alto."

 

Fare della musica il proprio lavoro, soprattutto per un giovane della sua età, spesso in Italia vuol dire però fare i conti con molti sacrifici in un quadro di generale incertezza e precarietà: "Al giorno d'oggi è difficile vivere solo di musica ma devi sempre dare il massimo e suonare con il cuore. Come batterista di strada che, esibendosi fa anche molto rumore, le altre difficoltà sono quelle di ottenere dai vari Comuni i permessi che molte volte vietano l'utilizzo di strumenti a percussione" confida Damat, che nonostante ostacoli e difficoltà non perde di vista l'orizzonte dei suoi sogni: "Mi piacerebbe collaborare con grandi artisti, suonando sui palchi più importanti per comunicare a più gente possibile la mia musica e il mio mondo. A tal proposito, colgo l'occasione per ringraziare le tante persone che mi seguono, mi scrivono e mi supportano in questo percorso. Sogniamo insieme".

 

 

*Si ringrazia per le foto Denis Morosan.

 

 

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Intervista a cura di

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