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“Il Racconto dell'Ancella”, Margaret Atwood

creato da Alessandra Lotti ultima modifica 29/12/2017 11:24
Esiste più di un genere di libertà, diceva Zia Lydia. La libertà di e la libertà da. Nei tempi dell'anarchia, c'era la libertà di. Adesso vi viene data la libertà da. Non sottovalutatelo.

Avevo letto “Il racconto dell’ancella” più di vent’anni fa, quando ancora non era uscita la traduzione in italiano. Allora non si parlava di donne velate, accompagnate e scortate in ogni loro uscita, le leggi della sharia non erano note come lo sono diventate in seguito, con la sempre maggiore immigrazione dai paesi arabi. E rileggendo oggi questo caposaldo della letteratura distopica vi cogliamo il tono di una preveggenza profetica.

 

La protagonista è Offred. Avvertiamo qualcosa di strano nel nome. Ci rendiamo conto, con sottile disagio, che tutte le donne hanno nomi che iniziano con ‘Of’ e allora capiamo che tutte hanno perso il loro vero nome acquistando quello dell’uomo- del Governatore- nella cui casa vivono. Quell’ ‘Of’ indica possesso: Offred è proprietà di Fred, così come Ofglen lo è di Glen. Possesso finalizzato ad un’unica cosa. Offred non è un oggetto di piacere (per quello, in questo paese che si chiama Gilead, c’è Jezebel, un bordello in cui finiscono le donne per punizione, quelle che non vengono mandate nelle Colonie a smaltire i rifiuti tossici) ma un recipiente per il seme del Governatore- il suo compito è procreare (le vengono concesse tre possibilità, non è neppure ammesso domandarsi se, in caso di insuccesso, possa essere l’uomo ad essere sterile).

 

Margaret Atwood è grandiosa nel costruire lo scenario- le Ancelle sono vestite di rosso (e noi pensiamo alla “Lettera scarlatta”) con copricapo bianchi, alati come quelli delle suore di una volta per impedire loro di girare lo sguardo, altre donne, le Marte, hanno un abito verde (il loro nome dice già tutto sui loro compiti), le Mogli sono in blu. Le Ancelle devono sempre uscire in due, parlano tra di loro usando formule fisse, spiandosi di sottecchi, cercando di captare sfumature nella voce l’una dell’altra per capire se le parole nascondano una trappola. E poi ci sono gli Occhi al posto di un Grande Fratello, ci sono cerimonie pubbliche di punizioni esemplari per impiccagione, quelle di accoppiamento rituale a tre in cui la Moglie ha un ruolo vicario (sarà lei la madre, in caso che il risultato di quell’atto freddo e sbrigativo al di sotto delle vesti ingombranti sia un attesissimo bambino), quelle dei parti.

 

Che cosa sia successo in passato per arrivare alla situazione attuale di Gilead lo veniamo a sapere in flash di ricordi di Offred- aveva un compagno, aveva una bambina, sua madre era una femminista: quando era iniziato tutto, quando lei e Luke avevano deciso che dovevano tentare la fuga oltreconfine? La versione ufficiale dipinge un quadro di decadenza e lassismo morale nell’epoca precedente la salvezza offerta da Gilead- appuntamenti ciechi, aborti, libertà sessuale, calo delle nascite. Quello che le Zie non si stancano di ripetere nell’indottrinamento che fanno alle Ancelle è che questa era una rivoluzione necessaria, che ora la donna è più tutelata e sicura, che è meglio per tutti. E però tacciono- sono notizie che trapelano e passano bisbigliate di bocca in bocca- sui casi di suicidio tra le Ancelle. Ogni tanto qualcuna di loro scompare- è morta? È stata punita e mandata nelle colonie? E’ fuggita come Moira che poi Offred ritrova a Jezebel?

 

Offred ha trovato inciso sul legno del pavimento della sua stanza una scritta lasciata da chi l’ha preceduta. E’ in latino, quando se la fa tradurre dal Governatore, quelle parole significano, non permettere che i bastardi ti schiaccino. Non dimenticare che esiste la libertà di scegliere, che il male non si sradica con la coercizione al ‘bene’, che esiste l’amore, che un bambino ha il diritto di restare con la donna che lo ha messo al mondo.

 

Che fine fa Offred che ha osato trasgredire le leggi? Un epilogo ci dice che la storia che abbiamo letto è contenuta in un manoscritto trovato per caso (come “La lettera scarlatta” di Hawthorne) e che gli studiosi hanno fatto ricerche per dare un nome al Governatore Fred e che è impossibile risalire all’Ancella che ha scritto questa drammatica storia. E’ il 2195.

 

Un grande libro, splendidamente immaginifico e ricco nell’invenzione del linguaggio di un nuovo mondo. Da leggere assolutamente.

 

Ed. Ponte alle Grazie, trad. C. Pennati, pagg. 398, Euro 14,28

 

Recensione a cura di

Marilia Piccone

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