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Adolescenti: anime scalze, dialogano Fabio Geda e Nadia Terranova

creato da Alessandra Lotti ultima modifica 25/09/2017 11:28
"Anime scalze", l’ultimo romanzo di Fabio Geda, è solo il punto di partenza di un dialogo che ha come focus gli adolescenti e la ricerca, tipica di questa fase, di un proprio posto nel mondo. Come? La risposta dei due scrittori non poteva che essere una: i libri.

La serata è perfetta. Nemmeno una nuvola in cielo e il silenzio di un pubblico che pian piano raggiunge il proprio posto, pregustando l’incontro con due scrittori tutt’altro che sconosciuti: Fabio Geda e Nadia Terranova.

 

"Anime scalze", l’ultimo romanzo di Geda, è solo il punto di partenza di un dialogo che ha come focus gli adolescenti e la ricerca, tipica di questa fase, di un proprio posto nel mondo. Come? La risposta dei due scrittori non poteva che essere una: i libri. I mondi immaginari che vivono tra le pagine come alternativa alla gabbia che ogni adolescente sente attorno a sé, perché forse quando si cresce e si cerca ancora di capire se stessi, i limiti e le differenze con gli adulti sono la cosa più immediata da percepire.

 

Così, mentre raccontano i loro libri e i loro personaggi, in un continuo scambio di ruolo tra chi intervista e chi viene intervistato, quelli che conosciamo sul palchetto allestito nel chiostro di Palazzo Santa Margherita non sono solo Fabio Geda e Nadia Terranova scrittori, ma soprattutto lettori. I loro aneddoti di infanzia e adolescenza pullulano di insegnanti che su un carrello della mensa portano in classe i volumi tra cui scegliere la lettura del mese, di librerie lungo la strada di casa, di libri di famiglia che non bastano più, perché troppo diversi dal proprio gusto che si sta personalizzando, di libri preferiti. Della paura nei libri che attrae i lettori – il primo libro "scelto" di Geda fu uno di Stephen King - ma spesso è mal interpretata da genitori troppo ansiosi, che vorrebbero eliminarla persino dalle fiabe.

Ce ne parla, in particolare, la Terranova riferendosi al suo racconto d’infanzia preferito, quello di Barbablù, spesso additato come istigatore di violenza, femminicidio, e nelle recenti edizioni rivisitato in chiave moralista e forzata: "io non capisco chi pensa che favole e cronaca giochino nello stesso campionato", dichiara l’autrice, che allo stesso modo riflette sull’accusa fatte a fiabe come quella di Cenerentola, di diffondere un’immagine stereotipata della donna. La sua visione è differente: "se una fiaba insegna un stile di vita stereotipato è perché lo si respira altrove". Siamo noi, secondo la Terranova, a riempire gli archetipi delle fiabe.

 

Il mondo degli adulti sembra, dunque, giudicare con eccessiva preoccupazione letture paurose, fiabe anacronistiche e romanzi o serie tv che approfondiscono temi "neri" per così dire. Un esempio, è quello di "Tredici". Quando alcuni genitori hanno espresso a Fabio Geda la paura che la serie o il romanzo istigassero in qualche modo al suicidio, il suo consiglio è stato semplice: guardatela o leggetelo insieme a loro e parlatene. "Fatevelo spiegare da loro", aggiunge sardonica la collega. L’anello di congiunzione tra il momento favola della buonanotte ai figli e quello in cui scelgono da soli cosa leggere esiste e sta nel dialogo. E nel rispetto dei loro gusti. Nell’accettazione inevitabile che non esiste un solo tipo di adolescente e tanto meno un solo tipo di lettore, adulto o ragazzo che sia. "L’educazione alla lettura significa educare all’amore per i libri". Non all’amore per quelli che piacciono a noi. Inevitabile la discussione su un argomento che la scorsa estate ha infervorato docenti, genitori e lettori forti: le liste di libri da leggere in estate. Quali libri devono suggerire, classici o contemporanei? Dobbiamo far conoscere i grandi della letteratura ai ragazzi come prerogativa assoluta o per invogliarli a leggere dovremmo dare spazio ai generi che appassionano le nuove generazioni? (in una di queste liste, per fare un esempio, c’era "After" di Anna Todd). "I classici" riconosce Geda "possono comunicare con alcuni ragazzi e con altri no. La letteratura fortunatamente prosegue e gli scrittori come sempre sono radar del cambiamento". Aggiunge la Terranova: "Una lettura sana è quella che tratta i contemporanei con la stessa attenzione e lo stesso rispetto dei classici e che legge i classici come contemporanei". La questione è semplice, riassume Geda: "Non dobbiamo scegliere i loro romanzi, ma educarli a scegliere cosa leggere".

 

Non dimentichiamoci, aggiungerei io, che noi non-più-da-poco-adolescenti siamo la generazione di Moccia e Twilight, quindi forse questi nasi storti davanti a titoli come "After" e "Calendar girl" sono un grosso e poco coerente senno di poi.

 

Il Festival "Passa la Parola", ideato dalla libreria Castello di Carta, proseguirà nelle tappe di Spilamberto e Castelvetro rispettivamente il 30 settembre e l'1 ottobre.

 

Sul sito ufficiale trovate il programma completo di eventi e momenti di formazione.

 

 

 

Articolo a cura di

Angela Politi

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