Mi chiamo Marilia Piccone e sono nata nel 1944, in piena guerra. E’ per
questo che sono nata in un paesino nell’entroterra ligure, a Pontedassio.
Mia madre era scappata lì, da Imperia, per farmi nascere in un ospizio per
vecchi, evitando i bombardamenti.
Penso che il mio destino sarà di finire la
mia vita dove l’ ho iniziata. A diciotto anni sono venuta a Milano, perché
la mia passione erano le lingue e sapevo che quella era l’unica cosa che
volessi fare. Mi sono laureata in Lingue e Letterature Straniere all’
Università Bocconi nel 1967, con il massimo dei voti e la medaglia d’oro. I
miei studi mi hanno dato la possibilità che era poi una necessità- di
viaggiare molto in un’epoca in cui non era ancora tanto comune, soprattutto
nei paesi di lingua inglese. Ho vinto borse di studio per l’Irlanda
(ricerche su Joyce), per il Tennessee (la discriminazione razziale) e per l’
Inghilterra.
Ho incominciato a insegnare nel 1966 e ho avuto una cattedra di
lettere per due anni. Dal 1968 ho insegnato inglese. Ho vinto una cattedra
di ruolo (si andava ancora a Roma a fare i concorsi e c’erano 60 cattedre in
palio in tutta Italia): dal 1969 ho insegnato Lingua e Letteratura Inglese
al Liceo Scientifico Einstein di Milano. Ho amato moltissimo insegnare.
Nonostante la frustrazione di essere così poco considerati e di essere
pagati così poco, ho sempre pensato che l’insegnamento fosse un lavoro
capace di dare enormi soddisfazioni dal punto di vista umano. Insomma, se
non fossi stata un’insegnante, sarei stata un’insegnante. E lo dico anche
adesso che sono in pensione.
Ho tre figlie, tutte adulte ormai, e quindi è
stata una fortuna iniziare a collaborare a varie riviste, a cominciare dal
1979. Ho fatto un po’ di tutto: riposte alle lettere delle lettrici,
traduzioni, sommari di riviste straniere. Per riuscire a continuare a
viaggiare, per mantenermi in esercizio con la lingua e per permettere alle
mie figlie di imparare bene l’inglese, ho fatto l’accompagnatrice dei gruppi
di studenti (i miei studenti) per 9 anni, dal 1986 al 1995, in Inghilterra,
Scozia, Irlanda e U.S.A.. Le mie passioni sono la lettura e le lingue
straniere: da quando sono in pensione (1996) ho ripreso intensamente a
studiare il tedesco, il francese e lo spagnolo.
Ho provato anche l’ebraico,
poi, dopo un anno, ho deciso che era meglio limitarsi alle lingue più
“facili”. Ho tenuto anche un corso di Storia del Romanzo Inglese e Americano
all’Unitre (in lingua) e ho scritto recensioni libri per la rivista “Bella”.
Dico sempre di essere una “book addict”: senza una dose di lettura
giornaliera vado in crisi di astinenza.