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Veronica Villa
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E' IL 1974 E LA GENERAZIONE X STRILLA NELLE CULLE, O AL MASSIMO FA LA QUINTA ELEMENTARE. Veronica Villa nasce a Reggio Emilia, a un tiro di schioppo dalla strada nove, quel tanto e quel poco che basta da pensarsi di città e da odiare il rumore degli schioppi nei campi. Negli anni 80 si dedica con passione alla tv, in particolare all'animazione giapponese, canta a squarciagola le sigle di Vince Tempera e dei Cavalieri del Re, innocente e ignara delle censure a venire. Non sa esattamente cosa sia la "fantascienza", ma in una serata particolarmente pesante di notizie terroristiche vede per la prima volta 2001 Odissea nello Spazio e ne rimane fulminata. Purtroppo viene mandata a dormire prima che Hal si ribelli, si sveglia poi confusa e impressionata, e passa la mattinata a chiedere ai compagni di classe perché le scimmie rompevano gli ossi e cose fosse poi quel sasso nero.
   In seguito (è il 1989), ispirata da Piero Angela, da due tonnellate di arretrati di Airone e dal film War Games, si iscrive al liceo scientifico ad indirizzo informatico. Sono tempi, diciamo così, pionieristici. Niente mouse, professori ignari del fermento al MIT e nella Silicon Valley, e il Turbo Pascal come massima aspirazione. Ma l'inglese comincia ad esplodere da ogni parte (esplodeva sicuramente anche prima, ma lei non se ne era accorta), dalla new wave britannica, dal Mandela Day, dalle rassegne di seconda visione, dai libri di Wells.
   Così nel 1991 Veronica parte per una estate di vacanza studio nel Kent. Spera di incontrare Nick Cave, che però in quel periodo vive tra Berlino e New York. Esaltata dal corso advanced, dai pub, dalla birra e dalle visite ad una Londra ancora punkeggiante decide di bissare l'anno dopo, per una esperienza analoga in Irlanda (con in più la Guinness, la musica celtica e i Pogues). Nel '93 si diploma e parte per il suo primo Inter-rail: Parigi, Londra, York, e poi la Scozia. La sera in cui decide di iscriversi a lingue la tv passa Withnail and I.
   Diventa pendolare lungo l'asse della strada nove, e si butta nell'affascinante mischia dell'Università di Bologna. Contemporaneamente collabora con alcune agenzie di traduzioni e inizia a sospettare che nel mondo del lavoro l'inglese serva essenzialmente a fare ordinativi di laminati plastici (gli stessi venduti dall'agente cantato da Elio). Studia inglese, ufficialmente perché a detta di tutti è la lingua più utile, in realtà perché non può farne a meno. Studia tedesco, ufficialmente perché dicono che serva molto sul lavoro, in realtà per approdare a Berlino e vivere due estati, nel '95 e nel '96 alla ricerca degli angeli di Wenders. Spera anche di incontrare Nick Cave, che però, con grande tempismo, è andato a vivere a Londra. Nel frattempo si accorge che la letteratura inglese non è tutta Shakespeare e Milton, per quanto grandiosi siano. Camminando lungo un corridoio particolarmente traballante del dipartimento di lingue nota infatti un programma di letteratura angloamericana dedicato alla fantascienza, e superando grottesche e indicibili difficoltà burocratiche inizia a frequentare le lezioni del Prof. Franco La Polla.
   Sono gli anni di William Gibson e della letteratura cyberpunk. Bruce Sterling tiene una conferenza all'università di Bologna, Salvatores parla in aula absidale di Nirvana, e Carlo Pagetti fa una lezione su P.K. Dick.
   Veronica capisce che non è più necessario nascondere pudicamente la passione per Blade Runner, né nascondere Fahreneit 451 di Truffaut nella fila dietro delle videocassette, o i libri di Ursula Le Guin sotto un'asse nel pavimento. La fantascienza è libera. Per festeggiare, Veronica si presenta nello studio del Prof. Franco La Polla e chiede una tesi sul rapporto tra tecnologia e immaginario americano nella saga di Star Trek.
   Franco La Polla accetta con entusiasmo. Nello stesso istante un terremoto di notevole intensità scuote l'Emilia, epicentro a Bagnolo in Piano, chilometri dieci dalla strada nove. Segue un anno di lavoro di tesi che culmina nel 1998 con l'uscita di un saggio critico contenuto nella raccolta curata da F. La Polla Il cielo è il limite, Lindau, 1998, e con la laurea in lingue e letterature straniere, con lode.
   La tesi può essere oggi consultata o scaricata gratuitamente all'indirizzo http://members.xoom.it/villa, un sito web creato con Linux.
   Nel 1999 inizia a lavorare come project manager per un'agenzia di traduzioni di Modena (ancora sulla strada nove), e viene a contatto con l'informatica applicata alla lingua. Memorie di traduzione, software di localizzazione, motori di pre-traduzione.
   Il mondo di William Gibson è sempre più vicino, quello del Douglas Coupland di Microservi è già qui. Dal 2000 opera nel campo del trattamento automatico della lingua (reti semantiche, motori di ricerca concettuale, linguistica computazionale...), come consulente linguistica e traduttrice.
   Alcuni ritrosi esperimenti narrativi l'hanno portata alla pubblicazione di alcuni racconti su carta, ebook e riviste sul web, e alla redazione forsennata di un blog ombelicale: http://garnant.splinder.com/
   Mantiene contatti e collaborazioni con agenzie di traduzione, case editrici, con la rivista English4Life e con Stradanove, dove scrive principalmente di cinema.


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