‘Le storie d’amore, quando cominciano… sono come i trailers dei films.
Mostrano solo le scene migliori. Le frasi più intriganti. Le inquadrature seducenti.
[…] fino a quando non arrivano i titoli di coda e l’amaro in bocca.
Una colonna sonora che sfuma verso il silenzio.’
‘Non vado d’accordo con i ricordi, io. […]
Mancano perché. Li ho cancellati.
Volutamente. […] Tre anni di pastiglie colorate dai nomi improbabili mi hanno aiutato. […]
Avevo bisogno di trovare “qualcosa”, anche se avevo. Tutto.
Mi mancava qualcosa… da perdere.’
‘ “Se tu fossi qui” è una frase ipotetica che presuppone un’azione, da parte mia, con l’uso del condizionale. Nell’ultimo mese ho riempito quattro fogli a righe di banali intenzioni e stupide promesse.
Ottantaquattro.
Le rileggo ogni sera e mi accorgo che sarebbe stata sufficiente la prima, “…non avrei più paura di noi”.
Dovrebbe essere un assioma e, come tale, principio indiscutibile, ma è solo un teorema che non ho mai saputo dimostrare.’
Come in una rappresentazione prospettica, le brevi storie narrate da Fernando Pastori corrono lungo i binari diretti verso una meta teoricamente definita, ma imperscrutabile: i frammenti di vita dei diversi protagonisti convergono in un unico invisibile punto di fuga, all’inseguimento della felicità. Sarà facile immedesimarsi nell’angoscia, nel dolore da perdita, nel rimorso e nella malinconia delle figure dipinte dall’autore perché i personaggi, di diverse età e in situazioni differenti, corrispondono semplicemente alle diverse angolazioni del quadro universale che è la vita di ciascuno di noi.
Così, Pastori, in scenografie paradisiache, anonime o macabre sistema e fa muovere attori impauriti, ma consapevoli, alla ricerca di qualcosa, alternando inquadrature dai colori sbiaditi, tenui, a immersioni cromatiche intense. Racconta, con ritmo sincopato, d’amore e d’abbandono, d’illusione e di rimpianto, d’alienazione e assuefazione, di violenza e di morte, senza mai offrire soluzioni.
Ogni segmento è poi introdotto da belle citazioni di celebri autori, a testimonianza dell’universale ed eterno dilemma umano.
Ferdinando Pastori, Vanishing Point (punto di fuga), Edizioni Clandestine, 135 pagg., 9 euro.
Caterina Fantoni 01-12-2005