FINO AL 2 NOVEMBRE, IL MUSEO DI CASTELVECCHIO PROPONE LA PRIMA ESPOSIZIONE europea dedicata a Louis Dorigny (1654 - 1742), artista di quella magica stagione che segna il trasmutarsi del barocco nel colorismo della grande pittura settecentesca.
Parigino, figlio e nipote d'arte (il nonno era Simon Vouet, grande interprete del classicismo alla corte francese), Louis Dorigny, dopo un fortunato esordio a Parigi, segue l'abituale itinerario formativo in Italia tra varie destinazioni quali Roma, Napoli, l’Umbria le Marche, poi la Toscana e quindi Venezia. La sua pittura, definita "eroica e sublime", sapeva coniugare meravigliosamente il "grande gusto" della Parigi del Seicento con la tradizione italiana, facendo di lui un precursore della luminosità settecentesca destinata a trovare successivamente i suoi vertici con Ricci e i Tiepolo.
La sua fitta attività lo vede operare anche a Padova (Palazzo Cavalli e la Chiesa di Cà della Nave, a Cittadella), Vicenza (Villa La Rotonda e Palazzo Leoni Montanari) e Treviso (Palazzo Giacomelli), a Verona.
La proposta di una mostra-dossier su Dorigny a Verona non è, infatti, casuale: nella città scaligera l'artista francese dimorò per metà della sua lunga esistenza, tornandovi regolarmente dopo aver lasciato meravigliose testimonianze della sua maestria nelle più prestigiose dimore e chiese dei territori della Serenissima, ma anche in Austria e Boemia.
Una settantina le opere in mostra tra tele di diverse dimensioni, anche molto grandi e disegni, oltre ad incisioni e opere di artisti a lui coevi.
Fulcro dell'esposizione sono le grandi lunette eseguite nel 1692-93 per la Cappella dei Notai nei Palazzi Scaligeri a Verona, restaurate per l'occasione.
"LOUIS DORIGNY (1654 - 1742). Un pittore della corte francese a Verona".
Museo di Castelvecchio, corso Castelvecchio 2 - 37121 Verona
Verona, Sala Boggian del Museo di Castelvecchio, 28 giugno - 2 novembre 2003
Orario: 8.30-19.30 lunedì:13.30-19.30
Per informazioni:
Telefono 045.592985 fax 045.8010729
Email: mostre.castelvecchio@comune.verona.it
Nicoletta Boldrini 14-07-2003