Cinema

CyberNews

Fumetti

Graffiti

Libri

Musica

Teatro

VIPs
 |
 |
Sono 500mila gli italiani per i quali il brivido saltuario di una giocata alla slot-machine finisce per trasformarsi in vera e propria ossessione quotidiana. Dei 30milioni di nostri connazionali che ogni settimana si lasciano tentare dalle lusinghe della dea bendata, oscilla tra l’1-3% la percentuale di coloro che finiscono per stravolgere la propria esistenza secondo i dettami del dio “azzardo”: prestiti, ipoteche, aguzzini ed in un attimo il giocatore si trova inghiottito in una spirale da cui non è più capace di uscire. Il 50% degli italiani considera il gioco d’azzardo un vizio, il 25% un modo per rovinarsi, l’11,4% un divertimento, il 7% un lusso e soltanto il 4,3% un modo per arricchirsi facilmente. Nello Stivale, moderno Olimpo degli scommettitori, il giro d’affari tra gioco legale ed illegale sfiora i 25miliardi di euro l’anno, di cui un quinto entrano direttamente nelle casse dello Stato: giochiamo, sorpresa delle sorprese, più al Centro (70% della popolazione ), che al Sud (60%). Più distanziato, con il 53% di forzati della fortuna, il Nord. Tra le motivazioni che inducono al vizio “azzardo”, svetta solitario il miraggio “guadagno” col 32,6% (tra i 25-44 anni raggiunge quota 34,7%), ed a seguire la motivazione “divertimento” (22,2%). Ma anche gli anni paiono avere il loro peso in materia di rischio, se è vero che tra gli over 64 si individua il picco dei giocatori che lo fanno per “abitudine” (11,6%). E se il vero tempio dell’azzardo è ancora considerato il Casinò sia dagli uomini (42,3%) che dalle donne (44,5%), a livello di percezione il gioco più immorale è rappresentato dalle scommesse illegali (43,4%), dal videopoker (17, 4%) e solo in terza battuta da Casinò, giochi di carte con puntate in denaro e grosse somme spese per il Lotto. Il 46,4% degli italiani, infine, ammette di conoscere qualcuno che è riuscito a rovinarsi col gioco d’azzardo.
Francesca Pedinelli 2 aprile 2003
|
 |
 |