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Quarantenne, operaio, sposato con figli, pratica il gioco d’azzardo quotidianamente e definisce la propria situazione patrimoniale come "disastrosa". Rientra nella cosiddetta categoria del giocatore compulsivo con sindrome da dipendenza: lo stadio più grave che possa essere raggiunto in tema di gambling. Non può smettere di giocare, indipendentemente da quanto lo desideri o da quanto duramente ci provi, ed il vizio, che è ormai l’aspetto centrale della sua esistenza, finisce per condizionare tutte le sue relazioni sociali.
Accanto a questo stadio, la Società Italiana di Intervento sulle Patologie Compulsive pone altre cinque tipologie di
professionisti del rischio:
I giocatori inadeguati senza sindrome da Dipendenza: giocano per alleviare le sensazioni di ansietà, depressione, rabbia, noia o solitudine. Usano il gioco d'azzardo per sfuggire crisi o difficoltà. Il gioco provoca un effetto analgesico invece di una risposta euforica: non sono giocatori compulsivi, ma possono essere assimilati ai bevitori inadeguati senza sindrome da dipendenza alcolica.
I giocatori Sociali Costanti: il gioco d’azzardo è la fonte principale di relax e divertimento, sebbene questi individui mettano il gioco in secondo piano rispetto alla famiglia e al lavoro. I giocatori sociali costanti mantengono ancora il controllo sulle loro attività di gioco.
I giocatori Sociali Adeguati: giocano per passatempo, per socializzare e per divertirsi. In questo caso giocare d’azzardo può essere una distrazione od una forma di relax. Il gioco non interferisce con le obbligazioni familiari, sociali o lavorative.
I giocatori Antisociali: sono giocatori antisociali coloro che si servono del gioco d’azzardo per ottenere un guadagno in maniera illegale.
I giocatori Professionisti Non Patologici: si mantengono giocando d’azzardo e lo considerano una professione.
Francesca Pedinelli 2 aprile 2003
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