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Salve, sono (ahime'!) un giocatore di cavalli, solo cavalli, ma basta e avanza; lo sono da 30 anni con alti e bassi, pero' continuo nel tempo. A MENTE FREDDA HO IL DESIDERIO DI SMETTERE,
anche perche' economicamente non posso continuare a lasciare buona parte dello stipendio... Sto anche 4 giorni senza giocare, ma poi ritorno in sala corse, inopinatamente. OVVIAMENTE sono separato: un giocatire non dovrebbe mai sposarsi, almeno io la vedo così. Sto malissimo dopo aver giocato e perso, mi richiudo in me stesso e non voglio vedere nessuno... ma questo non e' vivere. Ecco, ho fatto una sommaria presentazione di cio' che sono, e che non vorrei essere!
Cordiali saluti, mister G.
Salve mister G., lei afferma di avere problemi con il gioco; nello specifico dichiara una forma di dipendenza dalla sala corse, un luogo particolare dove i giocatori sperimentano anche una sorta di relazione tra sconosciuti, fatta di complicità e di regole implicitamente condivise. Lei dice però anche di voler smettere, che vivere così non è vita, che sta male e si rinchiude in sè e che il suo matrimonio ha sofferto per questo. Nella sua città, Firenze, esistono luoghi in cui chiedere aiuto per questo problema anche condividendo con altri giocatori un percorso di cambiamento. Può rivolgersi al dr. Massimo Cecchi al n° 055 6264065 (Ser.T.) che le fornirà informazioni piu' precise sui servizi esistenti nella sua zona.
Cordiali saluti.
Dr.ssa Marilena Durante
Psicologa Ser.T. Vignola (Mo)
4 agosto 2003
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