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Gentile dottoressa Durante, gentile team di Stradanove, mi chiamo M., ho 29 anni; spero di poter contare sul Vostro aiuto e sarei molto felice di ricevere al piú presto Vostra risposta. Purtroppo ho saputo da qualche tempo che uno zio mio, di cui ho sempre avuto molta stima, ha il vizio del gioco. Si tratta del fratello piú giovane di mia madre (ha 45 anni) che lavora e abita a Milano. Non è stato lui a raccontarmelo, perché non credo che lui ammetta di avere questo problema, ma ciò è evidente a tutto il resto della famglia. Quando ci telefona è solamente per chiederci dei soldi e per scusarsi di ciò racconta delle "storie" (che secondo me sono inventate per farsi scusare i prestiti), che sono diventate sempre piú frequenti mentre i soldi non vengono mai restituiti. Da alcuni anni la sua vita privata ne sta risentendo molto: debiti, divorzio, tradimenti, ecc. Questo fine settimana abbiamo saputo che è stato ricoverato perché ha avuto un infarto cardiaco. Posso immaginare che sia stato anche lo stress dovuto alla sua situazione che può aver causato questo malessere. La settimana prossima mia madre ed io vorremmo andare a trovarlo: sino ad adesso nessuno della famiglia (sua mamma, che è già anziana, e le sue 3 sorelle) ha avuto il coraggio di affrontare mio zio e confrontarlo con il suo problema, che tutti sanno, ma che non viene chiamato per nome. Io ritengo che sia trascorso sin troppo tempo e se vogliamo veramente aiutarlo bisogna smettere di sostenere il suo vizio, che lo porterà alla rovina economica. Vorrei parlargli apertamente durante la nostra visita, nella speranza che anche lui voglia farsi aiutare e porre fine a questa situazione. Purtroppo non ho nessuna esperienza in questo campo e non so come comportarmi correttamente. Vi sarei molto riconoscente se mi potreste dare dei consigli come agire e se mi potreste mandare un elenco dei centri d´aiuto di Milano. Vi ringranzio anticipatamente per la gentile collaborazione e in attesa di una Vostra risposta Vi porgo gentili saluti.
Gentile signora, forse, come dice lei, non è più possibile non vedere quanto suo zio sia in difficoltà. Spesso uno dei primi passi per cambiare è sentire qualcuno che chiama la sofferenza con il suo nome e senza giudicare. La dipendenza dal gioco è una forma di patologia e può essere curata. Nel percorso di aiuto il ruolo dei familiari è molto importante non solo all'inizio per far emergere il problema, ma anche dopo per accompagnare il cambiamento. Le indico dove può rivolgersi a Milano, telefonando con anticipo per avere un appuntamento visto che si avvicinano le ferie natalizie. Presso il Ser.T. di via Albenga (tel. 02 85782897-91-92 ) chieda della dr.ssa Stellato, medico, o della dr.ssa Prever, psicologa. Inoltre tenga presente che, sempre a Milano, può essere utile contattare l'Associazione Giocatori Anonimi (con cui il servizio citato prima collabora). Questa Associazione organizza gruppi di Giocatori che si confrontano e aiutano secondo i principi dell'auto-mutuo aiuto. Ascoltare qualcuno con lo stesso problema che è riuscito a farcela potrebbe dare a suo zio la spinta per provarci. I gruppi di G. A. si riuniscono in via Palestrina,5 il martedi e il sabato dalle 21.00 alle 23.00 (tel. 333 7465303) e in via val Daona presso Chiesa S. Carlo il lunedi e giovedi dalle 21.00 alle 23.00 (tel.333 8279929).
Dr.ssa Marilena Durante
Psicologa Ser.T. Vignola (Mo)
25 febbraio 2004
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