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LUCIA FACCILONGO DI COOP ESTENSE ci spiega il perchè di una politica ben definita.
· La COOP ha fatto una scelta ben precisa riguardo agli OGM: ne ha escluso la commercializzazione. Come motivate questa posizione? Un assecondare il consumatore oppure una risposta a precisi dati scientifici?
In quanto cooperativa la COOP si preoccupa di salvaguardare la salute dei consumatori: quindi va bene mandare avanti le ricerche e la sperimentazione, va bene applicare gli OGM ai farmaci, ma se si tratta di valutare la sicurezza delle persone fermiamoci un attimo. Per ora non esiste alcuna certezza che gli OGM non costituiscano una minaccia per l'uomo o per l'ambiente. Al fine di fare un po' di luce sull'argomento la COOP ha creato un proprio laboratorio di ricerca nel campo specifico della biologia molecolare e controlli dall'esterno vengono fatti continuamente sul suo operato. Il dibattito sugli OGM è molto acceso e coinvolge numerosi esponenti del mondo scientifico e delle grosse multinazionali. Se in futuro si stabilirà con certezza che gli OGM non fanno male e che possono contribuire davvero a risolvere il problema della fame nel mondo allora ben vengano! Il "no" della COOP non è una scelta ideologica ostinata bensì una posizione costruttiva che deriva da una politica di ricerca della qualità, della freschezza e della genuinità dei prodotti, operazione che la cooperativa sta facendo anche attraverso la valorizzazione di tutta la linea di articoli a marchio COOP. Riteniamo poi che sia molto importante fornire un'informazione assolutamente imparziale ai consumatori: con questo voglio dire che la COOP non discredita gli OGM, il progresso va bene, deve andare avanti, ma il consumatore deve essere libero di poter scegliere se consumare già da oggi i prodotti OGM oppure no. Questa è la più grande battaglia della COOP: informare i soci consumatori, anche attraverso accurate etichette. Dal gennaio del 1998 eravamo già in grado di dire che il prodotto non contiene OGM, perché la COOP ha sempre avuto il controllo sull'intera filiera produttiva dei suoi articoli. Dall'aprile del 1998 è stata poi avviata una seconda fase del progetto che mirava a passare dalla vecchia dicitura "prodotto non contenente OGM" alla nuova "prodotto non derivante da OGM". A questo riguardo erano stati già presi in precedenza degli accordi coi nostri fornitori: dal gennaio 1998 è stata richiesta infatti la certificazione di esclusione degli OGM dai meccanismi di produzione di qualsiasi alimento (carni, pesce, frutta, verdure, ecc.). C'è un'ultima cosa da dire: la COOP ritiene che la salvaguardia della biodiversità sia una cosa fondamentale e non a caso nei nostri punti vendita si tende notevolmente a valorizzare le produzioni tipiche locali. Questa è una linea commerciale che nemmeno una massiccia diffusione degli OGM potrà indebolire, anzi magari le biotecnologie potranno contribuire a rafforzarla. Può darsi che un giorno mangeremo tutti solo OGM ma speriamo che quel giorno sapremo con certezza che non ci possono fare del male, perché se così è davvero la COOP non avrà problemi a metterli in commercio. Al momento non ci sentiamo sicuri di produrre OGM, non ci sentiamo nelle condizioni di poter dire ai consumatori "consumateli tranquillamente", non vogliamo bloccare la ricerca. Quindi: facciamo chiarezza sugli OGM! Se vedremo in futuro che non comportano dei rischi allora va bene, se invece i rischi ci saranno, beh, almeno intanto ci siamo tutelati.
Fabio Manfredini 07 novembre 2002
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