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Chi ne parla come di una delle più rivoluzionarie scoperte scientifiche e chi, invece, vorrebbe non averne mai sentito parlare...Quale sarà il destino della clonazione umana?
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Clonitrucco!

ALL'INIZIO SEMBRANO UNA FOLLIA , il mondo si rivolta contro di loro, ma poi, indipendentemente dal rapporto tra rischi e benefici che esse portano all'umanità, il progresso scientifico, inesorabile, le fa sue: è il destino delle più rivoluzionarie scoperte scientifiche che, da secoli ormai, col trascorrere del tempo trasformano il loro "padre" da pazzo in genio. La clonazione umana potrebbe rientrare tra queste, solo i decenni lo diranno, ma l'etica e la morale che oggi sembrano bocciarla cambiano negli anni: sembrerebbe impossibile se non fosse già successo.
   James Marion Sims, ginecologo americano, nel 1866 fu il primo a praticare ufficialmente la fecondazione artificiale sugli esseri umani, pratica che può essere definita l'antenata della clonazione. Il mondo scientifico, e non solo, lo "scomunicò" con orrore, anche se in segreto alcuni colleghi ne seguirono affascinati le orme: tra questi l'italiano Mantegazza, che osò metterla in pratica nel 1887 servendosi di un uomo e di una donna che nemmeno si conoscevano. Nei decenni successivi l'opinione pubblica mutò lentamente: nel 1943 furono fecondate a distanza, senza troppi scandali, le mogli dei soldati, e dieci anni dopo aprirono le prime banche del seme. Grosse polemiche investirono la prima bimba in provetta, Louise Brown, nel 1978, e una volta divenuta routine anche questa tecnica, si iniziò a parlare di clonazione, fino alla nascita della pecora Dolly.
   John Gordon, scienziato di New York piuttosto possibilista verso il prossimo "passo", si dice sicuro che "comunque sia, il primo che clonerà un uomo ufficialmente passerà alla storia, e tra vent'anni sarà ammirato, proprio come accadde a Sims: è inevitabile". Severino Antinori, in materia, è senz'altro un'autorità, uno dei più discussi per il suo parere favorevole alla clonazione. "Io la chiamo rigenerazione riproduttiva - afferma il ginecologo, esperto di fecondazione artificiale - e non credo ci siano tutti i problemi di cui si parla: la cellula somatica donatrice del nucleo, nell'ovulo si riprogramma e torna indietro, quindi non è vero che il clone nasca già vecchio quanto il donatore… Perché clonare? Perché anche quel 5% di coppie che non riescono ad avere figli nemmeno con la fecondazione artificiale possano averne". Si potrebbe aprire una parentesi sul termine "figlio", non del tutto appropriato in caso di clonazione.
   Il successo di ogni scoperta passa anche attraverso i pareri di chi è più ascoltato sui mass-media, compresi politici con poca esperienza medica. "Rimango sgomenta davanti alla crocifissione di tale pratica da parte degli organi di informazione - ha dichiarato l'europarlamentare radicale Emma Bonino - che hanno fatto una confusione incredibile: è una tecnica che potrebbe portare grossi benefici, in campo biomedico, si intende". Di tutt'altro avviso il Ministro della Salute Girolamo Sirchia, che vuol rimuovere il divieto alla sperimentazione sugli animali, ma che afferma: "la decisione del Senato francese, di totale chiusura anche alla clonazione terapeutica, è da ammirare e da imitare". Sulla stessa linea la bioeticista Cinzia Caporale, secondo la quale "non è un atteggiamento di condanna, ma di difesa: la terapeutica porterebbe prima o poi al disastro della riproduttiva". Inutile dilungarsi sull'opinione del Vaticano, che attraverso il suo portavoce definisce la clonazione "una modalità disumana di dare il dono della vita; sarebbe un fatto di enorme gravità morale, da condannare a priori". Categorico anche il rifiuto della Chiesa ortodossa la quale, da Mosca, afferma che "sarebbe un crimine contro l'umanità, una pratica di stampo nazista".
   Ma ecco una voce fuori dal coro, che pur dicendo la sua non si schiera né da una parte né dall'altra, scontentandole entrambi. "Il punto è: perché non procedere nello sviluppo di embrioni clonati per avere pezzi di ricambio per noi stessi, in caso di trapianti o malattie? Ognuno avrebbe il suo, senza problemi etici". Autrice del testo Grazia Francescato, presidente dei Verdi; hanno tutti fatto finta di non sentire, fortunatamente…

Valerio Gagliardelli  7 maggio 2003

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