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L'ANNUNCIO DELLA DOTT.SSA BOISSELLIER DI AVER CLONATO UNA BAMBINA ha lasciato molte persone esterrefatte sebbene fosse nell'aria già da tempo. A seguito di tale notizia (sebbene debba essere ancora verificata la sua veridicità) sorgono diverse domande ma quella più importante che forse bisogna porsi non è quanto sia sicura questa tecnica o quale protocollo sia stato seguito ma perché farsi clonare. I sostenitori della clonazione affermano che essa rappresenta un estremo ed ultimo desiderio di riproduzione ovvero la clonazione fornisce la possibilità anche alle coppie con gravi ed insormontabili problemi di sterilità di avere un figlio. Dimentichiamo per un momento i rischi cui la madre va incontro a seguito dell'iperstimolazione con gonadotropine, mettiamo da parte la possibilità che compaiano malformazioni nel figlio clonato e scartiamo anche la scarsa efficienza del protocollo di clonazione attualmente usato: ma perché ricorrere alla clonazione? La risposta che se ne può ricavare è che la componente principale che alcuni di noi vogliono trasmettere ai figli è la propria carne ovvero i propri geni. Lo stesso vale per tutti coloro che ricorrono alla fecondazione assistita e sono ogni anno sempre più. Questo porta a credere che modi di dire come "sei carne della mia carne, sangue del mio sangue" riflettano un reale desiderio di trasferire nei figli copie di se stessi in quanto corpo ed in quanto geni. Che cosa significa? Un genetista di nome Richard Dawkins scrisse, all'inizio degli anni '70, che noi siamo totalmente pilotati dal nostro DNA il quale ha un unico desiderio ovvero replicarsi e trasmette copie di sé. Secondo Dawkins, dal nucleo di tutte le nostre cellule nascerebbe un sussurro che ci dice "riproduciti, replicati, fai copie di te stesso!". L'idea di Dawkins è stata fortemente criticata ed avversata perché l'uomo non è una semplice "macchina da sopravvivenza per il DNA" ma è qualche cosa di più grande, è cultura, è anima. E se invece Dawkins avesse ragione? Il fatto che alcune persone accettino l'idea di farsi clonare a scopo riproduttivo segna sicuramente un punto a suo favore. La maggior parte delle persone pensa che la clonazione non sia da realizzare perché frutto di un protocollo non sufficientemente sicuro, ma se un giorno lo diventasse? Quest'accanimento riproduttivo, in realtà gia presente in alcune tecniche di fecondazione assistita (quali ad esempio la procedura di prelevare spermatozoi più o meno maturi tramite aspirato testicolare per poi fare un'iniezione intracitoplasmatica dello spermatozoo nell'oocita), rivela molto su cosa la maggior parte di noi consideri come figlio e questo fa pensare che l'uomo sia molto meno libero di quanto non pensi!
Mauro Mandrioli 7 maggio 2003
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