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INTERVISTA A GIANANDREA GAIANI
"Aggressivi più semplici sono invece realizzabili in moltissimi paesi potenziando o modificando virus e batteri..."
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Gianandrea Gaiani trucco!

PARLIAMO DI BIOTERRORISMO con Gianandrea Gaiani...
   Si tratta di una minaccia sempre più concreta per diversi fattori concomitanti. Per essere chiari occorre premettere che sarebbe più indicato parlare di minaccia terroristica portata con armi chimiche, biologiche e radiologiche. Armi chimiche sono i gas, i nervini Sarin, Tabun e VX , i gas mostarda e yprite ; armi biologiche invece sono l'antrace, il botulino e i virus del vaiolo e della peste; per arma radiologica si intende la cosiddetta bomba sporca, quindi materiale radioattivo disperso nell'ambiente circostante con un esplosivo convenzionale.
   La minaccia si fa sempre più concreta per diversi fattori: uno di questi è la diffusione di conoscenze tecnico-scientifiche in buona parte del mondo, un altro la presenza di un buon numero di personale qualificato, un altro ancora la relativa facilità di reperire il materiale. Infine, c'è un discreto numero di soggetti disposti ad usare queste armi, anche in attacchi kamikaze.

- Chi possiede armi chimiche, biologiche e radiologiche?
   Occorre marcare un'ulteriore distinzione. Si può parlare di armi sofisticate e armi semplici. Riguardo alle prime solo alcuni paesi hanno le risorse per creare nuovi ceppi sofisticati di infezioni, virus, malattie e utilizzarli come armi. Aggressivi più semplici sono invece realizzabili in moltissimi paesi potenziando o modificando virus e batteri: ad esempio non occorre troppo per manipolare il batterio dell'antrace.

- Sono mai state usate?
   Ci sono paesi che ne hanno già fatto uso, come l'Iraq nella guerra contro l'Iran oppure contro la popolazione curda. Ci sono altri paesi che addirittura le hanno testate su reggimenti di propri militari, come Cina e Urss negli anni sessanta per verificare che tipo di effetti provocavano sulle truppe. Per la stessa "sindrome del Golfo" circolano voci circa un'arma biologica sconosciuta usata forse da Saddam per fermare gli americani mentre penetravano in Iraq. Il Pentagono ha smentito; personalmente sono abbastanza scettico, ma è difficile poter valutare, dal momento che molti dettagli restano dei segreti ben custoditi.

- Chi potrebbe usarle a fini terroristici?
   In passato il gas nervino Sarin è stato usato dalla setta giapponese Aum Shinrikyo. Ha fatto relativamente pochi morti, ma tantissime persone colpite non si sono più riprese. Oggi chi può usarle per prima è la rete di Al Qaeda. E' una rete efficiente e consolidata di decine di gruppi terroristici, tante cellule sparse in diverse nazioni che possono essere attivate in ogni momento. Prima, i sostenitori erano accomunati solamente dal fanatismo religioso, ora l'11 settembre e la campagna afgana li hanno indirizzati contro un nemico comune, gli Stati Uniti, cementandoli in un'entità che non è più riducibile ad un fenomeno di solo fanatismo religioso ma ad una vera identità politica.

- Quali sono gli obbiettivi sensibili del terrorismo?
   Gli Stati Uniti anzitutto e i loro interessi nel mondo. Poi i loro alleati, nel momento in cui si schierano apertamente contro il terrorismo e lo combattono. In passato, il punto di debolezza degli USA è stata la facilità con cui si poteva accedere al territorio americano per il quale non è difficile ottenere un visto turistico o studentesco. In Europa c'è un altro punto debole, che consiste nell'avere spesso dato asilo politico a profughi e perseguitati politici. Questi elementi, dapprima organizzati in gruppi che in patria si opponevano ai regimi dominanti se ora si sono collegati alla rete di Al Qaeda rappresentano un problema. Non sono pochi quelli che lo hanno fatto e in Italia ce ne sono diversi. Va sottolineato comunque che non è facile organizzare un attentato terroristico di vaste proporzioni. Un attacco terroristico con aggressivi chimici all'aria aperta ha molte probabilità di ottenere effetti limitati mentre in un luogo chiuso potrebbe compiere una strage.

- L'Italia è a rischio? Quali potrebbero essere gli obbiettivi sensibili?
   Sicuramente quelli più rappresentativi e i simboli istituzionali che fino ad oggi sono stati obiettivi solamente del terrorismo interno. Soprattutto adesso che l'Italia sarà impegnata sul fronte, nelle operazioni di guerra in Afghanistan, i rischi aumentano certamente. Sempre appetibili rimangono però gli obbiettivi americani in Italia: dalle basi ai consolati, dalle grandi corporations targate USA alle scuole americane.

- Come ci si può difendere da attacchi terroristici?
   Con la prevenzione e l'investigazione. L'intelligence italiana ha dato un enorme contributo dopo l'11 Settembre. Hanno dato frutto anche i controlli fatti negli anni passati che, grazie alla sempre maggior integrazione delle polizie, hanno reso possibile l'arresto di numerosi affiliati ad Al Qaeda.

- E nel caso di una guerra all'Iraq i rischi aumentano?
   Forse sì. L'Iraq aveva una discreta rete di spionaggio in Europa che finanziava gruppi terroristici, quindi alcuni link ci sono. Saddam stesso ha dichiarato che in caso di attacco si scatenerà un'ondata di attacchi terroristici; potrebbero essere usati anche come arma della disperazione. Il terrorismo è in fondo sempre stata l'arma degli sconfitti.




Gianandrea Gaiani. Collabora dal 1988 con numerose testate nazionali e straniere occupandosi di analisi storico-strategiche, studio dei conflitti e reportages dai teatri di guerra. Collabora con l'Istituto di Studi Militari Marittimi di Venezia e l'Istituto Superiore degli Stati Maggiori Interforze (ISSMI), presso il Centro Alti Studi Difesa (CASD) di Roma, per il quale ricopre il ruolo di titolare della disciplina "Operazioni Interforze e Multinazionali" tenendo e organizzando conferenze e dibattiti in relazione alle più importanti tematiche inerenti le operazioni militari. Dal marzo 2002 ricopre l'incarico di Segretario Generale del Centro Studi per la Difesa e la Sicurezza (CeSdiS) . Per conoscerlo meglio consulta on line il sito della rivista elettronica "Analisi Difesa" da lui diretta.

Biagio Oppi  19 febbraio 2003

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