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DAVANTI ALLA CLONAZIONE, quando qualche anno fa il mondo si è posto il problema etico, si pensava ci potessero essere due opinioni, opposte e categoriche: invece, anche a livello legislativo, esistono ora diverse sfumature tra i vari Stati, e appare alquanto improbabile, ormai, un accordo unanime a livello mondiale. La differenza tra clonazione terapeutica e riproduttiva è uno dei nodi cruciali della questione: identiche sul piano tecnico, la prima tende a creare embrioni per estrarne cellule staminali che possano curare il donatore stesso, mentre la seconda vede l'embrione impiantato in un utero, per dare alla luce un nuovo individuo. Gli USA nel 2001 hanno posto il veto su entrambi i tipi di clonazione umana, tagliando ogni finanziamento ad enti governativi: i centri privati, come testimonia Clonaid, possono però tuttora autofinanziarsi per questo tipo di ricerca. Anche in Giappone, pur con qualche piccola eccezione, la clonazione è considerata un crimine, mentre in Gran Bretagna, unica tra le nazioni europee, il governo Blair ha legalizzato pochi mesi fa la sola clonazione terapeutica, in particolare tutti gli aspetti riguardanti la ricerca. L'apertura inglese impallidisce davanti alla superpotenza cinese: nel Paese della Grande Muraglia non ci sono restrizioni di nessun tipo sulla manipolazione degli embrioni. Agli antipodi c'è la Francia, colonna etica della "vecchia Europa", che con il ministro Mattei ha vietato chiaramente ogni forma di clonazione, con pene fino a 20 anni di carcere per i trasgressori, puntualizzando che la clonazione riproduttiva coinvolge il codice civile, mentre quella terapeutica interessa le norme di comportamento sanitario. Molto severe, in accordo con i francesi, anche Germania e Austria, tra le più restrittive a livello mondiale anche sulla clonazione terapeutica, affiancate in questa linea legislativa da Italia, Spagna e Grecia, le quali hanno già ratificato, oltre che firmato, la Dichiarazione di Oviedo del 1997, che vieta la creazione di embrioni a fini sia riproduttivi sia di ricerca. Francia, Germania e Austria non hanno avuto bisogno di firmare la suddetta dichiarazione perché sono già regolate internamente da leggi ancor più severe; per l'Irlanda si parla invece di eccezione visto che ogni forma di clonazione risulta anticostituzionale in tutti i sensi. Paesi come Belgio, Finlandia, Danimarca, Lussemburgo, Portogallo, Svezia e Olanda, invece, hanno firmato a Oviedo, ma ancora non c'è stata una ratifica ufficiale; teoricamente vi si potrebbe clonare un essere umano senza avere ritorsioni, ma a livello pratico il divieto è solo rimandato e la Gran Bretagna rimane comunque, concretamente, la nazione più permissiva d'Europa. L'intero dibattito etico e politico sulla clonazione nel nostro continente ruota, in definitiva, da ormai cinque anni attorno alla Direttiva 98/44 dell'UE che distingue ciò che è brevettabile da ciò che non lo è in materia di biotecnologie. Sequenze genetiche ed elementi costitutivi del corpo umano sono stati definiti "non brevettabili", e l'Italia è stata l'unica a presentare ricorso, peraltro inutilmente, per estendere il veto ad animali e piante, che ormai tutti modificano geneticamente, seppure nel rispetto delle regole. Il rischio di vedere accettata la clonazione umana riproduttiva è stato comunque altissimo: 237 i voti a favore del divieto a livello europeo contro 230, davvero una manciata di schede. L'Italia è quindi definitivamente schierata con la Francia, e nei prossimi mesi dovrebbero essere stabilite pene più severe per i trasgressori, sul modello transalpino, che la faranno entrare nella schiera dei Paesi in assoluto più contrari alla clonazione umana. Intanto, però, il Bel Paese coltiva dentro i suoi confini una grossa contraddizione: lo scienziato romano Severino Antinori, palesemente favorevole alla produzione di embrioni clonati, ogni giorno rilascia dichiarazioni sempre più provocatorie. Tra le più recenti: "Non clonerei mai un individuo personalmente, ma indicherei agli interessati Paesi come l'India, il Messico, l'Ucraina e gli Emirati Arabi dove non ci sono proibizioni di questo genere...". Due giorni dopo queste parole, pronunciate il 9 marzo scorso, ecco la notizia, mai confermata, che Antinori abbia clonato una donna a Dubai, dove è stato visto più volte.
Valerio Gagliardelli 7 maggio 2003
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