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Ancora un remake. Ce n'era proprio bisogno?
Innanzitutto questa inglese vissuta ai tempi della regina Vittoria che va in
Siam ad insegnare l'inglese ai 58 figli del re è stata una donna eccezionale
e merita che la sua storia venga raccontata. Straordinario é inoltre il
periodo storico in cui l'incontro avvenne e io avevo una gran voglia di
girare un film sull'Oriente, un argomento che mi affascinava ma nel quale
non ero mai entrata direttamente.
E le è piaciuto questo vaneggiato Oriente?
Anche se sembra assurdo la vera sensazione di trovarmi in oriente l'ho avuta
solo quando ero sul set. Il film é stato girato in Malesia perché la
Thailandia, il vecchio Siam, ha fatto tante di quelle obiezioni che alla
fine abbiamo lasciato perdere. Anche la Malesia comunque è cambiata: i Mc
Donald's si sprecano.
Cosa non è piaciuto al governo thailandese?
Alcuni particolari del copione. Ad esempio non hanno voluto accettare che il
Re potesse giocare con la figlia.
Anche in questo film lei interpreta il ruolo di una donna forte, non mi dica
che è un caso.
Prima di tutto guardo la sceneggiatura, poi il regista, poi gli altri attori
e solo per ultimo il mio ruolo. Visto però che mi propongono sempre ruoli da
protagonista è inevitabile che siano donne di carattere, donne che sanno
andare avanti.
Si dice che non interpreterà il seguito de "Il silenzio degli innocenti"
perché ha trovato la sceneggiatura troppo violenta. È vero?
No, sono solo chiacchiere. La verità è che ho amato molto quel ruolo e vorrei che mantenesse coerenza anche nel nuovo film. In realtà sarò impegnata a
dirigere un film mio, una storia ambientata in un circo con uno sguardo a
Fellini.
Alessandra Meo 20 gennaio 2000
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