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Le uscite cinematografiche più recenti recensite dallo staff di Stradanove
A cura di Davide Gualandi e Calogero Messina

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Ocean's Eleven trucco!

Ocean's Eleven
Tit. Or.: Ocean's Eleven (USA, 2001)
Regia: Steven Soderbergh
Durata: 116'
Cast: George Clooney, Julia Roberts, Brad Pitt, Matt Damon

   DANNY OCEAN (GEORGE CLOONEY), RECENTEMENTE USCITO DI GALERA, È UN PROFESSIONISTA DEL FURTO. SEMBRA CHE RUBARE sia l'unica attività capace di soddisfarlo. Assolda dieci collaboratori, tra vecchie e nuove conoscenze, per svaligiare il cavò che raccoglie l'incasso di tre casinò di Las Vegas, il Bellagio, il Mirage e l'MGM Grand, tutti di proprietà di Terry Benedict (Andy Garcia). Soderbergh re-interpreta l'originale con Frank Sinatra concependo un film-vetrina del suo talento. Era prevedibile, dopo una serie di pellicole che sottolineavano l'amore del regista per certe icone e culture del passato.
   Ocean's Eleven sembra infatti il terzo capitolo di una trilogia, iniziata con Out Of Sight e The Limey (L'Inglese), dedicata al crimine più "aristocratico" ed amabile. In Ocean's Eleven la macchina di Soderbergh ha occhi solo per queste costosissime star, impegnate in continui ammiccamenti e battute ad effetto, nel tentativo di sottolineare lo charme degli scaltri furfanti da loro interpretati.
   Parte del pubblico non si ferma a riflettere, conquistato dai noti volti di Pitt, Clooney e Roberts, il resto della platea si annoia davanti a questo cinema particolarmente vuoto; sotto lo scintillante involucro disegnato da un maestro di stile come Soderbergh, non è purtroppo custodita alcuna storia. (d.g.)

Cuori in Atlantide
Tit. Or.: Hearts In Atlantis (USA, 2001)
Regia: Scott Hicks
Durata: 101'
Cast: Anthony Hopkins, Hope Davis, David Morse, Anton Yelchin, Mika Boorem

   TRATTO DAL RACCONTO "UOMINI BASSI IN SOPRABITO GIALLO" (CONTENUTO APPUNTO NEL ROMANZO AD EPISODI “CUORI IN ATLANTIDE”) di Stephen King, l’ultimo film di Scott Hicks (il regista di “Shine”) racconta la storia di Bobby Garfield, tipico ragazzino della provincia americana, destinato, oltre che a provare le emozioni del primo amore, a godere dell’amicizia dell’anziano Ted Brautigan (Anthony Hopkins).
   Scott Hicks assembla un ottima trasposizione, che concede tantissimo all’occhio dell’audience, senza scendere troppo nelle viscere dei suoi personaggi. C’è la magia tipica delle migliori versioni cinematografiche dei romanzi di King, quella che in parte mancava a “The Green Mile”. Il manierismo di Hicks, fanatico della fotografia edulcorata (ricordate il non del tutto riuscito “La Neve cade sui cedri”?) funziona perfettamente. Cuori in Atlantide è una rivisitazione new age di “Stand By Me”, un film che narra del processo di crescita adolescenziale con un occhio particolare per la purezza dei rapporti che spesso legano i bambini a certi adulti. Per Hopkins è una passeggiata, ma è inevitabile concedergli l’ennesima nota di merito. (d.g.)
Lucky Break trucco!      

Lucky Break
Tit. or.: Lucky Break (Gran Bretagna, 2001)
Regia: Peter Cattaneo
Durata: 112'
Cast: James Nesbitt, Olivia Williams, Ron Cook, Frank Harper, Lennie James, Bill Nighy, Christopher Plummer, Timothy Spall, Peter Cattaneo, Uri Fruchtmann, Barnaby Thompson

   IL SUCCESSO MONDIALE DEL SUO FILM D’ESORDIO “FULL MONTY” NON DEVE AVERLO SPAVENTATO SE ALLA SUA SECONDA PROVA IL REGISTA INGLESE Peter Cattaneo sceglie ancora una commedia, e come protagonisti di nuovo un gruppo di uomini che hanno il difficile compito di risorgere dopo aver toccato miseramente il fondo. In “Lucky Break” il gruppo è composto dai carcerati della prigione britannica di Long Rudford che decidono di mettere in scena un musical, scritto da Mortimer (Christopher Plummer), l’appassionato filodrammatico direttore del carcere.
   Nel ruolo principale della commedia, l’ammiraglio Nelson, c’è il piccolo delinquente Jimmy Hands (James Nesbitt), che intravede nello spettacolo un’opportunità di fuga. E mentre gli altri detenuti-attori si appassionano sinceramente allo spettacolo, Jimmy si innamora della coprotagonista Lady Hamilton, ovvero Annabel (Olivia Williams), responsabile dell’Unità di sostegno e Riabilitazione della prigione, e nel fatidico giorno della “prima” dovrà prendere un’ardua decisione: prevarrà la fuga o l’amore?
   Peter Cattaneo, dopo averci conquistato con la sua storia di ex operai con un futuro da spogliarellisti, ritenta la carta di un racconto malinconico/divertente e, se probabilmente è meno brioso e scoppiettante del primo film, sicuramente guadagna in introspezione psicologica disegnando personaggi con leggeri e precisi tratti che ce li rendono immediatamente familiari. Come nel caso del direttore del carcere ed eccentrico amante della musica Graham Mortimer al quale l’interpretazione del grande Christopher Plummer (forse memore della sua prova nel musical “Tutti insieme appassionatamente”?) offre coloriture vivaci e doti di simpatia innate e naturali. (c.m.)

La vera storia di Jack lo Squartatore
Tit. Or.: From Hell (USA, 2001)
Regia: Albert Hughes, Allen Hughes
Durata:137'
Cast: Johnny Depp, Heather Graham, Ian Holm

   LA PIOGGIA E LA NEBBIA, NELL’IMMAGINARIO COLLETTIVO, FANNO ORAMAI PARTE DELLA SCENOGRAFIA DI UNA CITTÀ COME LONDRA . E probabilmente mai come nel nefasto autunno del 1888 i caratteristici elementi climatici della capitale, quasi a voler accentuare la delirante atmosfera di terrore, imperversarono sulla città con pesante ostinazione. Almeno è quello che ci mostrano i fratelli registi Allen e Albert Hughes raccontando i cinque efferati e ritualistici omicidi che in sole dieci settimane Jack Lo Squartatore commise in città: una Londra buia e minacciosa, che nelle rarefatte e scure luci del direttore della fotografia Peter Deming diventa complice del più famoso ed enigmatico serial killer della storia. Ispirato a un famoso racconto a fumetti, “From Hell” fornisce una significativa interpretazione psicologica dell’orrenda leggenda di Jack Lo Squartatore e svela una presunta e terrificante macchinazione che coinvolge i poteri forti inglesi di quei tempi. Al centro della vicenda ci sono cinque prostitute che condividono una disperata amicizia che si fa sempre più stretta man mano che le loro fila vengono decimate dallo spietato omicida. L’unica a salvarsi è Mary Kelly (Heather Graham) che, grazie alla fiducia riposta nell’ispettore Abberline (Johnny Depp), riesce a sfuggire al mostro. Non vi sveliamo il finale misterioso del film, ma vi riveliamo invece la presenza e la prova di uno degli attori più amati e ricercati del nostro cinema: Ian Holm (Sir William Gull), al quale auguriamo una pronta guarigione per poterci continuare a regalare i suoi indimenticabili personaggi. (c.m.)

Momo alla conquista del tempo trucco!      

Momo alla conquista del tempo
Tit. Or.: Momo alla conquista del tempo (Italia, 2001)
Regia: Enzo D'Alò
Durata: 75'

   AD ENZO D’ALÒ SI DEVE SICURAMENTE LA RINASCITA DELL’ANIMAZIONE IN ITALIA. PRIMA CON “LA FRECCIA AZZURRA”, il capolavoro del 1996 con le musiche di Paolo Conte, e successivamente nel 1998 con il successo de “La Gabbianella e il Gatto”, Enzo D’Alò ha dato un enorme scossone all’addormentato mondo dell’animazione italiana, che da quelle date ha cominciato a riprendere la sua attività a pieno ritmo.
   E il Natale 2001 ci presenta il nuovo e atteso film d’animazione di D’Alò: “Momo. Alla conquista del Tempo”. Tratto dal romanzo omonimo dello scrittore tedesco Michael Ende, l’autore de “La storia Infinita”, la pellicola racconta la storia della dolce e timida bambina Momo e delle sue incredibile avventure per sconfiggere i Signori Grigi, una banda di diabolici esseri che ha lo scopo di rubare il tempo degli uomini.
   Coraggiosa e azzeccata la scelta di affidare il commento sonoro di questa “parabola” sul valore del tempo, che se speso male ci allontana dai veri valori della vita, alla musica rock di Gianna Nannini, che bene ha saputo cogliere l’atmosfera magica e sospesa del film creando suoni e parole (con il contributo della scrittrice “maledetta” Isabella Santacroce) che non si limitano a fare da sottofondo alla storia, ma ne esaltano gli stati d’animo. Così come le voci di Giancarlo Giannini, Diego Abatantuono, Sergio Rubini, Neri Marcorè e della piccola Erica Necci regalano ulteriori emozioni alla storia della piccola Momo, che da crisalide introversa e timida si trasforma in una farfalla eroica e combattiva. (c.m.)

South Kensington
Tit. or.: South Kensington (Italia, 2001)
Regia: Carlo Vanzina
Durata: 90'
Cast: Rupert Everett, Elle McPherson, Enrico Brignano, Judith Godrèche

   DOPO “NOTTHING HILL” CON HUGH GRANT E JULIA ROBERTS, È IL TURNO DI UN ALTRO AFFASCINANTE QUARTIERE LONDINESE, South Kensington, pronto a salire alla ribalta cinematografica per merito della consolidata ditta Vanzina Bros, che ha deciso di ambientarvi il suo nuovo film in stile “sophisticated comedy”. Storia di un gruppo di studenti e impiegati italiani in trasferta a Londra, “South Kensington” racconta le avventure di Antonio (Gianpaolo Morelli), in città per imparare l’inglese, e di Francesco (Enrico Brignano), un bancario della City, che dividono lo stesso appartamento dell’impoverito Lord Nick Brett (Rupert Everett), che affitta le camere della sua casa per fare fronte ai debiti lasciategli dal padre.
   Tra storie d’amore complicate ma dal lieto fine come quelle di Francesco, che riesce a conquistare la ricca e bella Camilla Fox (Elle MacPherson), e di Antonio, che riesce a far breccia nel cuore di Susanna (Judith Godreche), intrighi segreti e comicissime peripezie, Carlo Vanzina alla regia e suo fratello Enrico alla sceneggiatura divertono con una commedia semplice, pulita e “old style”. E che trova nell’interpretazione, con un perfetto accento italiano, di Rupert Everett un pregiato marchio di garanzia che attesta la qualità di una commedia sofisticata d.o.c., dimostrando come anche i nostri registi siano capaci di fare commedie non solo… all’italiana! (c.m.)

La redazione  09-01-2002

trucco! - Leggi l'intervista a Peter Cattaneo

- Carlo Vanzina e Rupert Everett raccontano l'esperienza sul set londinese di "South Kensington"

- Enzo D'Alò ci racconta il suo amore pe ril cinema d'anomazione

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