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QUANDO I CONFRONTI SONO ONESTI E DIRETTI, SONO SEMPRE INDICE DI PROFONDO RISPETTO E AMMIRAZIONE CHE le due controparti nutrono ciascuno nei confronti dell’altra. E tale deve essere stato il confronto tra Dacia Maraini e Franco Giraldi, che non nascondendo “aspri” scontri in fase di sceneggiatura, allo stesso tempo confessano una profonda ammirazione per il lavoro di ciascuno. Ma Dacia Maraini, “reduce” dal film di Roberto Faenza tratto dal suo libro “La lunga vita di Marianna Ucrìa”, e Franco Giraldi, che spesso ha attinto dal mondo degli scrittori per trarre ispirazione per i suoi film, sono concordi e solidali nel voler mantenere viva l’attenzione ed accesi i riflettori sulle “violenze contro le donne”. Situazioni che, al di fuori dei casi altisonanti di cronaca nera, colpiscono per l’atavica e silenziosa sopraffazione che si consuma lentamente nella vita delle donne di tutti i giorni.
Come nascono i diversi cambiamenti che ha apportato rispetto al libro? FRANCO GIRALDI Quando la produttrice mi ha proposto il romanzo l’ho letto e studiato molto bene. Con i miei sceneggiatori abbiamo scritto una prima stesura molto fedele ai dati temporali e locali del libro, ma dal punto di vista cinematografico non ci convinceva molto. Il romanzo era uscito nel ’94 ed era ancora intriso dei modelli di vita degli anni Ottanta. Io invece ho cercato di attualizzare la storia rimanendo soprattutto fedele al nucleo del romanzo, ossia raccontare la violenza contro le donne. Non solo la violenza fisica ma anche quella più sottile e dolorosa legata al gioco di seduzione o di plagio. E per fare emergere questo ho sentito la necessità di cambiare i personaggi e la vita circostante. DACIA MARAINI Io e Franco abbiamo litigato con molto affetto e questo lo trovo molto bello. Anche se devo confessare che non sono assolutamente d’accordo sul diverso finale. FRANCO GIRALDI Il problema era che cinematograficamente non avrebbe retto il mistero e la suspence un assassino come quello proposto nel libro. E poi ero interessato a mostrare un delitto come un corto circuito… così come tanti delitti dell’attualità succedono spesso senza un perché, in modo insensato e sciocco.
E la scelta di ambientare questo giallo a Genova? FRANCO GIRALDI Genova è una città che incuriosisce molto, una città di “passaggi”, di gente che scorre così come i personaggi di “Voci” si muovono ininterrottamente, mai fermandosi in un luogo preciso, anzi sempre scoprendone di nuovi.
Il suo libro è ispirato a fatti di cronaca reale? DACIA MARAINI La storia nasce dalla constatazione di come molti delitti restano impuniti. Ho fatto molte ricerche e consultando gli archivi della Polizia ho scoperto come molte omicidi di donne sono accomunati da una costante inquietante: la maggior parte di loro ha aperto la porta al proprio assassino. Così come ho rilevato pochi delitti di cui le autrici siano donne, e questo perché la donna culturalmente è portata a rivolgere la sua violenza contro se stessa. Tutti questi elementi sono stati la base di partenza del mio romanzo.
Come nasce la scelta della protagonista Valeria Bruni Tedeschi? FRANCO GIRALDI E’ stata la prima scelta. L’avevo già vista nei film “La seconda volta” e “La parola amore esiste”, e leggendo il romanzo ho subito pensato a lei… DACIA MARAINI Su questa scelta non abbiamo avuto alcuna discussione: Valeria è una protagonista perfetta… ha un modo di guardare misterioso ed accigliato… anche come si muove esprime il rapporto difficile che la mia Michela ha con la realtà.
Le piacerebbe debuttare nella regia come sta facendo la sua illustre collega Susanna Tamaro? DACIA MARAINI Assolutamente no… è un altro mestiere ed io faccio già tanta fatica a fare quello di scrittrice. Il mio mondo è la parola!
Calogero Messina 20-05-2002
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