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AZZECCATA L’IDEA DEL REGISTA ESORDIENTE DARIO MIGLIARDI DI “AFFIBBIARE” IL RUOLO di Un Aldo qualunque, spaesato “puro” nei caotici e densi di avvenimenti Anni Settanta, al “Medioman” per eccellenza Fabio De Luigi. Con il suo ben noto volto/maschera di uomo qualsiasi che abbiamo imparato ad amare negli episodi televisivi della domenica sera, De Luigi veste alla perfezione i panni di Aldo Chimenti, ed anche se alla regia non trova quei mattacchioni della Gialappa’s Band può allo stesso modo confidare nella guida di Dario Migliardi, che ne riesce ad esaltare con maggior vigore i suoi lati malinconici e dolcemente imbranati.
Come nasce la scelta di ambientare il suo film d'esordio nel 1978? DARIO MIGLIARDI: Il film è una fiaba sui sentimenti e l'amicizia... gli Anni Settanta sono solo un pretesto, la cornice ideale dove far muovere un personaggio come Aldo. Anni di forte differenze e contrasti: in tal modo l'incontro del mio protagonista con un tipo agli antipodi come Bruno diventa lo specchio di una generazione e di tempi fortemente antitetici.
Peraltro il film si fa apprezzare anche per una ricostruzione minuziosa e dettagliata, a livello scenografico e di costumi, di quel periodo... DARIO MIGLIARDI: Il '78 fu un anno fuori dall'ordinario, ed ho voluto una ricostruzione precisa proprio per dare credibilità alla storia d'amicizia dei due protagonisti e così renderla universale. Ho molto amato film come 'Together' o 'East is East', ambientati negli anni Settanta, ed ho ammirato come avessero data vita ad una ricostruzione di quegli anni veramente perfetta.
Ma è stato un lavoro complicato? DARIO MIGLIARDI: Veramente difficile: è stato uno sforzo enorme e forse, paradossalmente, forse oggi è più facile realizzare un film ambientato negli anni '40 o ai tempi di Napoleone che non negli anni Settanta! Devo personalmente ringraziare la tecnologia digitale che ci ha permesso di coprire e cancellare le "sviste" storiche nelle quali inevitabilmente siamo incappati!
Dov'era Fabio De Luigi nel ‘78? FABIO DE LUIGI: Avevo 11 anni... e di quegli anni ho solo vaghi ricordi, ma ho bene impresso nella memoria quando la mia vicina di casa entra nel nostro giardino per darci la notizia della morte di Moro...e poi naturalmente ricordo i Mondiali!
Ma è riuscito comunque a farsi un'idea di quella generazione? FABIO DE LUIGI: Credo che anche i nostri anni siano ricchi di contrasti come i Settanta… forse allora c'era più chiarezza... due mondi contrapposti ben delineati ed opposti. Oggi la situazione è più torbida e queste contrapposizioni... sfortunatamente... non sono così nette!
Come ha lavorato con il bravo direttore della fotografia Arnaldo Catinari? DARIO MIGLIARDI: E' stata una bellissima esperienza! Io avevo molto apprezzato il suo lavoro per il film Almost Blue, e quindi è stato un vero piacere poter lavorare con lui. Come riferimento gli ho proposto il film di Cameron Crowe 'Almost Famous' ed abbiamo cercato di lavorare sulle tonalità di luci e colori di quel film ambientato proprio negli anni ‘70 americani! Avendo inoltre fatto diciassette giorni di prove con gli attori, conoscevo perfettamente come muovere la macchina da presa "su" ciascuno di loro: Fabio ha una mimica straordinaria ed ho suggerito ad Arnaldo di stargli praticamente attaccato addosso; Battiston parla con gli occhi e quindi gli ho chiesto di illuminargli gli occhi... insomma un lavoro di collaborazione veramente proficuo!
Come sei riuscito ad entrare nei panni di Aldo? FABIO DE LUIGI: Sinceramente Dario ha impiegato diversi giorni per convincermi: si era proprio fissato con me! Io gli dicevo di guardarsi attorno... che c'erano tanti bravi attori pugliesi in giro... ma lui, testardo, insisteva! Superato il problema della "lingua", anche perché non volevo che il mio personaggio risultasse una macchietta ma volevo che fosse altamente credibile, non ho avuto particolari problemi nell'interpretare Un Aldo qualunque!
Come si sta lontani dalla satira? FABIO DE LUIGI: Si sta bene... anche se io non ne faccio molta! A dire il vero mi "girano" spesso e sicuramente mi piacerebbe farne di più! Ma il cinema per fortuna è qualcos'altro....
Progetti futuri? DARIO MIGLIARDI: Innanzitutto devo sostenere strenuamente questo mio esordio e poi mi dedicherò al mio secondo film... ben sapendo che l'opera numero due è ancor più difficile della prima! Stiamo già iniziando a scrivere il soggetto e posso anticipare che racconterò la storia di un mago! FABIO DE LUIGI: Diverse proposte di cinema in cantiere tra le quali il progetto di un film per la Fandango di Domenico Procacci... una storia su un gruppo di liscio romagnolo. Nel frattempo continuo le repliche dello spettacolo teatrale "Irma La Dolce" con Stefania Rocca e proseguo le mie incursioni televisive con il gruppo della Gialappa's.
Calogero Messina 02-12-2002
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