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ENRICO PAU, EMANUELA CAU, VANNI FOIS E CARMINE RECANO
Enrico Pau: 'La mia Cagliari tra boxeur di ieri e di oggi'
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Una scena del film trucco!

PESI LEGGERI È UN FILM URBANO CHE TRA NATURALI SCENARI, QUOTIDIANE STRADE E palazzi, sviluppa e vive le sue storie. Il mare, i molteplici angoli, la sua luce africana, le periferie, le strette strade del centro, le lunghe salite e discese che Cagliari ha offerto come sfondi di queste storie sono i confini e gli orizzonti di qualsiasi metropoli del mondo. Ed il regista Enrico Pau volutamente è riuscito a renderla unica nella sua specificità e allo stesso tempo universalità, perfetta scenografia dei sogni di rivalsa dell’uomo. Così tra boxeur di ieri e di oggi, il regista cagliaritano debutta sul grande schermo per raccontare in modo autentico e poetico una città del mondo, ring di gioie, dolori, sconfitte e vittorie quotidiane.

Come nasce la storia di Pesi Leggeri?
   ENRICO PAU Il film nasce da un documentario. La Sardegna, e soprattutto la città di Cagliari, ha tra i suoi valori più forti uno sport come il pugilato… e così per diverso tempo ho fatto una full immersion in questo mondo dove ho conosciuto pugili di straordinario valore, scoprendo la profonda umanità di questi uomini e delle loro storie. Uno degli aspetti che mi ha maggiormente colpito vedendo questi ex pugili divenuti allenatori di giovani ragazzi è come il confronto tra queste generazioni sia schietto e sincero. Li ho visti comunicare con un linguaggio che è fatto di gesti, poche parole ma tutte giuste, semplici e piene di buon senso. Ed ho scoperto che la “didattica” di questi vecchi atleti non ha niente di moralista.

Il suo film esce dai cliché di un cinema sardo che raccontava storie agropastorali, di banditi sardi…
   ENRICO PAU Sì, è vero ma vorrei sottolineare che è già da anni che la “nostra” cinematografia ha raccontato ed espresso altre storie. Registi come Gianfranco Cabiddu o Antonello Grimaldi ne sono una testimonianza. Io volevo raccontare una storia universale in una Sardegna dei nostri giorni… e raccontare una città come Cagliari, così particolare nelle sue vedute e nei suoi umori, eppure così simile a tanti grossi centri urbani d’oggi.

Ma il film nasce anche da un romanzo?
   ENRICO PAU Il romanzo Pesi Leggeri di Aldo Tanchis è nato in realtà dopo la sceneggiatura. Ha voluto continuare a lavorare su questa storia, che alla fine, rispetto al film, presenta diverse sfumature e nuovi sviluppi.

Ma perché per il suo debutto ha scelto proprio una storia di pugili?
   ENRICO PAU Io sono nato e cresciuto in mezzo allo sport: mio padre era un giocatore di calcio famoso negli anni ’40, è stato anche capitano del Cagliari. Mi ricordo che quando si andava in giro insieme per la città tutti lo riconoscevano, ci salutavano e si incontravano valorosi pugili con i quali ci si fermava a parlare…diciamo che lo sport fa parte del mio codice genetico ed è stato quasi istintivo raccontarlo al cinema.

Quali sono stati i suoi riferimenti cinematografici?
   ENRICO PAU A me interessava uscire dai cliché dei film sui pugili, e quindi niente riprese alla Scorsese, per intenderci, con uso del ralenty per ogni goccia di sudore o di sangue che schizza via dalla faccia di un pugile. Il mio è quasi un racconto documentaristico, essendo anche poco interessato all’aspetto tecnico della macchina da presa. Il mio riferimento preciso è stato Rocco e i suoi fratelli: vera palestra e boxeur che se le danno seriamente… Visconti aveva un’attenzione per i particolari che oggi sta invece scomparendo nel cinema italiano.

Il film è stato già visto a Cagliari?
   ENRICO PAU Pesi Leggeri è rimasto nelle sale cagliaritane per due mesi: è stato il dodicesimo incasso della città dopo dieci film americani e L’ora di religione.

Perché la scelta di una palestra così poco attuale, moderna e diversa da quelle che invece vediamo nelle nostre città?
   ENRICO PAU E’ stata una scelta voluta: la palestra è stata ricostruita seguendo il modello di quelle degli Anni Sessanta. Mi piaceva l’idea di questa atemporalità del film… ci sono pochi riferimenti infatti alla realtà in cui viviamo, e volevo sospendere questa storia in una sorta di atmosfera fiabesca.

Che rapporto aveva con la boxe prima di girare questo film?
   EMANUELA CAU Ero molto lontana da questo mondo, e a dire il vero un po’ lo disprezzavo. Ma adesso ne ho una considerazione diversa: durante le riprese ho conosciuto molti di questi valorosi pugili e ne ho scoperto e riconosciuto la loro profonda umanità?

Ma come il tuo personaggio di Maddi che si pone mille dubbi, tu ti fidanzeresti con un boxeur?
   EMANUELA CAU Ho scoperto l’umiltà e la grande forza di volontà di questi atleti… che poi sono qualità che apprezzo in un uomo e per cui la mia risposta è sì… mi fidanzerei con un pugile!

E’ stato difficile interpretare il ruolo del pugile Nino?
   CARMINE RECANO Fisicamente sì… un mese e mezzo prima dell’inizio delle riprese mi sono trasferito a Cagliari ed allenato duramente in palestra. Il profondo rispetto reciproco ci ha poi permesso di lavorare serenamente e con notevoli risultati!

Come nasce il personaggio di Trudu?
   VANNI FOIS Nasce grazie alla volontà di un regista come Pau, che non tende mai a caratterizzare i suoi personaggi. Per me è stata un’esperienza unica, e lavorare con registi che cercano la verità dei personaggi spingendoti a dare il meglio di te stesso è molto difficile ma sicuramente rende il nostro lavoro d’attori molto più interessante.,

Calogero Messina  14-10-2002

trucco! - Leggi la recensione di "Pesi leggeri"

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