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LA SICUREZZA DEGLI OGGETTI
Un classico sobborgo residenziale americano: gente normale che conduce una vita normale...
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Glenn Close trucco!

Titolo originale: The safety of objects
Regia: Rose Troche
Cast: Glenn Close, Dermot Mulroney, Patricia Clarkson, Joshua Jackson
Nazione: Usa/UK
Genere:Drammatico
Durata: 120'

   LA CHITARRA DI PAUL GOLD (IN COMA A CAUSA DI UN INCIDENTE STRADALE) È SEGRETAMENTE AMATA DALLA SORELLA JULIE; una macchina, messa in palio da una radio in uno di quei assurdi concorsi della provincia americana (chi resiste più tempo a stare con le mani appoggiate al veicolo se lo aggiudica!) diventa lo strumento di Ester (la donna che si prende cura giorno e notte di suo figlio Paul) per vincere i propri sensi di colpa per essersi allontanata da sua figlia Julie; elettrodomestici e giocattoli sono gli aridi gesti d’amore che il super impegnato avvocato Jim Train riserva alla sua famiglia mentre la bambola Tanya (sorta di Barbie in versione mora), nel “delirio” adolescenziale” del giovane Jake, batte le ciglia ed ammicca sensualmente provocando l’imberbe fanciullo.
   Questi sono solo alcuni degli oggetti dal cui possesso uomini e donne ricavano la fragile/solida corazza dentro la quale nascondere sentimenti, paure e difficoltà di comunicare con gli altri. E la regista Rose Troche (Go Fish, Camere e corridoi), ispirandosi ai racconti di A.M. Homes, segue ne "La sicurezza degli oggetti" l’affascinante, infernale e pericoloso percorso di personaggi in un viaggio senza ritorno, approdando ad una vita dove gli oggetti o beni materiali fanno “il bello o il cattivo tempo” di esistenze al limite. Se Robert Altman, dopo aver letto i racconti di Carver, aveva fotografato in "America oggi" un'umanità disperata limitandosi a commentare i fatti con lucidità, dolente partecipazione e una libertà che lasciava allo spettatore la possibilità del giudizio ed immedesimazione, Rose Troche, raccontando le vicende incrociate di quattro famiglie di un quartiere residenziale della provincia americana, ci fa scivolare dentro vite di uomini soli, annoiati, angosciati e psicopatici con i quali è difficile però stabilire un’ empatia .
   Personaggi cinici e duri (la mamma Glenn Close ne è un perfetto esempio nella sua freddezza e stranezza di comportamenti) che “l’oggetto” cinema astrae, incapace di riscaldare cuore ed occhi di spettatori poco abituati ad osservare le zone buie ed oscure delle proprie vite.

Calogero Messina  19-11-2002

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