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MISTER LUCHERINI NE HA INVENTATA UNA DELLE SUE: IL COMIZIO/CONFERENZA STAMPA"! Aiutato dall’estro gigionesco di un artista come Luca Barbareschi, inaugura la conferenza stampa di presentazione del suo film, "Il trasformista", facendolo salire alla ribalta dietro un palchetto stile campagna elettorale e da lì arringare e circuire la platea di giornalisti che assiste divertita all’inusuale performance. E Barbareschi, sempre su indicazione del "deus ex machina" Lucherini, ricorre più volte alla sua "maschera" di politico in carriera per provocare, occupando la posizione dietro il "leggio", buona parte della stampa (ma più in generale un sistema culturale italiano che spesso incasella ed etichetta con superficiale leggerezza) che a denti stretti deve riconoscergli il merito di aver realizzato un onesto e dignitoso film di cui, inconsapevolmente, se ne avvertiva la necessità e l’urgenza. Da dove nasce la spinta a realizzare un film contro la politica? LUCA BARBARESCHI Dalla constatazione di come vi sia uno scollamento tra la società civile ed il mondo politico. E poi, visto i recenti e tragici fatti di cronaca, spero che il mio film servi a sensibilizzare l’opinione pubblica sui i temi e le questioni dell’emergenza ambientale. Inoltre ho voluto raccontare l’odissea di un "puro" che, a contatto con i "salotti" della politica romana, precipita in un vortice dal quale difficilmente potrà riemergere.
Quanto di autobiografico ha messo in questo suo nuovo lavoro? LUCA BARBARESCHI Quando uno scrive, inevitabilmente qualcosa della propria personalità si riversa nelle storie che sta creando. Io non ho mai fatto politica direttamente, anche se conosco molto bene i salotti della politica italiana, ma sicuramente nel percorso di "trasformazione" del mio protagonista c’è la maturazione di un uomo di una certa età nel quale mi riconosco. E se ho dedicato il film alla mia prima moglie è proprio perché mi ha conosciuto bene ed è stata la principale testimone e "vittima" dei miei cambiamenti.
Ma il suo atto d’accusa contro un modo ed un sistema di fare politica è soprattutto un attacco contro il governo attuale di centrodestra? LUCA BARBARESCHI Se un artista fa un film sul potere è buona regola punzecchiare chi sta effettivamente al governo… ma continuo a ribadire come Il Trasformista sia principalmente un atto d’accusa contro un sistema "viziato" di fare politica.
Come nasce il cast azzeccatissimo del suo film? LUCA BARBARESCHI Forse l’unico pericolo di questo film è proprio il mio nome in mezzo ad un cast d’attori tutti strepitosi: dal punto di vista del marketing non sono un tipo molto facile da "piazzare"! Ringrazio di vero cuore tutti gli attori del mio film: è la prima volta che lavoro in un film dove mi sono sentito sostenuto da tutti loro!
Ma lei è stato mai tentato di impegnarsi direttamente in politica? E cosa pensa del modo di fare politica del regista Moretti? LUCA BARBARESCHI Ad ogni tornata elettorale mi propongono di candidarmi e la mia risposta è sempre la stessa: grazie, no! Vengo da una famiglia di radicate tradizioni politiche… in casa mia si è sempre parlato di politica e molti dei miei amici attuali sono dei politici di "professione". Credo che sarei un pessimo politico se il modo di fare e gestire la politica è quello che abbiamo sotto gli occhi di tutti. Ho 46 anni e non sono ricattabile da nessuno: questo, se da un lato è un valore, per come è invece il sistema politico è un insormontabile limite! In molti hanno pensato, quando il centrodestra ha vinto le elezioni, che chissà quali cariche avrei ricoperto, ma niente di tutto questo è successo e così continuo ad essere un semplice cittadino fiero della propria onestà intellettuale… che però continua a sognare di poter un giorno fare il politico! Moretti ha sempre fatto politica: credo soltanto che, se dobbiamo stare a guardarlo mentre organizza girotondi in mezza Italia, questo sia un chiaro e grave sintomo dello stato di salute della politica italiana. Adesso sono soltanto curioso di vedere come saprà gestire questa "nuova" popolarità che gli è stata tributata non per meriti artistici!
Proprio Nanni Moretti nel 91 con Il portaborse aveva colto un disagio latente della società civile e politica di quegli anni… siamo alla vigilia di tangentopoli: crede che anche il suo film sia riuscito a cogliere un malcontento sociale e civile sempre più diffuso tra i cittadini? E’ stato mai tentato da un lieto fine per la sua storia? LUCA BARBARESCHI Non ho fatto nessun calcolo a tavolino anche perché è da più di due anni che sto dietro a questa storia. Per cui il fatto che il film esca adesso, magari cogliendo un latente malessere civile, credo sia una semplice coincidenza, anche se sinceramente penso che l’artista abbia una piccola antenna che gli permetta in anticipo di captare sentimenti, emozioni e malumori. E’ vero che sono stato tentato da un lieto fine: ma durante le riprese mi sono "ravveduto"… sarei andato contro la mia proverbiale e famosa "cattiveria"!
Ma alla fine lei, politicamente, da che parte sta? LUCA BARBARESCHI Mi sento molto vicino a Rauti, Bertinotti e Mastella messi insieme! Scherzi a parte, ho votato per il Polo ma come tanti la mattina apro il giornale e non sono molto contento! Ho sinceramente sperato in un grande cambiamento meritocratico del nostro sistema politico ma così non è andata!
Calogero Messina 19-11-2002
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