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INCREDIBILI QUESTI VANZINA! FILM DOPO FILM (ALCUNI ESAGERATAMENTE MASSACRATI DALLA CRITICA, ALTRI MOLTO AMATI DAL PUBBLICO), SONO RIUSCITI a "scrivere" alcune tra le più incisive, oneste e divertenti pagine di un ipotetico "Diario di un Italiano", paragrafi tra i più "diretti" alla cui lettura i futuri recensori e semplici spettatori si accosteranno con sempre più interesse. A concludere il capitolo (ma sempre pronti ad iniziarne di nuovi), ecco arrivare nelle sale Febbre da cavallo - La Mandrakata, che idealisticamente e perfettamente chiude un percorso che, da Vacanze di Natale ad oggi, e senza mai prendersi troppo sul serio, li ha sempre visti in prima fila nel raccontare gli uomini ed i "loro simili più vicini"! E coraggiosi questi Vanzina nell'accostarsi ad una pellicola cult come quella diretta dal padre nel '76, Febbre da cavallo per l´appunto, così dimostrando di aver raggiunto quella maturità di stile e di racconto che ben ci fa sperare per il loro futuro.
Dopo tante false partenze finalmente siete riusciti a realizzare il seguito del film cult di vostro padre Steno 'Febbre da cavallo': che emozioni avete provato sul set? ENRICO VANZINA Fare Febbre da cavallo è stato difficile più per problemi psicanalitici, affettivi e sentimentali che per motivi logistici o tecnici. Poi la richiesta del pubblico si è fatta sempre più pressante, e così questa volta ce l'abbiamo fatta! Il nostro principale desiderio è stato quello di realizzare un "sequel" così come l'avrebbe girato nostro padre: fare un film semplice, popolare e comico. Credo che il nostro Febbre da cavallo sia un film onesto come lo è stata tutta la produzione di nostro padre.
Quando il film uscì nel 1976 non ebbe un successo pari alla follia e mania collettiva che negli anni a seguire ha accompagnato Febbre da cavallo... GIGI PROIETTI Ha stupito tutti noi questo "duraturo" successo... dopo tanti anni mi sento ancora chiamare per strada " 'a Mandrake!" E' come godere di un successo postumo, e personalmente non me ne so spiegare la ragione. ENRICO MONTESANO E' un successo decretato dall'affetto del pubblico: le videocassette del film vanno esaurite ad ogni nuova uscita nelle edicole, i ragazzi di 15 anni conoscono a memoria le battute e ci sono dei siti dove puoi scaricare per il tuo cellulare il motivetto famoso del film. E per questo successo bisogna ringraziare Steno, gli sceneggiatori ed il produttore del film. Se avevamo qualche timore nel rifarlo era perchè non sapevamo se potevamo reggere il confronto con l'originale, ma la garanzia di Enrico e Carlo Vanzina dietro la "firma" di questo nuovo film ha vinto le ultime remore.
Con questo film sembra finalmente aver avuto la sua rivincita su una carriera cinematografica che non le ha mai regalato la giusta attenzione... GIGI PROIETTI Io non ho alcuna rivincita da prendere: è vero che la mia storia con il cinema non è mai stata un matrimonio felice. Ma io ho fatto questo film per gioco e per divertimento... un'occasione unica e speciale per far ridere ridendo!
Ma c'è il "piacevole" rischio di un trilogia delle avventure della ditta "Mandrake & Co."? ENRICO VANZINA La serializzazione oramai è divenuta un "format" a livello industriale impiegato dalle cinematografie di tutto il mondo, e non sarebbe un male se prendesse piede anche in Italia... dove peraltro questo modello è stato adottato dalle fiction televisive. Io personalmente sono scaramantico e quindi non vi posso anticipare nulla.
Quanto è stata importante la sua "educazione" teatrale nell'interpretare il personaggio del ragioniere napoletano imbranato? CARLO BUCCIROSSO Fondamentale come naturalmente in tutti i lavori che faccio. Carlo ed Enrico scrivendo la sceneggiatura hanno subito pensato a me per il ruolo di Antonio Faiella prendendo come riferimento i miei personaggi teatrali. E così, quando ho letto la sceneggiatura, mi sono immediatamente riconosciuto in questo personaggio.
Come mai nel gruppo non è stata "richiamata" Catherine Spaak? CARLO VANZINA Non esiste nessun motivo recondito particolare... nè tantomeno, come qualche giornalista ha voluto "malignare", c´è una ragione legata a questioni d'età: semplicemente non era previsto il suo personaggio in questa nuova riscrittura.
Che emozioni si provano a rivedersi nei panni di personaggi indossati tanti anni prima? GIGI PROIETTI Innanzitutto fa piacere scoprire come la nostra scelta sia stata vincente: questo film non è il classico "trent'anni dopo" ma, come in un fumetto, ripropone le avventure di personaggi quasi "eterni". Ho visto il film da solo... in una proiezione riservata ad un pubblico ristretto perchè ho sempre difficoltà a rivedermi sul grande schermo.... sono molto autocritico e l'impossibilità di intervenire magari su un qualcosa che non mi piace mi fa star male. ENRICO MONTESANO Io il film ancora non l'ho visto ma sicuramente lo vedrò in una sala cinematografica che spero affollata di un pubblico entusiasta.
Era da tempo che non si vedeva al cinema una commedia dal ritmo e dai tempi perfetti: frutto di una sceneggiatura di ferro, di un gioco d´improvvisazione sul set o di tagli provvidenziali al montaggio? CARLO VANZINA La sceneggiatura sicuramente è stata fondamentale... un buon 20% nasce invece dalla collaborazione creativa con gli attori. Alcune battute del ragionier napoletano Faiella sono state riscritte dallo stesso Buccirosso, ed anche alcune scene sono state da lui inventate di sana pianta, come quella finale sul treno. Il rapporto con gli attori nel nostro lavoro rimane fondamentale, e così lo era anche per mio padre: all'interno di scene ben strutturate lasciava sempre spazio per l'improvvisazione! ENRICO VANZINA Come nostro padre che, girando Febbre da cavallo, aveva voluto rifarsi alle commedie degli anni '50, anche noi nel nostro "sequel" abbiamo cercato di mantenere intatto lo spirito e le atmosfere di quelle degli Anni Settanta. Ma soprattutto abbiamo cercato di fare un film "semplicemente" comico: era da tempo che questo genere latitava dai nostri schermi!
Finalmente un ritorno di Nancy Brilli al cinema ed in ruolo comico... NANCY BRILLI Mi sono molto divertita nei panni di questa "socia" seducente ed accattivante... ho giocato con un lato della mia personalità sino ad oggi poco sfruttato al cinema. Ogni tanto mi piace rimettermi in discussione come attrice, e questo ruolo me lo ha permesso: dopo venti anni di carriera ho ancora voglia di divertirmi e di spiazzare il mio pubblico.
Calogero Messina 29-10-2002
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