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LUCA VENDRUSCOLO
Il regista ed il cast di 'Piovono mucche' ci raccontano la loro esperienza sul set
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Una scena del film trucco!

L’ENTUSIASMO, LA SINCERITÀ, L’ALLEGRIA… E QUELL’ARIA SCANZONATA E RIFLESSIVA insieme che aleggia sul film “Piovono Mucche” di Luca Vendruscolo li ritroviamo identici alla conferenza stampa di presentazione del film, che invece di trasformarsi nel solito “botta e risposta” tra giornalisti e regista ed attori presenti diventa un momento di confronto serio, divertente ed appassionato tra chi finalmente può raccogliere i frutti di anni e anni di lavoro, chi, entusiasta, si rivede per la prima volta sullo schermo ed una platea di giornalisti che (caso molto raro!) è realmente desiderosa di conoscere il “dietro le quinte” non solo di una commedia ben scritta, diretta e recitata, ma anche di esperienze di vita vissuta che hanno l’immenso privilegio di arricchire il tuo piccolo mondo.

Il suo film colpisce immediatamente per il modo “diverso” con cui affronta il tema dei disabili: toni ironici e divertenti piuttosto che scivolare nella retorica o nei facili sentimentalismi e pietismi del genere… da cosa nasce questa precisa scelta?
   LUCA VENDRUSCOLO Sino ad oggi è stato fotografato l’aspetto drammatico di questa situazione: si è parlato di una persona “normale” che dopo aver conosciuto un disabile cambia drasticamente la sua vita … un titolo su tutti “Rain Man”. Che poi è anche vero che da queste esperienze abbiamo da imparare moltissimo, ma io ho voluto raccontare, in chiave di commedia, le loro quotidiane e divertenti giornate cercando di coinvolgere questi attori “disabili” per i ruoli del cattivo o della bella di turno, ma non certamente per la parte dei “diversi”. Sicuramente la molla principale che mi ha spinto a raccontare questa storia è il desiderio di infrangere tutti i pregiudizi buonisti che solitamente circondano questi racconti.

Ma come nasce l’idea di “Piovono Mucche”?
   LUCA VENDRUSCOLO L’idea base è stata quella di raccontare i personaggi disabili come persone non determinate dal loro handicap. Di solito l’handicap costituisce la caratteristica essenziale del personaggio, ma io credo che i miei “protagonisti” abbiano tanti altri problemi e caratteristiche, e poi siano anche disabili. Ma per raccontarli così bisognava superare le barriere di pudore che ci sono intorno alla disabilità. Non ce l’avrei mai fatta se non avessi convissuto per un anno con quelli che poi sono stati i miei attori, imparando da loro stessi a rapportarmi con leggerezza all’handicap. E così scopri per l’appunto che i disabili non sono come li ha raccontati il cinema e che tutti siamo un po’ disabili: l’ultimo giorno scopri quanto è difficile andare via dal luogo in cui hai cercato di non passare un’ora più del dovuto per un intero anno. Ed anche per questo ci fai un film.

E da qui il coraggio di affrontare temi tabù come, ad esempio, la sessualità delle persone disabili….
   LUCA VENDRUSCOLO Era un tema al quale tenevo particolarmente: volevo rappresentare la loro sessualità per quel poco che ne sapevo e cioè che tutto avviene con grande semplicità, esattamente come per tutti gli altri. Ed anche l’innamorarsi di una persona disabile è una cosa che succede con grande facilità e naturalezza.

In fase di scrittura si è circondato di un nutrito gruppo di sceneggiatori….
   LUCA VENDRUSCOLO Circa un anno dopo la fine del servizio cominciai a ricontattare alcuni obiettori con cui c'era stata la maggiore intesa e a coinvolgerli in una difficoltosa opera di scrittura. La prima difficoltà consisteva nella montagna di materiale disponibile: se ne potevano fare cinque film. Anche perché ognuno aveva vissuto l’esperienza partendo da punti di vista e precedenti diversi e sorprendendosi di cose diverse. Io ero quello più spaesato e decidemmo che poteva essere un buon punto di partenza: il pubblico si sarebbe sentito molto spaesato in un posto simile. Le nostre caratteristiche sono finite e ricomposte nei vari personaggi.

Soddisfatto di aver scelto i toni della commedia per raccontare questa storia?
   LUCA VENDRUSCOLO La chiave di commedia credo sia stata la scelta più giusta che si poteva fare. Qualcuno mi ha accusato di non aver rappresentato l’aspetto vero della durezza di una condizione esistenziale di minorità ed emarginazione. Io non nego che quella condizione esista, ma è già stata rappresentata e mi sembra terribile che debba essere l’unica chiave per raccontare persone che sanno divertirsi e essere leggere. Del resto in un anno ho avuto molti scambi seri ma la frase “Tu non sai cosa vuol dire essere disabili, non potersi alzare la mattina da soli, dipendere dagli altri un tutto, ecc…” non mi è mai stata rivolta da nessuno. Forse perché erano tutti più impegnati a risolvere altri problemi (quelli di tutti, il lavoro, i sentimenti, la convivenza) o a crearne di originali.

Qual è stata la vostra esperienza d’attori su un set così travolgente?
   ALESSANDRO TIBERI E’ stato veramente un set emozionante: anche dopo le riprese ci fermavamo con questi ragazzi della Comunità e sicuramente tutti noi attori professionisti siamo stati messi a dura prova dalla loro bravura come interpreti!
   LUCA AMOROSINO Io ringrazio le circostanze che hanno obbligato il film a slittare di un anno e mezzo così permettendomi di frequentare gli straordinari ragazzi della Comunità….
   GUIDO RONCALLI Ho fatto il servizio militare come Ufficiale d’Artiglieria e dopo aver girato “Piovono Mucche” ho invidiato mio fratello che ha fatto il servizio civile accompagnando un reduce di guerra cieco….
   BARBARA BONANNI All’inizio ho avuto un gran timore nel dover interpretare il ruolo di una ragazza in carrozzella, ma grazie ai ragazzi della Comunità sono riusciti a farmi sentire una di loro… una disabile….
   EVELINA MEGHNAGI Credo che sia naturale provare imbarazzo di fronte a queste realtà sconosciute…. alle volte neanche sapevo come parlare con loro. Il fatto poi di dover recitare anch’io in carrozzella mi ha costantemente tenuto sulla corda: non volevo scivolare in fasulli stereotipi. Ma questa meravigliosa esperienza mi ha ricordato di continuare ad evitare di dividere le persone in categorie!
   FRANCO RAVERA Io credo che sia un film che parli di pace e quindi deve essere visto perché si continui a parlare incessantemente di pace!

Calogero Messina  31-03-2003

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