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PAOLO VIRZI'
Il regista di 'My name is Tanino' racconta la sua esperienza sul set
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Paolo Virzì e Corrado Fortuna trucco! GIUSTAMENTE NON HA NESSUNA VOGLIA DI CONTINUARE A PARLARE DELLE STRANOTE BEGHE legali che per più di un anno hanno bloccato l’uscita nelle sale del suo nuovo film My name is Tanino. Così Paolo Virzì fa solo un accenno al suo produttore Vittorio Cecchi Gori (“Adesso ci penserei un po’ prima di ritornare a fare un film con lui... ma mai dire mai!”) ed il restante tempo della conferenza stampa lo dedica a parlare con entusiasmo visibile di un film che confessa di aver amato molto e di continuare ad amare con immutevole passione.
   E da un regista che ci ha regalato una delle più intense (se non l’unica!) interpretazione di Sabrina Ferilli sul grande schermo (La bella Vita), che ha “osato” ingaggiare, per un ruolo nella sua divertente commedia Ferie d’Agosto, il volto serioso di Laura Morante, che ha saputo sfruttare al meglio il talento d’attore di un personaggio che rischiava (e rischia ancora adesso?) di rimanere il solito comico televisivo (ossia Francesco Paolantoni protagonista di Baci e Abbracci) e che ha convinto la restia Nicoletta Braschi (pochissimi ruoli fuori dalla famiglia “Benigni”) ad interpretare il commovente ruolo della professoressa in Ovosodo (altra scoperta il volto di Edoardo Gabriellini, oggi a Cannes con il suo primo film da regista!), è inevitabile attendersi “l’ennesimo” film capace di lasciare un segno e fare centro nei nostri cuori! E Paolo Virzì ha mantenuto la promessa regalandoci con My name is Tanino un nuovo ed irresistibile capitolo delle strabilianti avventure dell’Uomo!

Ci sono spunti autobiografici nelle vicende dell’avventuriero Tanino?
   PAOLO VIRZI’ Non è naturalmente una storia autobiografica, anche se con il nostro “pischello” no global io e gli sceneggiatori abbiamo alcuni punti in comune come il suo sentimento di inadeguatezza in giro per il mondo! Ci piace il suo essere bugiardo, sfrontato, ingenuo… il suo spirito di libertà ed incoscienza.

Ma cosa l’ha spinta, livornese d.o.c. , a raccontare la storia di un ragazzo siciliano?
   PAOLO VIRZI’ Bisogna precisare che anch’io, come tanti, ho la mia sana scorta di parenti appiccicosi siciliani! L’intento era semplicemente di fare un film molto scherzoso e divertente… nessun intento impegnato o messaggio in particolare da comunicare. Mi sono divertito a giocare con i generi cinematografici, in particolar modo con la commedia siculo-americana ed i drammi familiari. Ci sono anche riferimenti ad un certo cinema americano d’avventura… un omaggio ai romanzi di Gianni Celati ed ai suoi protagonisti … insomma è un film nutrito di cartoni, fumetti e cinema con il puro piacere di narrare una storia!

Come ha scelto Corrado Fortuna per il ruolo di Tanino?
   PAOLO VIRZI’ Mi piaceva molto questa sua aria di siciliano atipico: alto e con una sua regalità cerimoniosa molto attraente. Me l’ha presentato mio fratello Paolo ed ho subito notato un impressionante somiglianza con Tanino non solo nella fisicità od intonazione della sua voce, ma anche nell’identico punto di vista sulla vita! E così gli ho chiesto semplicemente di assomigliare quanto più a se stesso per meglio interpretare questo antieroe fumettistico e di sgranare i suoi grandi occhi neri.

Rispetto alla anteprima veneziana ha apportato delle modifiche alla pellicola che uscirà nelle sale?
   PAOLO VIRZI’ Ci sono all’incirca 8/9 minuti in meno di film: dopo la prima proiezione a Venezia, che è servita come test, ho notato che c’erano alcune sbavature sulle quali ho voluto intervenire. Si è trattato di un lavoro di pulitura, di sintesi piuttosto che di scene intere da tagliare…. e così adesso nel film c’è tutto quello che mi piace!

Com’è stato girare un film in America?
   PAOLO VIRIZI’ Un esperienza straordinaria vissuta in due diverse fasi: una prima, molto ricca… quando ancora Cecchi Gori ci pagava, dove mi sono potuto sbizzarrire… un delirio d’onnipotenza veramente unico e poi un secondo tempo, molto più povero, dove siamo stati costretti a girare per New York con la macchina a spalla e tre persone per troupe… vero cinema indipendente e comunque sempre molto stimolante e creativo!

Che effetto le fa essere il talent scout di tanti giovani attori e promettenti registi italiani?
   PAOLO VIRZI’ E’ una bella sensazione: con Edoardo Gabriellini, scoperto in “Ovosodo”, ho provato un po’ di sensi di colpa… soprattutto nei confronti della madre che mi ha fatto una bella ramanzina quando suo figlio ha lasciato gli studi per continuare la carriera cinematografica. Ma adesso sono molto orgoglioso di lui: il suo film d’esordio ha chiuso la Settimana della Critica del Festival di Cannes… ha trovato una sua strada e da Edoardo, ragazzo con una forte personalità e stile, sono sicuramente io ad aver imparato maggiormente più cose che non il contrario! Così come sono felice ed orgoglioso di vedere Corrado in altri film e contentissimo della sua esperienza come assistente alla regia nel film che ho appena concluso di girare” Caterina va in città”. Chissà, se il prossimo anno, non sentiremo parlare di Corrado fortuna dalla Croisette!

Calogero Messina  31-05-2003

trucco! - Leggi la recensione di 'My name is Tanino'

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