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ATTORE INGLESE DOC ED INTERPRETE SEMPRE GENEROSO ED AFFIDABILE, COLIN FIRTH, film dopo film, aggiunge un tassello sempre più prezioso alla sua ben gestita carriera cinemtografica. Dopo il debutto nell’83 in "Another Country - La scelta" a fianco "dell’odiato" Rupert Everett (i due hanno confessato come i rapporti sul set non fossero proprio idilliaci!), Firth colleziona una serie di ruoli che ne mettono in risalto la sua versatilità d’interprete: da "Un mese un campagna", passando per titoli come "Valmont" di Milos Forman (sul set conosce l’attrice Meg Tilly con la quale avrà una lunga ma oramai conclusa relazione), "Febbre a 90°", i film Premio Oscar "Il paziente inglese" e "Shakespeare in love", sino ad arrivare al suo più "commerciale" successo con "Il Diario di Bridget Jones", l’attore inglese ha dimostrato di essere finalmente pronto per un vero ruolo da protagonista assoluto. Nell’attesa si è sposato con la produttrice italiana Livia Giuggioli (conosciuta sul set del film televisivo "Nostromo"), e così per lo stuolo delle ammiratrici giornaliste accorse alla conferenza stampa di presentazione del suo ultimo film "L’importanza di chiamarsi Ernest" rimane la ben misera consolazione di immaginarselo ben più vicino e "accessibile" di quanto il suo aspetto austero, aristocratico e quasi scostante (le più accanite fan sostengono che sia proprio questo mix il segreto del suo fascino!) non aiutano ad esserlo.
Sul grande schermo si respira una grande alchimia e buona intesa tra lei e Rupert Everett: come siete riusciti a creare questa felice e divertente coppia comica? COLIN FIRTH E’ molto difficile stabilire e calcolare preventivamente come poter far venire fuori questa alchimia: è sempre un rischio che si corre... molte volte va bene, altre no. Ricordo che quando incontrai sul set, più di vent’anni fa, Rupert Everett , in occasione delle riprese del film "Another Country", fuori dal set ci ignoravamo totalmente mentre sullo schermo eravamo riusciti a comunicare il profondo legame d’amicizia che lega i due protagonisti. E’ ancora un mistero come fossimo riusciti in quest’ardua impresa, oggi invece è tutto più semplice: io e Rupert siamo buoni amici ed insieme ci divertiamo moltissimo... e questo si vede facilmente sul grande schermo!
In quest’ultimi anni sembra essersi specializzato in ruoli da commedia... COLIN FIRTH Dietro non c’è una precisa scelta lavorativa, ma recentemente mi propongono solo commedie. A me piace interpretare ruoli diversi, e non nascondo il desiderio di poter interpretare qualche ruolo drammatico ricco di sfaccettature come ad esempio mi è capitato nel film di cui ho appena finito le riprese, "La ragazza con gli orecchini di perla".
Lei era l’unico attore inglese che ancora non avesse interpretato una commedia di Oscar Wilde: com’è andata l’incontro con questo grande autore della sua terra? COLIN FIRTH Per essere più precisi... ero l’unico inglese a non aver ancora recitato Wilde! L’incontro è stato meraviglioso... anche se al cinema c’è un approccio del tutto diverso rispetto al teatro: manca la passionalità del palcoscenico e quindi la sua vitale spontaneità! Al cinema puoi invece lavorare sui toni più bassi ed espressioni più sottili.
Lei ha lavorato con alcuna delle giovani attrici più promettenti di quest’ultimi anni come Renée Zellweger, Reese Whiterspoon o Gwyneth Paltrow: su quali scommetterebbe come "numero" vincente? COLIN FIRTH E’ molto difficile fare una previsione del genere... ma se devo proprio fare un nome allora scommetto sulla giovane protagonista del film appena finito di girare "La ragazza con gli orecchini di perla": Scarlett Johnson... già vista in Italia nel film "Ghost World"... un vero e grande talento!
Ci sono degli attori ideali ai quali si è ispirato nella sua carriera? COLIN FIRTH Quand’ero ragazzo, ricordo di aver visto degli attori recitare che hanno profondamente cambiato la mia idea sul mestiere della recitazione... come ad esempio quando vidi Paul Scofield in "Un Uomo per tutte le stagioni": rimasi colpito dalla sua capacità di reggere e comunicare la complessità interiore di un personaggio senza bisogno di alcuno orpello... ed attori della stessa razza sono anche bravissimi interpreti come Spencer Tarcy o Robert Duvall
Ma lei personalmente che tipo di attore ritiene di essere? COLIN FIRTH Non ho una tecnica specifica o un genere ben definito nel quale mi trovi più a mio agio... anche se poi è vero che è molto più difficile recitare in una commedia piuttosto che in un film drammatico: la spontaneità e semplicità di tanti ruoli leggeri è solo apparenza mentre dietro si nasconde un faticoso lavoro di preparazione. Per questo motivo adesso mi auguro un ruolo in un bel film drammatico: così finalmente mi potrò prendere una vacanza.
E ci sarà ancora spazio per la sua felice carriera teatrale? COLIN FIRTH Assolutamente si. Per me il teatro è un’esperienza di lavoro e di vita ancor più divertente e semplice: la presenza del pubblico e la condizione particolare che ti permette sul palcoscenico di avere controllo su tutto, a differenza del cinema dove il tuo lavoro e resa dipende da tanti e diversi fattori, sono situazione idilliache per ogni attore che si rispetti!
Considerata la sua parentela con la nostra terra, ha ricevuto proposte da qualche regista italiano? COLIN FIRTH Ancora no e dopo aver visto a Londra il bellissimo "L’ultimo bacio" e conosciuto il regista Gabriele Muccino, non mi dispiacerebbe un giorno poter lavorare con lui!
Calogero Messina 08-02-2003
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