trucco!
trucco! cinema
trucco!
RICCARDO MILANI
Il regista ed il cast al completo de 'Il posto dell'anima' raccontano la genesi del film
trucco!
Indice della rubrica
trucco!
CyberNews
trucco!
Fumetti
trucco!
Graffiti
trucco!
Libri
trucco!
Musica
trucco!
Teatro
trucco!
VIPs
trucco!
trucco!

una scena trucco!

CONTORTO ED ARDITO IL SILLOGISMO DELL’ATTORE/REGISTA MICHELE PLACIDO: “Nanni Moretti non proietta nel suo cinema Sacher Il posto dell’anima; i francesi amano Moretti e quindi il film non è stato selezionato per il Festival di Cannes”! Pronta la replica del produttore Lionello Cerri: “Il film è stato visto per tre volte dai delegati del Festival, è molto piaciuto ma alla fine non è riuscito ad entrare nella rosa dei selezionati.”
   Ed a concludere, la divertita e sorniona ironia del grande Silvio Orlando, che rispondendo alla domanda sulle sue impressioni in merito al primo nudo integrale (di schiena) della sua carriera dichiara: “Qualcosa bisogna pur inventarsi per mandare la gente al cinema”.
   In questo clima, tra il polemico ed il faceto, Riccardo Milani ha presentato alla stampa il suo nuovo film Il posto dell’anima ed attorniato dal suo cast d’attori e sceneggiatore fedele (Domenico Starnone) ha raccontato l’avventura di un set che li ha visti tutti straordinari protagonisti ed artefici di un progetto importante, sincero ed umanamente ricco.

Come nasce la scelta di scrivere e dirigere un film come Il Posto dell’anima che coraggiosamente mette in primo piano personaggi antieroi e classi sociali meno abbienti?
   RICCARDO MILANI Non credo ai film necessari ma a quelli utili! Il cinema italiano da tempo non racconta più le storie quotidiane di problemi concreti delle classi sociali meno abbienti... è un’umanità che sempre più raramente si vede al cinema. Ed ero interessato a raccontarne non solo l’aspetto sociale e politico ma soprattutto quello umano. Volevo raccontare storie di perdenti... le sento a me più vicino e le condivido appassionatamente.

Sin dall’inizio aveva pensato a questo cast di attori straordinari per il suo film?
   RICCARDO MILANI L’unico parametro di scelta è stato la credibilità... trovare facce d’attori ed esperienze concrete di vita umana che potessero rendere nel modo più credibile questi personaggi. E tutti loro avevano, nel loro vissuto, questa consapevolezza della difficoltà del vivere quotidiano... e quindi sono stati tutti perfetti!

E’ stato difficile, trattando temi così delicati come la disoccupazione o le condizioni precarie di vita degli operai, evitare di scivolare nella retorica? Avuti ripensamenti per il finale del film?
   RICCARDO MILANI Nessun ripensamento: è sempre stato lo stesso fin dall’inizio, perché abbiamo pensato che fosse importante dare un briciolo di speranza. Del resto in quella ricerca dell’orso c’è la consapevolezza del disastro ambientale che la corsa al profitto porta con sé. Per quel che riguarda il discorso sulla retorica, è evidente che abbiamo lavorato evitando per l’appunto toni e scorciatoie che scivolassero nella retorica... ma spesso le cose che emozionano di più, i drammi autentici, i problemi quotidiani della gente vengono impacchettati come storie retoriche e così messe da parte e questo mi da molto fastidio non solo come regista ma anche come cittadino: perché non è giusto indignarsi?
   MICHELE PLACIDO E poi non bisogna dimenticare che è un rischio che si deve correre ogni qualvolta si vuole mettere in scena... rappresentare... raccontare della vita dell’uomo.

Da “Rocco e i suoi fratelli” ad oggi, culturalmente e socialmente sembra che la figura dell’operaio non sia cambiata molto....
   DOMENICO STARNONE La differenza enorme è che noi raccontiamo la crisi forte del concetto di lavoro... come i “Rocco” arrivano oggi ad una perdita del valore del proprio ruolo... ad una impossibilità di definirsi ... alla perdita del loro orgoglio...
   MICHELE PLACIDO Nel film di Visconti c’era l’orgoglio della divisa e della fabbrica... che invece nel nostro film viene messa in discussione e da qui tutte le difficoltà ed i rischi che una perdita del genere può inevitabilmente provocare.

Cosa ha significato per le vostre giovani carriere un ruolo così ricco di sfumature come quelli interpretati in questo emozionante film?
   CLAUDIO SANTAMARIA Io ho amato molto il mio personaggio e mi sono realmente appassionato a questa storia. Mio padre è stato un operaio e mia mamma viene dal Sud e quindi anch’io ho vissuto in famiglia identici momenti di crisi come quelli attraversati dal mio personaggio... so molto bene cosa significhi arrivare a fine mese stando attentissimi alle poche lire rimaste
   PAOLA CORTELLESI Mi sono molto emozionata nel leggere lo script: è una storia veramente bella e che mi ha toccata profondamente ! Sono stata molto felice di far parte di questo progetto che mi ha fatto sicuramente crescere ... è con film come questo che mi piacerebbe costruire la mia carriera... tra ruoli comici ed insieme drammatici che meglio sanno raccontare la vita dell’uomo.

Quanto è stato importante mescolare sapientemente ai toni drammatici di queste storie anche le atmosfere ed i toni della più classica commedia all’italiana?
   RICCARDO MILANI Non bisogna dimenticare come la commedia all’italiana abbia influito in tutti questi anni sul costume e sulla cultura del nostro paese... la commedia fa parte del nostro agire quotidiano... scherzare ed ironizzare sui nostri guai fa parte del nostro DNA.
   SILVIO ORLANDO Credo che il “doppio” binario narrativo del film sia la principale forza di questa storia. E’ la prima volta che interpreto un personaggio che alla fine del film muore e così mentre giravamo dicevo a Riccardo, quando premeva un po’ troppo sul pedale della commedia, di frenare e gli ricordavo che per l’appunto dovevo morire! Con “Il Posto dell’anima” si ride e si piange... e credo che sia proprio questo che il cinema fondamentalmente debba fare!

Che ne pensa dei tanti film, anche recenti, che hanno come protagoniste le classi medio borghesi?
   RICCARDO MILANI Alcuni di questi film sono anche girati e raccontati molto bene, ma io stesso, anche come spettatore, amo personaggi e problemi più quotidiani... e sinceramente non riesco ad appassionarmi alle storie di chi soffre dentro case bellissime!

Ma qual è il posto dell’anima?
   RICCARDO MILANI Sinceramente non lo so neanch’io ma credo che sia ugualmente fondamentale coltivare e nutrire la propria anima ed un sano ribellismo che non è appannaggio della sola età giovanile della nostra vita.

Calogero Messina  12-05-2003

trucco! - Leggi la recensione di "Il posto dell'anima"

trucco!
Archivio
trucco!
Info
trucco!
Scrivici
trucco!
Torna su
Aiutaci a migliorare: dai un voto a questo articolo!

Ottimo
Buono
OK
Scarso
Pessimo
Bleah!


Send me!
Manda questa pagina ad un amico

trucco! CinemaTrucco!Home
trucco!