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INTERVISTA A GABRIELE MUCCINO
Regista e protagonisti di 'Ricordati di me' raccontano la loro esperienza sul set
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Il cast del film trucco!

E’ UNO DEI POCHI FILM ITALIANI ATTESI CON ANSIA, CURIOSITÀ ED INTERESSE alla pari di altre pellicole "sospirate" come i due capitoli di Matrix o l’esordio cinematografico di Hulk. E Gabriele Muccino ne è serenamente cosciente, accompagnando l’uscita di 'Ricordati di me' (sostenuto dal cast principale dei suoi attori) con la tranquilla consapevolezza di un’onestà d’intenti che, obbedendo alla sua "urgenza" del dire, l’hanno convinto a tornare dietro la macchina da presa per raccontare "gli ultimi baci" e primi dolori di vite al risveglio dopo un lungo letargo.

Chi sono i vincitori e gli sconfitti di questa sua nuova "cronaca" di vite quotidiane?
   GABRIELE MUCCINO Non ci sono né vinti né vincitori, ma anime fragili che non hanno più fiducia in sé stesse. Volevo raccontare l’universalità di questo stato d’animo: vite nevrotiche, inquiete e vittime del loro non piacersi a sufficienza. Questa deflagrazione avviene all’interno della famiglia: non ci si confida più ed i nostri familiari sono i nostri più vicini estranei.

Ed alla fine nulla sembra cambiare nella vita dei suoi protagonisti....
   GABRIELE MUCCINO Credo che la nostra vita sia ciclica: impariamo sì tante lezioni ma poi le dimentichiamo immediatamente. Per questo motivo nei miei film non c’è mai un finale definitivo: riesco a raccontare delle debolezze dei miei personaggi e delle loro momentanee pacificazioni ma non so che ne sarà del loro futuro.

Comunque nelle sue storie sono quasi sempre le donne le figure più forti ed indulgenti...
   GABRIELE MUCCINO Sinceramente non credo che sia una distinzione voluta... personalmente credo che le donne siano più risolute mentre l’uomo è più ipocrita e meschino... ma non vorrei a lla fine correre il rischio di generalizzare un po’ troppo!

Come si è svolto il lavoro con gli attori?
   GABRIELE MUCCINO Credo fortemente nei dialoghi e nelle sceneggiature... e nelle prove fatte a tavolino con gli attori prima dell’inizio delle riprese. Leggendo e discutendo del copione con i miei interpreti svolgo il lavoro più intenso e faticoso... poi sul set è tutto più semplice.
   SILVIO MUCCINO Essenziale è stato il rapporto e lavoro fatto con mio fratello Gabriele: è riuscito a tirare fuori la mia parte più viscerale ed a farmi recitare in balia delle emozioni del mio personaggio.
   NICOLETTA ROMANOFF E’ la prima esperienza in assoluto e sicuramente le prove sono state di grande aiuto per rompere le sovrastrutture e gli schemi del mio carattere. Però sul set è stato ancor più faticoso mettere in pratica la "teoria" delle prove: è stato molto difficile superare il mio forte pudore ma alla fine è stato veramente liberatorio.
   LAURA MORANTE Anch’io ho sofferto molto sul set e credo che questo sia stato uno dei ruoli più difficili di tutta la mia carriera: contraddittorio e ricco di sfumature. Ho avuto molta paura delle scene urlate, ma alla fine, dopo lunghe discussioni con Gabriele, ho compreso come fosse giusto che Giulia avesse questi toni. In questo ruolo mi sono sentita come una funambola: sempre in precario equilibrio!
   FABRIZIO BENTIVOGLIO Per me sono state fondamentali le prove "a tavolino"... anche se poi in realtà si trattava di vere e proprie messe in scena! Gabriele sul set poi ha una qualità straordinaria: ha un entusiasmo coinvolgente che credo si percepisca nel film! Riesce a creare un’atmosfera veramente avvolgente: è come se ti mettesse dentro una "galleria del vento" e così con quella corrente che ti sbatte in faccia riesci a creare il tuo personaggio!
   MONICA BELLUCCI E’ vero: le prove sono state di grande aiuto! E devo ringraziare Gabriele per il bellissimo personaggio che mi ha offerto: il ruolo di una donna "vera" e molto forte e coraggiosa!

Ma c’è spazio per l’improvvisazione sul set?
   GABRIELE MUCCINO La sceneggiatura per me è un testo sacro, e così sul set non lascio effettivamente alcun spazio all’improvvisazione: è già tutto scritto e deciso. Naturalmente poi la magia scatta dalle emozioni che gli attori riescono a far esplodere a contatto con queste storie. Io stesso quando giro una scena devo emozionarmi, e non è necessario per raggiungere questo scopo far "volare" la macchina da presa... ma "basta" far vibrare i personaggi!

Da cosa nasce la scelta della voce di Elisa come interprete del brano "Almeno tu nell’universo"?
   GABRIELE MUCCINO Avevo pensato a questo brano ancor prima di incominciare le riprese: le canzoni hanno il grande privilegio di riuscire a raccontare la vita in soli tre minuti! Stimo profondamente Elisa: è un’artista di grande onestà ed intensità... ed ammiro la sua naturale incoscienza del proprio talento! Insieme abbiamo pensato ad una interpretazione diversa: non virtuosistica come Mina o "urlata" come la Martini ma qualcos’altro, ed Elisa è riuscita nell’intento e così a sintetizzare nella sua voce tutte le storie dei personaggi del film. Allo stesso modo ho scelto gli altri brani che compongono la colonna sonora del film: pezzi carichi di emotività e che riescono a raccontare ciò che sta accadendo sulla scena!

Dal punto di vista della regia, rispetto agli altri suoi quattro film, ha provato a cercare nuovi moduli espressivi?
   GABRIELE MUCCINO Cerco sempre di migliorarmi rispetto ai miei lavori precedenti. Ma non abbandono mai la mia ossessione per il realismo e quindi concentro tutte le mie forze nel cercare di raccontare la verosimiglianza d elle nostre vite.

I genitori protagonisti di questo film si chiamano Carlo e Giulia come i due interpreti principali de "L’ultimo Bacio"...
   GABRIELE MUCCINO E’ solo un filo affettivo... anche se caratterialmente non ci sono molte diversità con i personaggi del mio precedente lavoro: è come un poterli rivedere vent’anni dopo e così scoprire cosa ne è stato delle loro vite.

Ma non ha voglia di misurarsi con altre realtà o generi cinematografici?
   GABRIELE MUCCINO Non ho nulla in contrario a fare qualcosa di diverso e mi piacerebbe misurarmi con altri generi... anche se sinceramente ho paura di non riuscirci: l’importante è rimanere onesti ed assecondare la propria urgenza di voler raccontare solo storie in cui credi ciecamente.

Anche in questo film ritorna l’uso della voce fuori campo... una vera voce narrante...
   GABRIELE MUCCINO A dire il vero non ne ho fatto largo uso e poi mi serviva perché volevo incominciare questa storia come se fosse una favola... una di quelle fantastiche storie che ci raccontano ad esempio in televisione, ma poi invece scopriamo che nella realtà accade tutto il contrario!

Si è reso conto dell’attesa al varco e dei fucili puntati addosso per questo suo nuovo film dopo lo strepitoso successo de "L’ultimo Bacio"?
   GABRIELE MUCCINO Sinceramente sono molto sereno oggi, alla vigilia dell’uscita del film, così come lo sono stato durante le riprese. Il vero momento di panico l’ho avuto dopo l’uscita nelle sale de "L’ultimo bacio": completamente stordito da tutto il successo e clamore suscitato: credevo che non sarei più riuscito a ritornare dietro la macchina da presa. E quando finalmente il film è stato smontato dalle sale... lentamente ho ritrovato la calma e la forza necessaria per riuscire a scrivere questa nuova storia che ho sentito fortemente di voler raccontare. Ed oggi posso dire di preferire sicuramente quest’ultimo mio "figlio" al precedente: un lavoro più compiuto ed emozionante!

Calogero Messina  08-02-2003

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