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ENCOMIABILE L’AMORE E L’AFFETTO CON IL QUALE IL REGISTA PATRICE LECONTE GIUNGE SINO in Italia per presentare l’uscita nelle sale, dopo 16 anni dalla sua realizzazione, del film "Tandem"! Ascoltandolo parlare si ha come l’impressione che abbia terminato di girare il film da poche settimane talmente vivi sono i ricordi di set di quei giorni e vitalissimi i sentimenti che ne hanno animato la lavorazione. Da allora Patrice Leconte, regista discontinuo ma sempre abile narratore ed appassionato e sentimentale nelle sue scelte, lavoro dopo lavoro ha costruito una ricca e varia filmografia che sino all’ultimo e premiatissimo "L’uomo del treno" ne hanno fatto un sincero ed amorevole cantore delle passioni e sentimenti degli uomini.
Che effetto le fa rivedere "Tandem" dopo così tanto tempo? PATRICE LECONTE Provo una grande tenerezza per questo film, e sono sicuro che se lo girassi oggi non cambierei assolutamente nulla. Di solito quando dirigo un film cerco di non dargli una collocazione temporale ben definita, e così film come "L’insolito caso di Mr. Hire" o anche "Il marito della parrucchiera" sono film fuori dal tempo e durano nel tempo.
Dopo 17 anni è ritornato a raccontare il rapporto tra due uomini nel suo ultimo film "L’uomo del treno"... PATRICE LECONTE Mi interessano i rapporti umani... fra le persone in genere. In effetti anche "L’uomo del treno" è girato in provincia e forse ci sono anche altre similitudini tra i due film ma non è stato fatto assolutamente con coscienza!
Riccardo Cocciante era già così famoso in Francia negli anni Ottanta... prima ancora del recente successo del suo Musical "Notre Dame de Paris"? PATRICE LECONTE Era già molto famoso ed il brano che fa da leit motiv all’intero film è stato scritto appositamente per "Tandem". Sin dall’inizio ho voluto che a commentare questa forte storia d’amicizia fosse una bella voce italiana, e Cocciante si è dimostrato da subito disponibilissimo a collaborare!
La musica, infatti, ha sempre rivestito un ruolo fondamentale nei suoi film... PATRICE LECONTE Non sarei capace di dirigere un film senza pensare da subito alla musica... quando inizio a scrivere una sceneggiatura infatti mi concentro subito sulle immagini e proprio sul commento sonoro che dovranno accompagnarle.
Il suo cinema sempre più spesso sembra muoversi su un doppio binario: quello della tenerezza e sensibilità venata da un senso del ridicolo, da un sarcasmo ironico molto pungente... PATRICE LECONTE Sono un regista molto sentimentale... e lo riconosco! Ma proprio perché conosco bene la tenerezza so che sprovvista di una buona dose di ironia e sarcasmo rischierebbe di diventare un sentimento troppo sdolcinato: bisogna aggiungere un po’ di sale e cerco sempre di non farmi prendere troppo la mano dal mio lato sentimentale!
Al recente Festival di Cannes la Francia si è presentata con una possente e numerosa rappresentanza tra film in gara, fuori concorso e giurati francesi sparsi tra le varie giurie... ma è ritornata a casa a mani vuote: qual’è la sua opinione nel merito? Il cinema francese sta veramente così male? PATRICE LECONTE Premesso che non ho visto nessuno dei film francesi presenti sulla Croisette, effettivamente qualcosa di strano deve essere successo, ma anch’io non so darmi una spiegazione. Il risultato è per l’appunto la risonanza che questo verdetto negativo ha avuto sui media... e tutti a pensare "ma allora il cinema francese è brutto"! Non so affatto che pensare... anche il Palmares finale è alquanto bizzarro ma bisogna pure dire che il Presidente di Giuria, Patrice Chereau, è un tipo lui stesso alquanto bizzarro!
Cosa sta girando in questo periodo? PATRICE LECONTE La settimana scorsa ho finito di girare "Confidenze troppo intime"... un film che inizia alla Hitchcock ma poi prende altre strade... diventa una romantica storia d’amore : c’è una donna, Sandrine Bonnaire, che sbaglia ad aprire una porta e da lì la sua vita prende un altra direzione. Accanto a lei c’è Fabrice Luchini ma altro non posso dire... devo ancora iniziare il montaggio!
Negli anni il suo sodalizio con Jean Rochefoert si è notevolmente rafforzato... PATRICE LECONTE E proprio "Tandem" è stato un film importante per la nostra amicizia! Il primo film insieme l’abbiamo girato nel '75 ed è stato un set molto difficile: abbiamo litigato per tutta la durata delle riprese ed io ero arrivato al punto di voler abbandonare il mio lavoro. Poi per dieci anni non ci siamo più rivisti né sentiti, e siccome sono un tipo molto orgoglioso e volevo dimostrargli che si era sbagliato sul mio conto, quando ho scritto "Tandem" ho subito pensato di proporgli il copione. Rochefort mi telefona e mi dice "Ma ti sei impazzito a voler fare un altro film con me?" e dopo aver letto la sceneggiatura mi richiama dicendomi che non potevo fare il film senza di lui! E così "Tandem" ha rappresentato l’inizio della nostra storia "d’amore": da allora abbiamo girato insieme altre sette film ... c’è tra di noi una sintonia perfetta e come Truffaut vedeva in Leaud se stesso da giovane, io in Rochefort vedo me da vecchio!
Com’è andato "Tandem" in Francia? PATRICE LECONTE Molto bene! Il film a basso costo, girato con una troupe di otto persone, ha avuto un buon esito commerciale ed anche critiche positive. E per me che venivo da una serie di commedie popolari "Tandem" ha rappresentato sicuramente un punto di svolta nella mia carriera.
Calogero Messina 20-06-2003
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