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YVAN ATTAL
Il regista di 'Mia moglie è un'attrice' presenta il suo film
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Yvan Attal trucco! "NELLA MIA CORTA CARRIERA D’ATTORE HO DOVUTO GIRARE ALCUNE SCENE D’AMORE. Quando passi la giornata a letto con un’attrice, nuda, che baci ed accarezzi, è sempre un po’ strano tornare a casa la sera ed avere una cena normale con tua moglie… sebbene sia solo una finzione, e tutto – o quasi tutto – non viene mai fatto davvero!": queste sono le dichiarazioni iniziali con le quali si presenta alla stampa il regista Yvan Attal per ribadire come le situazioni e gli stati d’animo che racconta nel suo film d’esordio "Mia moglie è un’attrice" le abbia vissute personalmente.
   E l’inevitabile curiosità giornalistica che cerca di indagare su quanto la sfera privata trovi un riscontro sul grande schermo, non ottiene altri risultati, dovendosi accontentare di una sola personale dichiarazione del regista ("E’ vero sono molto geloso"), che finisce così con il diventare il sentimento comune di uomini e donne (attori/attrici e non!) che vivono faticosamente e quotidianamente il "dramma" della gelosia!

In Mia moglie è un’attrice vi sono una moltitudine di riferimenti a quella che immaginiamo essere la sua vita privata. Nello stesso tempo è una commedia romantica, scorrevole e ben scritta: tra autobiografia e fiction dove si colloca?
   YVAN ATTAL Non ho mai avuto intenzione di parlare del mio matrimonio. Questo film non è mai né un diario né un documentario su Charlotte Gainsbourg. Ma mi piace confondere un po’ le cose. Quando fai un film, fai di tutto perché lo spettatore creda che la storia che stai raccontando è vera. Così ho usato tutto quello che avevo a disposizione per rendere la storia il più credibile possibile. D’altro canto ciò che è vero e ciò che non è vero in un film è uno dei temi di questa storia.

In questo film vediamo una Charlotte Gainsbourg sorridente, brillante, dal cuore leggero. Ha dovuto lavorare molto per apparire così frizzante sullo schermo?
   YVAN ATTAL Ero fermamente deciso a mostrare Charlotte come raramente è stata vista sullo schermo. Le sue qualità energiche e dinamiche vengono usate raramente al cinema. Volevo che si sentisse la sua risata! Ci sono più o meno due modi di recitare: fabbricare una maschera o lasciarla cadere. Ciò che rende speciale Charlotte è la sua abilità nel lasciar cadere la maschera e riprenderla quando è necessario, solo al momento giusto!

Esordire con una commedia non è un’impresa molto semplice: com’è riuscito a creare questi perfetti ritmi da "sophisticated comedy"?
   YVAN ATTAL E’ vero: il ritmo è un elemento fondamentale in una commedia! Io ho cercato di non sacrificare tutto alle gag, alla risata più semplice ed immediata (sono questi espedienti che fanno di una commedia un prodotto banale!), e mi sono concentrato sui chiaroscuri… sulle sfumature che sono vitali per questo genere di commedie! Allen o Altman per primi hanno lavorato su queste tonalità, ed i risultati sono sotto gli occhi di tutti. Io spero, insieme alla scenografa Katya Wyszkop, il tecnico delle luci Remy Chevrin e il compositore Brad Mehldau, di essere riusciti a dare una certa eleganza al film. Lo stile provvede a mantenere una certa distanza lasciando allo stesso tempo spazio al caso e all’improvvisazione.

Se Charlotte Gainsbourg non avesse accettato di recitare nel suo film quale altra attrice avrebbe scelto?
   YVAN ATTAL Sinceramente non mi sono mai posto questa domanda… ma sicuramente si sarebbe dovuta trattare di una coppia anche nella vita "reale"!

Lei recita per tutto il film: è stato difficile fare la regia di sé stesso?
   YVAN ATTAL Per nulla! Per una volta ero totalmente al servizio del regista e non abbiamo mai avuto un conflitto. Sapevo tutto quello che c’era da saper sul mio personaggio! Potevo permettermi di cogliere delle occasioni, provare delle improvvisazioni che probabilmente avrei represso con qualcun altro. Il vero problema si è rivelato il montaggio di me stesso. Jennifer Augè mi ha aiutato molto facendo una prima scrematura che ho potuto vedere appena sono terminate le riprese. Grazie a questo primo sforzo, sono riuscito a mantenere la distanza di cui avevo bisogno per fare altre scelte, usare altre inquadrature.

In una coppia di persone che fanno lo stesso lavoro…. recitazione o altra professione…. Può scattare una gelosia professionale?
   YVAN ATTAL Forse si, ma a me ed a Charlotte non capita! Io di norma non leggo i suoi copioni e lei viceversa… e parliamo poco del nostro lavoro perché ci annoia molto discuterne quando stiamo a casa. Amo in particolar modo come Charlotte vive il suo essere un’attrice: non ama mettersi in posa, non ha i tic e le mossette da star, ed una volta arrivata a casa smette di essere immediatamente la Charlotte attrice per vestire quelli di madre e moglie. Però è anche vero che ci sono delle difficoltà oggettive: quando uno di noi è impegnato su un set non è molto semplice tornare a casa e riuscire a spogliarsi completamente del personaggio che si sta interpretando!

Yvan è geloso perché è convinto che gli attori provino realmente le emozioni che fingono di avere! Questo è anche un suo problema personale?
   YVAN ATTAL Alla fine della scena in cui degli studenti attori recitano Marivaux davanti a Yavn, uno dei personaggi dice degli attori: "Nonostante la commedia, tutto questo è vero… perché fingono di fingere!" . Credo che il modo migliore di mentire è trovare il modo di non mentire. Tutti ci riescono. Attori e non attori.

Calogero Messina  24-02-2003

trucco! - Leggi la recensione di "Mia moglie è un'attrice"

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