Titolo originale: Oltre il confine
Regia: Rolando Colla
Cast: Anna Galiena, Senad Basic, Giuliano Persico, Gianluca Gobbi, Ajla, Frljuckic
Genere: Drammatico
Nazione: Svizzera/Italia
Durata: 104'
IN ATTESA DELL’USCITA NELLE SALE DEL FILM DI RENZO MARTINELLI sul caso Moro (“Piazza delle cinque lune”), della pellicola di Marco Bellocchio “Buongiorno notte” sempre sul rapimento e l’assassinio del politico democristiano, ed in contemporanea all’uscita del film di Ferzan Ozpetek “La finestra di fronte” (viaggio nella memoria storica e personale di personaggi in cerca d’identità), approda nelle sale il film del regista italo/svizzero Rolando Colla “Oltre il confine”, il racconto del sofferto recupero di esperienze di guerra che ciclicamente ritornano per lasciare indelebili tracce nel cuore dell’umanità.
Torino 1993:l’architetto Agnese (una sempre misurata ed intensa Anna Galiena) viene convocata nella Casa di Riposo per reduci di guerra dove vive suo padre. Il medico di turno aveva fatto assistere di notte il padre malato da un suo ospite, il profugo bosniaco Reuf che, sorpreso dal Comandante senza documenti, viene fatto arrestare.
Agnese si ritrova così coinvolta in una dolorosa vicenda (un inspiegabile senso di colpa la spinge ad aiutar Reuf a scappare dalla prigione ed ospitato a casa viene a conoscenza dei drammi della sua famiglia e del suo popolo) e che alla fine la condurrà in Bosnia. Un viaggio anche nei ricordi rimossi della propria infanzia, durante i primi anni del secondo dopoguerra, in cui scoprirà come forse proprio la rimozione del dolore possa essere una causa della perversa naturalezza con la quale le guerre tendono a ripetersi.
Camera a mano, location dal vero, attori bosniaci che hanno vissuto realmente la guerra per un film che si segnala più per il suo emozionante valore storico-documentale, che per gli snodi narrativi, in realtà scontati, o i personaggi, appena abbozzati.
Un film utile in un periodo nel quale “Ricordarsi” , al di là delle rimembranze mucciniane di egoistica e dolorosa competenza privata e personale, è la sola “arma” rimasta per scongiurare il perpetuarsi di dolorosi e nuovi errori.
Calogero Messina 24-02-2003