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PASSATO PROSSIMO
Cinque amici si incontrano, in due momenti diversi della loro vita, in una villa di campagna
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Una scena del film trucco!

Titolo originale: Passato Prossimo
Regia: Maria Sole Tognazzi
Cast: Claudio Santamaria, Valentina Cervi, Paola Cortellesi, Gianmarco Tognazzi, Ignazio Oliva, Pierfrancesco Favino
Genere: Commedia
Nazione: Italia
Durata: 90'

   SE “ESSERE FIGLI DI” SIGNIFICA AVERE COMUNQUE UNA STRADA SPIANATA, un occhio di riguardo, una corsia preferenziale per affermarsi nel proprio lavoro, è anche vero che (soprattutto in ambito artistico dove non è così semplice coprire o mentire sull’assenza di talento!) al primo passo falso non c’è nome o parentela che riesca a tenerti a galla! Doverosa premessa per sottolineare come, dopo l’iniziale curiosità e attesa al varco per il primo film di Maria Sole Tognazzi, “Passato prossimo” (ultima debuttante di una onorata e prestigiosa “casata” cinematografica), trascorsi pochi minuti della visione di questa “malinconica” commedia si scorda immediatamente il pesante cognome di chi sta dietro la macchina da presa per scoprire una “semplice” regista esordiente capace di una fluidità di racconto e di una leggerezza di ripresa invidiabili, di una direzione d’attori perfetta e di una sensibile lucidità nel saper narrare della vita degli uomini.
   Il film racconta la storia di cinque amici (Claudia/Paola Cortellesi, Carola/Valentina Cervi, Andrea/Claudio Santamaria, Edoardo/Ignazio Oliva, Gianmaria/Claudio Gioè) che si incontrano in due momenti diversi della loro vita in un villa di campagna. Un fine settimana estivo ed uno invernale si intrecciano con una serie di “invisibili” flashback che raccontano il passato (in estate) ed il presente (in inverno) di uomini e donne alle prese con i difficili cambiamenti delle loro vite e l’inevitabile terrore di un futuro misterioso, senza più la pesante ancora di un passato dalla certezza comunque inattaccabile.
   Il fatto che abbiano trent’anni è solo una certezza anagrafica: Maria Sole Tognazzi (aiutata da una sceneggiatura, scritta con Daniele Prato, di coinvolgente ed appassionante ricchezza di temi e caratteri e da attori generosi e sinceri) evita di scivolare nel “classico” racconto generazionale di una gioventù in difficoltà di crescita, spiandola invece con amorevole partecipazione e sarcastico umorismo nel doloroso passaggio di cambiamenti che, a qualsiasi età, diventano il sale e le lacrime di esistenze per questo vive e capaci di rimettersi in gioco.

Calogero Messina  25-03-2003

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