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JAVIER BARDEM ED IL REGISTA FERNANDO LEON DE ARANOA, POCHI GIORNI PRIMA DI arrivare a Roma per la presentazione del film "I lunedì al sole", hanno manifestato per le strade di Madrid contro la guerra e contro le decisioni del governo Aznar. E l’impegno "politico" ed umano profuso così nel loro film diventa anche il più immediato riflesso della coscienza di artisti ed uomini impegnati seriamente e concretamente in un progetto di vita per il quale sono disposti a spendersi in prima persona. Ed allora che cosa direbbero ad Aznar se si ritrovassero faccia a faccia con lui? Bardem innanzitutto gli avrebbe consigliato di ritornare dalle Azzorre a nuoto con un peso attaccato al collo... e poi che è un gran bugiardo, un meschino manipolatore dei mezzi di comunicazione e che fisicamente lo trova repellente mentre De Aranoa, meno istintivo, gli chiederebbe "semplicemente" di fermarsi ad ascoltare di più la voce della sua gente. Era quindi inevitabile che due "caratteri" dall’identica sintonia di vita si dovessero incontrare ed unire le loro forze in un film come "I lunedì al sole" che diventa così il più schietto e potente manifesto di un’umanità dignitosa, coerente e mai stanca di lottare per ciò in cui crede
Il film si apre con scene di scontri di piazza e dimostrazione di manifestanti... FERNANDO LEON DE ARANOA Sono "reali" scene di scioperi girate in betacam tre anni prima dell’inizio delle riprese. Mi ero recato in mezzo alla folla di dimostranti per un "semplice" lavoro di documentazione poco prima che iniziassimo a scrivere la sceneggiatura, ma alla fine sono rimasto asserragliato con loro per più di una settimana! Ancora non sapevamo che quelle scene le avremmo utilizzate come titoli di testa per il nostro film impegnati come eravamo a vivere le profonde emozioni di questi uomini alle prese con situazioni e problemi gravissimi.
Ma quanto è stato importante e rilevante per lei riportare al cinema queste gravose tematiche sociali? FERNANDO LEON DE ARANOA Ha rappresentato personalmente un momento di crescita molto forte: ho imparato molto da loro... dalla loro tenacia e dignità. Credo che il cinema si debba occupare sempre più spesso di ciò che è a portata di mano, di ciò che dimentica perché non riesce a vedere chiaramente, perché non lo vuole vedere.
Il ritmo narrativo scelto per raccontare questa storia è molto vicino alla scansione quotidiana delle nostre giornate... FERNANDO LEON DE ARANOA Mi interessava soprattutto fare un film costruito addosso ai personaggi e che quindi si reggesse su un’impalcatura trasparente con un andamento lento proprio come le loro quotidiane giornate...
Personaggi che peraltro vivono in un isolamento esistenziale le loro difficoltà di vivere... FERNANDO LEON DE ARANOA Bisogna ricordare infatti che sono trascorsi tre anni dalle loro lotte sindacali e di piazza... adesso volevo raccontare un’altra lotta: i nemici ora sono il dubbio e la disperazione. Inoltre volevo decontestualizzare la vicenda perché fosse il più universale possibile: non un‘accusa ad un governo o un partito preciso ma soltanto il desiderio di mettere in primo piano le relazioni tra i personaggi e le loro emozioni e paure.
Dispiaciuto per la mancata nomination all’Oscar come Miglior Film Straniero? FERNANDO LEON DE ARANOA Mi dispiace solo per il fatto che anche la sola nomination avrebbe rappresentato una buona piattaforma di lancio per il film che così avrebbe potuto raggiungere un pubblico più vasto. Ma non mi dispero: dopo l’accoglienza positiva alle proiezioni del Sundance Film Festival, a Los Angeles e Miami prevedo una positiva reazione da parte del mercato americano.
Il film è stato presentato ai lavoratori, protagonisti principali di questa triste vicenda? FERNANDO LEON DE ARANOA E’ stata sicuramente la proiezione più emozionante del film che siamo riusciti ad organizzare. Molti si sono identificati e riconosciuti nelle vite dei lavoratori del film ... ed è stato importantissimo che non vi vedessero un "inganno": è stata sicuramente la gioia più grande che mi ha dato questo lavoro.
Come si è preparato per interpretare questo ruolo? JAVIER BARDEM Credo che Fernando sia un ottimo sceneggiatore e regista: il personaggio era benissimo costruito già sulla carta e così io non ho dovuto aggiungere molto... di mio ho messo il mio aspetto fisico appesantito per l’occasione!
Ma cosa l’ha convinta ad interpretare questo personaggio? JAVIER BARDEM Il copione del film mi è arrivato pochi giorni dopo la mia nomination all’Oscar: sono state tante le proposte di film che il cinema americano mi ha fatto ma nessuna, neanche in minima parte, straordinaria come il copione di Fernando. Cerco sempre nel mio lavoro di essere orgoglioso di quello che faccio ... non sono interessato alla carriera o ai soldi! Così "I lunedì al sole" è stato sicuramente il miglior film che ho fatto ma non per la mia interpretazione ma per la qualità intrinseca e valore profondissimo del film.
Calogero Messina 21-03-2003
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