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TONINO ZANGARDI E VALERIA GOLINO
Il regista e la protagonista del bel film 'Pendimi e portami via' raccontano la loro esperienza sul set
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Valeria Golino trucco! "INVERNO", "RESPIRO" ED ADESSO "PRENDIMI E PORTAMI VIA": dopo una carriera iniziata nell’85 con Citto Maselli nel film "Storia d’amore", è con questi suoi ultimi tre lavori che Valeria Golino ha riconquistato l’attenzione ed il favore di una critica ed un pubblico perennemente spiazzati da questa atipica attrice italiana che senza troppi clamori lavora con successo anche all’estero (da "Rain Man" a "Frida").
   Ed è lei il vero cuore del bel film di Tonino Zangardi "Pendimi e portami via", un’intensa e commovente interpretazione per la quale prevediamo una bell’incetta di David, CiaK e Nastri d’Argento a suggellare un periodo estremamente positivo e fortunata per la sua carriera.
   Così come auguriamo al regista ed agli altri convincenti interpreti di questa pellicola (Rodolfo Laganà, Antonino Iuorio, Marco Zangardi, Claudio Botosso) il meritato successo per aver contribuito a realizzare un film sincero ed appassionatamente sentimentale (senza vergogna!) che ci regala un nuovo ed onesto sguardo su personaggi e storie di vita che ci circondano quotidianamente.

Come nasce l’idea del sul film?
   TONINO ZANGARDI E’ nato nella mia testa all’incirca tre anni fa, ed inizialmente doveva essere il racconto di una storia d’amore tra due bambini. Poi ho incominciato a girare per i quartieri di Roma ed ho scoperto che quello che mi interessava raccontare era una "grande" storia che si svolgesse in un rione popolare con al centro una famiglia di oggi. Ma soprattutto non ho voluto mostrare la solita periferia come zona di degrado, ma come centro ricco di vitalità ed energia. Molti miei colleghi in questi ultimi anni hanno messo al centro delle loro storie nuclei familiari ma sempre avendo paura di spostarsi in periferia: io invece ho creduto che in questi spazi vi potessi raccontare una storia drammatica, poetica e comica ... che poi sono gli elementi vitali delle nostre esistenze. E poi ho voluto mostrare non una Roma da "cartolina" ma immagini molto dirette e vere infatti il quartiere protagonista del film potrebbe essere una qualsiasi periferia di una qualsiasi città del mondo.

Si è ispirato ad alcuni episodi di cronaca nel raccontare i difficili rapporti tra la popolazione ed il gruppo rom?
   TONINO ZANGARDI Sin dall’inizio la mia idea è stata quella di raccontare qualcosa di profondamente vero per cui, insieme allo sceneggiatore Gianluigi Bruni, siamo partiti dalla realtà che poi abbiamo romanzato ma cercando sempre di essere sinceri e mai finti.

E’ stato difficile trovare la ragazzina rom protagonista?
   TONINO ZANGARDI La condizione essenziale che ho subito posto alla produzione era che gli tutti gli zingari protagonisti del film dovessero essere veri zingari. Ho girato per tanti campi rom ed ho trovato tanta disponibilità da parte loro... e poi un giorno incontro Romina che incomincia a fare di tutto: cantava, ballava, recitava poesie ed ho subito pensato che sarebbe stata lei la "Romana" del film. Adesso è ritornata alla sua solita vita... in un campo rom: va a scuola e come tutti i ragazzi sogna un bel futuro.

E la scelta del giovane Giampiero?
   TONINO ZANGARDI Ho incontrato diversi ragazzi mentre le agenzie mi proponevano le classiche facce adatte agli spot pubblicitari. Ma quando ho visto Noah e soprattutto quando ho parlato con lui sono rimasto subito incantato dal suo viso particolare e dalla sua spontaneità e non ho avuto più dubbi. Il mio sforzo principale è stato proprio quello di trovare due giovani interpreti che anche se non fossero stati perfetti nel modo di recitare comunque erano veri e trasmettevano verità.

In questi ultimi tempi, spesso sono proprio i bambini protagonisti sul grande schermo….
   TONINO ZANGARDI E’ vero che c’è questa voglia di raccontare i bambini al cinema e probabilmente perché in loro si riesce a scorgere qualcosa che riesca ad andare oltre le barriere senza alcun pregiudizio. Il loro modo puro e semplice di osservare il mondo è sicuramente una grande e forte attrattiva per noi adulti.

Il film quindi inizialmente doveva raccontare la storia d’amore tra due bambini ma poi il vero cuore e forza della storia diventa il personaggio di Luciana/Valeria Golino...
   VALERIA GOLINO Io continuo a vedere il film come una storia corale, ma è anche vero che già nella sceneggiatura il cuore del film era il personaggio di Luciana. Tonino quando mi ha parlato di questa storia mi diceva che era lei che si portava dietro la storia di tutti gli altri personaggi come un trenino. In seguito abbiamo molto lavorato sullo sfoltire e scarnificare il personaggio, che nella sceneggiatura era molto più raccontato.

Ma in questo suo lavoro ha raggiunto una maturità artistica ed una naturalezza veramente sorprendenti….
   VALERIA GOLINO Non avendo frequentato scuole di recitazione o seguito tecniche particolari sin dall’inizio mi sono appigliata alla mia "naturale" naturalezza: è sempre stata la mia forza. Adesso mi piacerebbe arrivare ad una naturalezza esteriore ma con dietro, invisibili, scelte di timbri di voce, gestualità del corpo che sicuramente mi facciano crescere ancora nel mio lavoro.

Che tipo di regista è sul set?
   TONINO ZANGARDI Fellini diceva che il regista è un grande opportunista… uno che cerca di prendere e rubare il meglio da tutti. Anch’io cerco di capire le potenzialità del mio cast d’attori e di quello tecnico e poi sul set cerco di sfruttarle al meglio. Lavoro molto sulla spontaneità, sul "togliere", ed instauro un rapporto di gran collaborazione con gli attori. E credo che il vero grande lavoro di un regista sia proprio quello di trovare l’attore giusto per il ruolo giusto.

Come nasce la scelta di inserire i due brani musicali "Una settimana un giorno" di Edoardo Bennato e "Khorakhanè" di Fabrizio De Andrè?
   TONINO ZANGARDI Con Bennato è nato tutto casualmente: un giorno mi telefona un amico comune che mi dice che sta pranzando con Edoardo il quale ha visto poche sere prima il mio film "Allullo Drom" e che gli è molto piaciuto. Me lo passa al telefono e lui mi invita al suo concerto romano. E proprio mentre lo sentivo cantare sul palco "Una settimana un giorno", ascoltando attentamente le parole ho immediatamente pensato che fosse adatta per una scena del film e lui è stato veramente gentile a concedermela. Per il brano di De Andrè è stato un po’ più complicato: io considero Fabrizio uno dei poeti più grandi del 900… i suoi testi sono poesia pura e "Khorakhanè" era perfetta per il film. La sua famiglia, di certo non per questione di soldi, ha voluto conoscere la storia di "Prendimi e portami via", capire il contesto in cui sarebbe stato inserito il pezzo e quindi per me è stato veramente un grande onore avere la loro autorizzazione.

Calogero Messina  06-10-2003

trucco! - Leggi la recensione di 'Pendimi e portami via'

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