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IMPROVVISAMENTE È COME TROVARSI AL “MAURIZIO COSTANZO SHOW”: LA PLATEA DI giornalisti, presenti per la conferenza stampa del film “Per Sempre” che segna il ritorno al cinema dello sceneggiatore Costanzo a 25 anni di distanza dal copione del capolavoro “Una giornata particolare”, si trasforma nel pubblico del Parioli mentre con la sua nota “invadenza” l’arcinoto conduttore si diverte ad interrogare i giornalisti sulle loro sofferenze d’amore. Ed è infatti un “one man show” quello a cui assistiamo, prevedendo un radioso futuro di abile promozione televisiva per questa pellicola che ben si presta ad analisi sociologiche e mediatiche così di moda sui nostri piccoli schermi. Poche parole allora per il riservato regista Di Robilant, la bella Francesca Neri ed un assente Giancarlo Giannini... mentre tutti i flash sono per la star Costanzo, che promuove entusiasta il “suo” film concedendosi una battuta autoironica che chissà quanti avrebbero sottoscritto: “Dopo 25 anni ritorno al cinema... e potevi anche aspettare, qualcuno potrebbe dire!”
Ha apportato delle modifiche alla sceneggiatura che le ha presentato Maurizio Costanzo? ALESSANDRO DI ROBILANT Sinceramente non ne ho sentito la necessità: ho cercato di mettermi al servizio di questa storia e di entrarvi lentamente dentro... e poi sapendo di lavorare con due attori come Francesca Neri e Giancarlo Giannini mi sono sentito molto più tranquillo.
Si è ispirato ad una sua esperienza personale nello scrivere questa drammatica storia d’amore? MAURIZIO COSTANZO Chi scrive solitamente vi mette dentro qualcosa delle proprie esperienze personali, ma nello specifico di questa storia non mi sono ispirato a nessuna mia vicenda privata . Mi sono però ricordato di due libri che avevo letto e che mi avevano molto colpito: “Per pura ingratitudine” di Del Buono e “Un amore” di Buzzati... di mio ci ho messo la mia malinconia... io sono un portatore sano di malinconia.
Come nasce la scelta di una fotografia dai toni scuri così come l’utilizzo dei flashback giocati sul solo impiego della musica e di gesti essenziali? ALESSANDRO DI ROBILANT Io ho un’attitudine molto istintiva e solitamente non faccio grandi riflessioni o studi di riprese cinematografiche prima di iniziare un film. Molte cose nascono sul set, mentre lavoro: si parte da un’idea e dai mezzi che ho a disposizione e poi cerco di seguire il lavoro così come si sta sviluppando. Cerco di osservare come cresce e procede il film ed io lo seguo!
Si è riconosciuta in questo personaggio di donna così dura ed anaffetiva? FRANCESCA NERI Questa donna non mi assomiglia molto e peraltro io sono stata più graffiata che non viceversa. E non credo che Sara sia una donna perfida: è ferita, non vuole lasciarsi andare e dietro il presente che racconta il film c’è tutto un suo passato che è giusto che non si veda… si percepisce appena…. Ma è tutto quello per cui Sara è diventata una donna dall’apparente scorza molto dura.
Il titolo originale del progetto “Anima graffiata” e’ stato cambiato: come mai? MAURIZIO COSTANZO Per me il film continua ad intitolarsi “Anima graffiata”, ma mi sono lasciato convincere da chi questo mestiere, il distributore, lo fa da diverso tempo ed ha creduto che un titolo come “Per sempre” fosse più giusto ed adatto al film ed alla sua promozione.
Ma è vero che la paura d’amare sia una condizione più femminile che maschile? FRANCESCA NERI Oggi sono soprattutto gli uomini che hanno paura d’amare, di confrontarsi con le donne… ed allora si inventano che noi siamo diventate aggressive e più indipendenti. Statisticamente e storicamente la paura d’amare non è femminile: una donna si può chiudere in se stessa, indurirsi ma mai avere paura dell’amore.
Ha altre idee nel cassetto da portare al cinema? MAURIZIO COSTANZO Premesso che per me vedere un film è il massimo divertimento, vuol dire veramente staccare la spina: dopo quindici anni in cui sono stato un felice spettatore, con questo film ho riscoperto il piacere di scrivere sceneggiature. Ho in mente alcune idee ed alcuni progetti sono ancora allo stato embrionale come quello ad esempio di adattare per il grande schermo un mio racconto, “Il Riservista”, che è stato pubblicato quest’estate sulle pagine del Messaggero…vedremo cosa accadrà!
Calogero Messina 26-09-2003
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