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TOM CRUISE, EDWARD ZWICK E HIROYUKI SANADA
Il regista e gli interpreti de 'L'ultimo samurai' raccontano la loro esperienza sul set
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Tom Cruise trucco! SORRIDE AMABILE. SCHERZA DIVERTITO E "COCCOLA LA TRADUTTRICE ITALIANA. Si preoccupa di "girare" le cassette dei registratori che occupano il tavolo… e si diverte a scambiare qualche parola in italiano, animando una conferenza stampa affollatissima e che non ha occhi e domande che solo per lui: il divo Tom Cruise! Accompagnato dal regista Edward Zwick e dall’attore giapponese Hiroyuki Sanada (nel film è Ujio, il braccio destro ed il leader dei samurai di Katsumoto), l’attore americano è impegnato in una veloce promozione europea del film "L’ultimo samurai", ennesimo progetto cucitogli addosso da un’industria cinematografica hollywoodiana che, puntando sul suo carismatico nome, sa di scommettere sul sicuro (a conferma ecco arrivare le nomination a Golden Globe ed agli imminenti Oscar ); una "scommessa" che l’ex boy Cruise (un 41enne da invidia!) si "carica sulle spalle", convincendoci della sincerità e del genuino entusiasmo del suo coinvolgimento in questo progetto che sostiene calorosamente.

Siete soddisfatti dell’accoglienza europea al film? E’ il vostro primo viaggio a Roma?
   EDWARD ZWICK Il film è stato accolto favorevolmente dovunque è stato presentato, ma siamo soprattutto felici e sorpresi del fatto che sia stato accolto molto bene in Giappone: questo vuol dire che il nostro omaggio alla cultura della loro terra ed in nome della quale avevamo portato avanti questo progetto è stato percepito in modo sincero ed onesto. Il fatto poi che anche in Europa il film sia stato accolto con notevole entusiasmo personalmente è stato molto incoraggiante, perché vuol dire che siamo riusciti a realizzare quello che tutti inizialmente ci eravamo prefissati, ossia dare una configurazione cross-culturale al nostro film e questi due successi sia in Giappone che in Europa ce lo hanno confermato.
   TOM CRUISE E’ bellissimo essere di nuovo a Roma! Per noi tutti è una grande magia trovarci qui… questa città mi toglie sempre il fiato: ogni volta mi piacerebbe potermi fermare qualche giorno in più, ma c’è un nuovo set che già mi aspetta! Ma ieri sera appena siamo arrivati ci siamo subito scatenati: abbiamo mangiato un buon piatto di pasta ed abbiamo organizzato una festa privata nelle nostre stanze!
   HIROYUKI SANADA E’ la prima volta che vengo a Roma e mi sembra tutto straordinario: ho fatto un veloce giro della città… ho visto il Colosseo, la Fontana di Trevi e mi sono profondamente commosso. L’Italia ha una lunghissima storia alle spalle e quindi sono certo che apprezzeranno molto il nostro film che racconta una delle pagine storiche più importanti del Giappone.

Quanto l’ attraeva l’idea di raccontare questa storia da un punto di vista spirituale e non solo per il suo alto potenziale spettacolare ed epico?
   EDWARD ZWICK Personalmente sono stato molto toccato dalla filosofia bushido: sin da quando ero molto giovane sono venuto a contatto con la cultura orientale rimanendone molto affascinato. Mostrare oggi altri e diversi modi di concepire e vivere la vita è molto importante: è questo credo l’aspetto profondamente spirituale del nostro film
   TOM CRUISE Sento a me molto vicino la filosofia bushido: credo nella vita e nelle decisioni prese per il bene della collettività e che perseguano il bene di tutti. Anche il concetto della responsabilità mi appartiene profondamente: ho sempre creduto che ognuno di noi si deve assumere la responsabilità di quello che dice e di quello che fa e non puo’ scaricarla semplicemente sugli altri... cosa che oggi nella società moderna si fa molto spesso e con estrema facilità.

Quali sono i suoi valori? Come produttore è soddisfatto dell’attore Tom Cruise?
   TOM CRUISE Certamente: sono soldi spesi benissimo quelli per scritturare l’attore Cruise! Quando ho letto la sceneggiatura, ho incontrato il regista Zwick ed ho scoperto la natura filosofica che stava alla base di questo progetto… natura peraltro che condivido essendo i suoi valori miei punti di riferimento come l’onore, l’integrità, la responsabilità… è stato allora per me fondamentale aderire totalmente a questa nuova avventura, entrando lentamente e con molta umiltà a contatto con questa nuova cultura per potergli così rendere un doveroso omaggio. Il mestiere dell’attore non è un lavoro: è la mia vita, io amo quello che faccio! Il cinema va al di là di qualsiasi confine e riesce a valicare e ad abbattere qualsiasi barriera: è sì molto importante esaltare la propria individualità, le differenze, ma allo stesso tempo, grazie al cinema, è possibile avere una conoscenza più approfondita della varietà delle culture del mondo e capire meglio i modi diversi di vivere, di pensare, di credere delle altre persone… è possibile conoscere e capire i loro valori ed in un certo senso condividerli. E questo film mi ha dato l’opportunità di imparare a conoscere la cultura dei Samurai e rendere omaggio alla bellezza dei loro potenti valori.

Ha dedicato due anni della sua vita a questo film che sotto alcuni punti di vista è molto critico nei confronti della politica americana d’ingerenza nelle culture diverse che a volte cerca di modificare: cosa le è dispiaciuto nella lettura delle critiche americane al film?
   TOM CRUISE Ogni persona ha un proprio modo di reagire ed opinioni molto diverse: io ho vissuto questo film come un’esperienza strettamente personale… non ho mai basato le mie scelte su quelle che poi potranno essere le reazioni del pubblico, sui premi, sulle critiche dei giornalisti… questo è stato un viaggio individuale, e come tale mi è piaciuto viverlo senza dare troppo peso a quelle che sarebbero potuto essere le reazioni del pubblico. Naturalmente sono molto contento di come il film sta andando nelle sale americane, di come viene recepito… è un film carico di emozioni e molto emotivo e la gente questo lo sente... sinceramente non ho letto molte critiche negative o letture politiche ardite di questa vicenda. Sono anche molto soddisfatto della decisione di organizzare l’anteprima del film in Giappone, perché sotto molti aspetti "L’ultimo samurai" è un film giapponese: parla della loro cultura, della loro storia e sebbene il soggetto sia opera di pura finzione ci siamo impegnati a fondo per raccontare questa loro cultura in modo molto dettagliato e preciso. Ero molto preoccupato ed eccitato allo stesso tempo all’idea di questa anteprima nella terra d’origine dei guerrieri Samurai, ma al termine della proiezione c’è stata una standing ovation veramente emozionante e questo per tutti noi che abbiamo lavorato con impegno a questo progetto è stato estremamente gratificante.
   HIROYUKI SANADA E’ molto difficile come giapponese parlare della propria cultura, e peraltro per lunghissimi anni abbiamo subito da parte del mondo occidentale tutta una serie di preconcetti sui nostri valori più intimi: credo che il successo di questo film sia fondamentale per riuscire a diffondere sul mercato mondiale la nostra cultura più autentica e vera.

Lei di recente ha affermato che in ogni film che interpreta scopre sempre qualcosa che la riguarda personalmente : cosa ha imparato di sé in questo suo ultimo lavoro?
   TOM CRUISE Nell’accingermi ad iniziare questo film non sapevo se sarei riuscito fisicamente a fare tutta una serie di movimenti e di prodezza che poi sono riuscito a fare: ci sono persone che per anni si addestrano soltanto per imparare a realizzare il katas, ossia la posizione precisa di come si tiene la spada! Edward mi diceva che la mia trasformazione fisica doveva andare di pari passo con lo svilppo del mio personaggio, e non volendo lui usare nessuna immagine ricreata al computer io ovviamente gli ho subito risposto che sarei stato capacissimo: per quatttro mesi non ho fatto altro che allenarmi per tentare di rafforzarmi fisicamente ed ogni giorni mi esercitavo con la spada... perché quando vedete come si muovono bene Sanada o Ken Watanabe noterete che loro hanno una naturale eleganza ed il tutto sembra molto semplice ma credetemi… non è affatto così! Ma al di là del notevole impegno fisico, ho imparato molte su questo set: ho avuto il privilegio di conoscere innanzitutto un'altra cultura, un altro popolo, non solo come attore, ma proprio come essere umano, ho cercato la verità e l’essenza della loro storia ed origini perché io ritengo che l’ignoranza e l’analfabetismo poi diano adito all’essere bigotti, all’ingiustizia, al razzismo. E’ fondamentale dedicarsi alla conoscenza del prossimo perché questo poi permette di evitare i conflitti che invece sono il frutto dell’ignoranza e della poca volontà di confrontarsi con la diversità che ci criconda.

Progetti futuri?
   TOM CRUISE Sto girando il nuovo film di Michael Mann "Collateral" dove interpreto la parte di un cecchino su contratto… un killer. Accanto a me ci sono Jada Pinkett e Jamie Foxx: il film è ambientato a Los Angeles e la storia si svolge nell’arco di una sola notte. Poi produrrò il nuovo film di Cameron Crowe ma non ne sarò l’interprete, e stiamo scrivendo la sceneggiatura di "Mission Possible 3".

Calogero Messina  12-01-2004

trucco! - Leggi la recensione de "L'ultimo samurai"

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