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DUE FRATELLI
Un film a metà tra l'avventura e il cartone per salvaguardare una specie in via d'estinzione
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La locandina trucco!

Titolo originale: Two Brothers
Regia: Jean-Jacques Annaud
Cast: Guy Pearce , Jean-Claude Dreyfus, Philippine Leroy-Beaulieu
Genere: Avventura
Nazione: Francia/Regno Unito
Durata: 109'

   IL COPIONE DEL FILM “DUE FRATELLI” (FIRMATO DALLO STESSO REGISTA JEAN JACQUES ANNAUD E DAL SUO FEDELE COLLABORATORE ALAIN Godard) avrebbe sicuramente fatto la felicità di qualche producer della Walt Disney! Buoni sentimenti, due animali come guest star (le tigri), azione ed avventura assortite in un mix accattivante, dolci sentimenti a profusione e messaggio politically correct in sottofinale che non guasta mai: ingredienti imprenscindibili di ogni buon progetto disneyano che si rispetti.
   Ma questa volta è il regista “europeo” Jean Jacques Annaud (“Nel nome della rosa”, “Sette anni in Tibet”, “Il Nemico alle porte”) a raccontare “dal vero” – e non a disegni animati – una favola ecologista e buonista adatta ad un pubblico di tutte le età che ci riconferma le caratteristiche apolidi ed eclettiche di questo autore affascinato da storie universali ed imprese titaniche.
   La storia delle due piccole tigri nate nel cuore della giungla del sud est asiatico tra le rovine di un tempio dimenticato, e della loro successiva e dolorosa separazione ad opera dell’uomo, si risolve però nella classica e risaputa favoletta sulla seduzione e fascino della natura incontaminata, sul travagliato rispetto per un ecosistema in fragile equilibrio e sulla rinomata “cattiveria” del genere umano, che però, come in ogni buona novella che si rispetti, ha la possibilità di un riscatto finale che ci conduce al più felice e consolatorio degli happy end.
   Tra riprese suggestive di panorami e regioni mozzafiato, prove “attoriali” di un cast di tigri che lasciano interdetti e sorpresi, “Due fratelli” (produzione franco/inglese) quantomeno non ci fa sfigurare dinanzi ai prodotti di genere hollywoodiani, rivelandoci – nel caso in cui ce ne fosse ancora la necessità – come la nostra produzione europea possa essere fortemente competitiva anche quando ha l’ardire di fronteggiare il “nemico” (lo strapotere del cinema USA) sul suo terreno più congeniale: il cinema di massa!

Calogero Messina  25-09-2004

trucco! - Leggi l'intervista a Jean-Jacques Annaud

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