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Orphans, una Scozia in agrodolce
Quattro fratelli e un funerale per raccontare la complessità dei rapporti umani di oggi nel film di Peter Mullan
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IL FILM CHE HA INAUGURATO LA SEZIONE DELLA SETTIMANA DELLA CRITICA È STATO "ORPHANS" il primo lungometraggio di Peter Mullan, 39enne di Glasgow, che molti ricorderanno per le numerosi interpretazioni di film inglesi come: "Braveheart", "Riff Raff" "Trainspotting" e "My name is Joe" di Ken Loach (in questo film Mullan vestiva i panni dell'allenatore della scalcinata squadra di ex-alcolisti).
   "Orphans" è un bel film, grottesco e surreale, spietato proprio nel raccontare i complicati rapporti umani. I quattro fratelli Lynch si riuniscono nella casa di famiglia per commemorare la morte dell'amata madre e prepararle il funerale. Nelle ore notturne che precedono il funerale i quattro figli si trovano a dover affrontare una notte senza fine piena di allucinanti peripezie in cui il lutto viene rielaborato con la violenza.
   I sentimenti che non hanno trovato sfogo vengono tramutati in pura rabbia e follia. Per esempio Michael, il fratello più "normale", cerca di far passare la notte con l'intenzione di spacciare la ferita procuratagli da un ubriacone al pub per un infortunio di lavoro, per poi ricevere l'indennizzo.
    Sheila, la ragazza paralizzata, decide di tornare a casa sola ma la sedie a rotelle si rompe. Thomas, il più vecchio dei quattro figli, si chiude in chiesa dove cerca di riattaccare con la cera la statua della Madonna caduta a seguito di una colluttazione con Sheila. John, il più giovane, con un amico cerca di ammazzare il ragazzo che ha ferito il fratello, innescando in questo modo una serie di esilaranti episodi.
   Il regista, qui al suo debutto, ha dichiarato che "i quattro orfani del film sono la Scozia di oggi: abbandonata, senza padri né madri, lasciata alla mercè del libero mercato, senza alcuna protezione sociale.. E' il momento in cui gli individui, e la società, si trovano di fronte a un dilemma: sapranno conservare i valori della solidarietà o diventeranno cinici ed egoisti?".
    I fratelli Lynch dopo una serie di confronti aspri e angosciosi si ritroveranno proprio sulla tomba della madre e del padre (che non viene mai nominato durante tutto il film).
   Girato in modo realistico e dotato di colori freddi, con "Orphans" il regista Mullan è riuscito a confezionare un'opera nera e surreale, un altro interessante tassello dello sterminato panorama della sempre più prolifica cinematografia inglese.
    Dell'amico Ken Loach, Mullan ha detto:"Lui fa un cinema puro, profondo, impegnato: secondo me Ken, nella sua modestia, non è nemmeno cosciente di quanto abbia influenzato me e decine di altri attori e cineasti". Mullan è sicuramente stato influenzato da Loach riuscendo comunque a dotare il suo primo lungometraggio di originalità e humor molto personali così come era già accaduto ad un altro attore inglese, Gary Oldman passato alla regia con il duro "Niente per bocca".
    Mullan ha anche dichiarato che ama i film in cui non si sa se mettersi a ridere o mettersi a piangere.. in "Orphans" si ride tanto anche se in realtà verrebbe da piangere. Proprio come accade nella vita e come accade a quelli che come noi si trovano al Lido.
   Credeteci qui la vita è tutt'altro che facile, ci sarebbe materiale per girare parecchi film surreali degni di Bunuel!

Sandra Campanini  05 settembre 1998

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