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Una stagione per cercare un marito
Una tipica 'commedia degli equivoci' per Rohmer, che con 'Racconto d'autunno' diverte il pubblico per due ore
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FINALMENTE UN PO' DI GIOIA E DI GAUDIO IN UN FILM IN CONCORSO. Dopo tanti funerali, malattie e altre catastrofi, il film del francese Rohmer "Comte d'autunne", ci ha deliziato e ci ha fatto trascorrere due piacevolissime ore.
    Con questo capitolo si conclude la famosa tetralogia delle "quattro stagioni" iniziata nel 1990 con "Racconto di primavera". Girato in otto settimane di riprese lo scorso autunno, il film racconta la "normalissima" vicenda di Magali, una vedova viticultrice che soffre di solitudine e vorrebbe trovarsi un uomo.
    Le sue due amiche, Isabelle e la giovane fidanzata del figlio, si trasformano allora in sensali e cercheranno in ogni modo di farle incontrare un uomo. Nella stessa occasione - il matrimonio della figlia di Isabelle - a Magali vengono presentati due uomini. Chi sceglierà?
   Non vogliamo dirvi oltre e vi invitiamo di tutto cuore di recarvi al cinema per vedere questa divertente "commedia degli equivoci" girata da uno dei padri della Nouvelle Vague, che presto uscirà sugli schermi italiani.
   Un cinema estremamente moderno quello di Rohmer, sorretto da bravissimi attori (Marie Riviere e Beatrice Romand) e da una sceneggiatura impeccabile e intelligente. Si respira l'aria della Provenza, dell'autunno e dei vigneti carichi di grappoli pronti per la vendemmia il film possiede inoltre un andamento allegro che ricorda una frizzante melodia mozartiana. Rohmer riesce a trasmettere la felicità per le cose comuni e apparentemente ordinarie (credeteci non è cosa da poco!)... se le cose andranno male in seguito questo a lui non interessa.
   Un po' di ottimismo serve e del resto la vita non è solo una triste valle di lacrime! All'orizzonte della splendida campagna francese ripresa dal regista svettano onnipresenti le ciminiere gemelle della centrale nucleare di Tricastin. Ma Rohmer ha dichiarato di non aver voluto sottolineare l'aspetto negativo di questa presenza: "le ciminiere stavano là e, in quanto parte integrante del panorama della valle, sono finite in molte inquadrature. Non le ho viste come un elemento di minaccia. E' semplicemente il mondo che si evolve".
   Proprio quello che è accaduto a noi spettatori alla fine del film: quando la vicenda di Magali è terminata nessuno di noi si è chiesto se la sua scelta sarà quella giusta o no. Il futuro di ognuno di noi è oscuro e fatto di cose brutte e belle. "Racconto d'autunno" è un altro tassello coerente con la poetica personalissima dell'originale estro creativo di Eric Rohmer che come sempre non sarà presente al festival (è ormai nota la sua reticenza a queste manifestazioni).
   Il film alla fine della proiezione per la stampa è stato accolto molto bene e applaudito per cinque minuti (per la cronaca alle proiezioni della stampa ormai non si esterna più alcun commento a causa del fatto che tutti siamo allibiti dalla qualità dei film proiettati). Il festival comunque non è che agli inizi attendiamo con ansia qualche film decente.

Sandra Campanini  06 settembre 1998

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